Tuesday, December 29, 2009

Il futuro,adesso

Quella mattina Luca si era svegliato di soprassalto, in casa era mancata la luce e la sua sveglia non aveva suonato. Aveva deciso allora di "entrare nel futuro" ed aveva proiettato l´ímmagine dell'orologio sul proprio polso. Il problema adesso era che non ricordava l'orario del volo, cosi decise di guardarselo sul soffitto mentre era ancora sotto le coperte.
Sette e trenta.
Perfetto!
Era ancora in tempo.
Per festeggiare aveva  deciso di guardarsi le previsioni del tempo, stavolta sul muro del salotto per non svegliare i vicini con il volume.
Prima di partire aveva chiamato la sua bellissima collega per dirle che tutto era a posto e che si sarebbero visti in aereoporto, quindi aveva aperto il palmo, era comparsa la tastiera ed aveva digitato le 10 cifre premendo le parti della mano dove erano comparsi i numeri. La sua voce era assonnata e dolcissima come al solito. Dio quant'era difficile lavorare con lei.
Doveva mantenere la calma. Tanto tra poco l´avrebbe vista.
Nel traffico del mattino aveva avuto il tempo di aprire il giornale e visto (non letto) due articoli di approfondimento.
In aereoporto, non appena l´aveva vista nel suo vestitino marrone, non aveva resistito, l'aveva inquadrata unendo i pollici e gli indici messi ad angolo retto, ed aveva scattato l´ennesima foto.
Lei aveva riso inconsapevole, non sapendo che lui aveva a casa una vera collezione ed ogni sera prima di dormire se la guardava.
Si erano salutati e dopo il caffe´ avevano deciso di fare la solita tappa al negozio di libri dell´aereoporto
Questa volta, lui aveva trovato un libro interessantissimo " as the future catches you". Voleva comprarlo a tutti i costi, ma siccome aveva recentemente comprato libri che non l´avevano soddisfatto per nulla, decise per scrupolo di aprire il libro e vedere le recensioni degli altri lettori su Amazon. Erano tutte positive. Non contento decise avere maggiori informazioni scannerizzando il codice a barre del libro. Scopri´che era scritto su carta certificata. Cosi´decise di prenderlo.
Si stava facendo tardi e preoccupato aveva deciso di ricontrollare sulla sua carta d'imbarco il suo volo, scoprendo in tempo reale che questa volta era in ritardo di soli venti minuti (perche´ anche nel futuro l´alitalia funziona benissimo...come sempre)
Uscito dal negozio, aveva visto in lontananza un suo ex collega. Erano rimasti in contatto ma non ricordava niente di lui cosi aveva deciso di stupirlo e nel salutarlo, gli aveva (leggendolo sulla giacca dell'altro) rimproverato di aver cambiato quattro aziende negli ultimi 18 mesi. L´altro era scoppiato a ridere, e si erano abbracciati ma Luca non aveva capito fino in fondo se si era accorto del trucco o no.

Durante il volo la bellissima dormiva. Era incredibile, ogni volta che appariva il personale di bordo per dare le istruzioni, cadeva in un sonno profondo. Cosí aveva cominciato a sfogliare il libro, ed incredibilmente aveva scoperto spunti interessanti per la presentazione che avrebbe dovuto tenere quella mattina stesssa. Cosi aveva aperto il suo pc (si al lavoro usava ancora quello...una volta aveva deciso di non usarlo ma durante la presentazione aveva notato che il suo uditorio era piu incuriosito dal mezzo utilizzato che dal contenuto), preso alcune frasi ed un grafico con legenda e trascinate direttamente sullo schermo. Aveva aggiunto la citazione dell'autore ed il gioco era fatto.
Nel tempo restante aveva deciso di cercare il ristorante dove le avrebbe fatto la corte quella sera. Aveva messo a posto il pc, alzato il tavolinetto e cercato un giapponese aperto il lunedi.


Era atterrato senza problemi e prima di comminciare a lavorare era rientrato nel presente togliendosi le cose che aveva appese al collo.

Se credete che questa sia una storia  inverosimile guardate qui.



Friday, December 25, 2009

Sondaggio.

Secondo voi,

e´possibile che devo scoprire nel pc di mia suocera foto di mia figlia che non ho mai visto?
(e per giunta sono foto di lei con miei amici!)

e´possibile mangiare pesce lesso e patate lesse la vigilia di Natale e finire la cena alle otto?

e´possibile che i tuoi figli debbano ammalarsi di continuo ed anche prima di partire?

e´possibile che tua moglie traduce ai tuoi suoceri solo le frasi sarcastiche che dici su di loro?

e´possibile che esistano posti al mondo dove ancora non c´e´l´adsl?

ma soprattuto e´possibile scrivere con questa cavolo di tastiera?

(poi dice: come mai a Natale ti girano sempre le palle?)

Tuesday, December 8, 2009

Allo stadio

Dunque,
ieri sera derby (ma come fai un post sul calcio? ma ti sei proprio ridotto malissimo...) .
Niente di pianificato, un amico mi ha chiamato all'ultimo perchè aveva possibilità di entrare (ah pure imbucato adesso...) e così sono andato. 


Scrivo questo post per dare evidenza di una cosa di cui non mi ero mai accorto fino in fondo. La passione smodata di certe persone per il calcio.  
Insomma io pensavo di essere un super-tifoso, vado saltuariamente allo stadio ma se la mia squadra perde ci sto male.  
Invece ieri sera mi sono dovuto ricredere. 
Prima che iniziasse la partita non mi sono seduto , ingenuamente ho pensato:"mi siedo a partita cominciata..." 
Invece, tutta la sera in piedi. 
Inoltre a causa della pista di atletica, dalla curva non si vede quasi nulla.
Prima dell'inizio della partita i tifosi laziali hanno esposto i loro colori  e stranamente quelli romanisti no.
Pensavo ad una forma di protesta ma poi ho capito: sono stato i primi dieci minuti della partita a tenere con due mani un foglio arancione davanti a me. Inutile dire che nel mentre era impossibile vedere la partita.     
Poi sono cominciati i fumogeni e per altri dieci minuti non ho visto nulla, cercando di intuire qualcosa dagli "oooooh" provenienti dalle tribune.   


Credo di aver visto la peggior partita della mia vita, da una parte e dall'altra. Con le persone intorno a me che hanno comunque tifato da quando sono arrivato fino a venti minuti dopo la fine della partita (quando ho deciso di andare via). Anzi mi guardavano pure male perchè io non conoscendo  molti cori ed essendo d'accordo con la metà dei rimanenti partecipavo sommariamente.
Inoltre, considerando il numero dei "cannoni" che mi circondavano credo di averne fumati in modalità passiva (purtroppo...) sei o sette  . 


Però la cosa che mi ha stravolto fisicamente è successa al gol. Dopo 80 minuti di sofferenza la Roma ha segnato e dove stavo io è successo l'inferno. Persone che si buttavano a volo d'angelo su altre due file più in basso, ammucchiate di otto dieci persone sdraiate una sull'altra, ed io che un po' per l'esultanza un po' perchè lo stadio è fatto a gradini, sono caduto per terra almeno tre volte. La seconda volta che ho provato a rialzarmi ho preso un involontario(?) cazzotto in bocca da un "energumeno" che si buttava su un gruppo di persone a lui sconosciute già esultanti a terra. A quel punto ho avuto per una frazione di secondo l'idea di replicare ma poi ho (eroicamente...) optato per una forma di difesa strategica,  sono diventato parte dell'onda ed ho cominciato anch'io a "fare gruppo" (alla "buon'ora"). 
Insomma la sensazione di vittoria è stata così forte, che siamo rimasti a sbeffeggiare la tifoseria avversaria ben oltre la fine della partita. 
Credo che lo sfottò fra tifoserie e soprattutto quello nel derby sia una delle cose che danno sapore a quello che rimane di questo sport.


Cavolate a parte mi dispiace dover rimarcare che le due tifoserie per insultarsi vicendevolmente si "davano" del napoletano. Io ho amici e colleghi napoletani e rivalità sportiva a parte questa cosa mi sa di razzista. Inoltre anche qualche (devo dire però molto isolato) buuu contro un giocatore nero della lazio mi ha veramente mandato in bestia. 


Parlando però dei tifosi veri, c'è da dire che fra tessera del tifoso, razzismo, violenza sempre dietro l'angolo, stadi indecenti, costi dei biglietti, scontri tra tifoserie, per continuare a seguire questo sport in queste condizioni, bisogna avere una passione vera

Friday, November 27, 2009

Thursday, November 19, 2009

I padroni della terra.

E' così che ci stiamo comportando.
Se solo imparassimo a fare alcune dei miracoli che la natura compie da millenni riusciremmo forse a vivere in sintonia con questo pianeta.
Janine Benyus è' una convinta assertrice della biomimicry
cioè del concetto per cui esaminare la natura, i suoi modelli, processi, elementi ed emularli o prendere da loro ispirazione, può aiutare a risolvere i problemi dell'umanità in modo sostenibile.

Capirla è un po' difficile ma la parte degli esempi è incredibile. Sul link relativo a TED si possono vedere anche i sottotitoli in inglese (a me hanno aiutato molto).
In alternativa la versione Youtube

Per Natale

Sarebbe meglio non contribuire allo shopping sfrenato, nel traffico e nella frenesia.
Vogliamo tutti regalare una cosa ai nostri cari ma questo produce conseguenze disastrose per il pianeta.
Fra regali inutili ed imballaggi ingombranti i nostri cassonetti il 25 ed il 26 Dicembre scoppiano e le aziende che puliscono sono scostrette a fare il doppio turno con conseguente aumento dei gas di scarico... . Dove finiranno tutti quei rifiuti? In discarica o peggio in un inceneritore.
Ma qual’è l’alternativa? Possibile che dobbiamo rinunciare alla magia del 24 sera o del 25 mattina?
E se ci sono bambini?

Ecco allora qualche consiglio che si propone di migliorare un po’ le cose.
La prima cosa da fare è porre attenzione alla persona a cui si sta facendo il regalo. Solo in questo modo sapremo con sicurezza che il regalo non finirà dopo due secondi in fondo ad un cassetto o direttamente nella spazzatura.

Cominciamo dall’imballaggio.
Sembra una cosa inutile ma per molti è parte integrante del regalo. Se riesci a regalare una cosa che possa essere riutilizzabile in altro modo avrai due regali. Ad esempio una scatola di metallo da riutilizzare, un contenitore per i vestiti ad esempio, una bella scatola di cartone disegnato. Meglio se riesci a personalizzarlo, disegnandolo, colorandolo oppure aggiungendo un tocco personale di altro tipo. Quest’ultima cosa dimostrerà che hai impiegato del tempo . Il tempo è un ottimo regalo. Tutti sono capaci di comprare una cosa. Ma regalare il proprio tempo è una cosa assolutamente apprezzabile. Evita la carta da regalo. Se proprio non puoi farne a meno utilizza carta riciclata dai regali degli anni precedenti oppure, carta dei fumetti oppure se proprio non puoi farne a meno carta riciclata. Una volta scartato il regalo metti da parte la carta rimasta riutilizzabile per utilizzi futuri e butta quella inutilizzabile nei contenitori per la carta.

Per proseguire: il regalo.
Regalare il proprio tempo come detto è molto apprezzato. Fare i babysitter per una sera, un maglione di lana. Offritevi di portare fuori il cane per un certo periodo.
Oppure regala un servizio, un buono per dei massaggi, un weekend in un agriturismo, alle terme. Mediaworld ha buoni da vari prezzi per che comprendono un soggiorno tutto compreso (non li ho mai provati però). Anche i buoni per il cinema, il teatro o una cena in un ristorante tipico può essere un’idea.
Regala una cosa commestibile. Dei dolcetti fatti in casa. Una marmellata, del miele. Cerca di informarti sui gusti della persona e fatti venire un’idea. Una cosa molto apprezzata è un cesto di frutta di stagione.

Cerca di regalare prodotti locali eviterai trasporti ed alimenterai il circuito dell’economia del posto in cui vivi.

Compra prodotti stagionali eviterai la conservazione del prodotto nei frigoriferi ad alto impatto per l’ambiente. Evita assolutamente i cesti natalizi. Sono pieni di imballaggi inutili e riempiti per la maggior parte delle volte con prodotti scadenti.

Se non puoi comprare una cosa locale, cerca un regalo equo e solidale. Confezioni di caffè ad esempio. E’ difficile trovare del caffè locale ma l’equo e solidale aiuta i piccoli produttori strozzati dalle multinazionali.

Cerca di comprare cose di qualità, evita assolutamente i negozi dove trovi tutto a pochi Euro, o le bancarelle per strada. Sono cose di bassissima qualità che si romperanno a brevissimo termine finendo nella spazzatura.
Compra una cosa che duri nel tempo fatta di materiali eco-compatibili e riciclabili. Se non hai abbastanza soldi per il regalo, fatti venire un’idea per un servizio oppure compra una cosa ugualmente di poco prezzo ma utile (ad esempio una sporta per la spesa di stoffa).

Se proprio non sai che pesci prendere, osa. Fai un regalo che educhi al risparmio energetico. Regala dei riduttori del flusso di acqua per rubinetti, “ciabatte” con l’interruttore del flusso energetico, un termostato, batterie ricaricabili, torcia ad energia solare. Anche per i più piccoli esistono in tema una serie di giocattoli “eolici” o ad energia solare molto educativi. Puoi trovarli qui e da molte altre parti sulla rete.

Oppure un regalo che faccia del bene a qualcun altro e qui puoi veramente sbizarrirti. Ci sono centinaia di associazioni benefiche e non governative pronte a testimoniare in vario modo il tuo versamento. Altre organizzazioni hanno un prorpio catalogo di regali (ad esempio l’Unicef).

Infine veniamo all’argomento bambini. Mi sembra di avere osservato in questi anni che la preoccupazione maggiore di chi fa un regalo per bambini è la grandezza del regalo (o per meglio dire della confezione). Il regalo deve stupire. Invece ci sarebbero molti altri aspetti da considerare. Innanzi tutto la qualità:
• è un prodotto fatto con materiali atossici?
• è un prodotto che contiene parti ingeribili?
• è adatto all’età del bambino?
• è fragile?

Tutti questi aspetti sono spesso tenuti in scarsa considerazione.
Inoltre fare un regalo grande comporta spesso imballaggi grandi. E che imballaggi! Dentro c’è di moltissima plastica, a volte addirittura fascette in ferro plastificato.
Poi c’è l’aspetto educativo. E’ un regalo che stimola la fantasia del bambino? Quali aspetti va a sollecitare?
Infine l’aspetto del consumo: E’ un regalo elettrico? Quante batterie devo inserire per far divertire mio figlio?
Senza contare l’aspetto locale. Oggi trovare un regalo fatto in Italia è praticamente impossibile.Il 99% è prodotto in Cina.
Quindi la mia risposta personale sono i siti dell’Unicef, di Emergency e quello della città del sole

Infine, quando un regalo non va più bene per tuo figlio donalo, portalo in parrocchia regalalo ad una famiglia bisognosa. Se è ancora utilizzabile NON buttarlo nella spazzatura.
Infine bis. Siamo proprio sicuri che riciclare (con un motivo) un regalo ricevuto pensando ad una persona per cui possa andar bene sia un’azione così pessima?

Ringrazio questo link http://www.genitronsviluppo.com/2008/02/06/10-modi-e-per-regalare-cio-che-vuoi-in-modo-sostenibile/ che mi ha dato spunti importanti per scrivere questo post

Tuesday, November 17, 2009

Carissimi Verdi,

fate bene a riproporvi. Il momento è propizio. I verdi guadagnano consensi in tutta Europa. Ma non è solo una questione di cogliere l’attimo, bisogna essere credibili, superare le difficoltà incontrate in passato e proporsi come forza costruttiva di governo invece che forza antagonista.
Ormai l’essere verde non è più soltanto la visione elitaria di un ristretto gruppo di persone (è mai stato così?) che lottano su un limitato numero di argomenti.
Anzi forse è proprio L’essere “soltanto” ambientalista che non ha più senso, bisogna allargare le proprie vedute e diventare paladini della sostenibilità.
La sostenibilità è un concetto “globale”nel senso migliore del termine. Persone, Pianeta, Prosperità e non necessariamente in quest’ordine. Ognuno crei la sua scala. L’importante è essere d’accordo sui tre concetti.
Come si misura la sostenibilità? Il modo che mi piace di più è quello dell’impronta ambientale, il consumo delle risorse del pianeta.
“Quest’anno ci siamo giocati l’Austria recitava uno spot qualche anno fa”. Ed’ è proprio questo il concetto. Bisogna far capire alle persone che dal 1980 stiamo consumando più territorio, più risorse ittiche, più foreste, più della capacità che il pianeta ha di autorigenerare queste risorse. Il pianeta non riesce più a sopportare il cumulo di rifiuti che produciamo.
Il 2008 secondo il WWF ha visto il consumo di risorse superare del 30% percento la biocapacità mondiale.
E’ non conta scontrarsi sulle cifre, sarà il 20% in più? Il trenta? Il punto è che abbiamo un solo pianeta e fra trent’anni saremo nove miliardi di persone.
Bisogna dire alle persone che devono spegnere la parte del cervello propensa all’acquisto di cose ed accendere quella del cittadino consapevole. Lo so, ci bombardano ogni giorno di consgli per gli acquisti, ci creano dei modelli di vita con cui non ci ritroviamo più. Abbiamo le case piene di tecnologia, siamo diventati superesperti, studiamo settimane prima di comprare un televisore di ultima generazione, ma se ci chiedono chi votiamo e perchè non siamo più in grado di rispondere (a destra e a sinistra).

Non lasciate che vi oscurino ma non fate troppo affidamento sulla televisione, e sui giornali. Ogni giorno tante persone decidono di spegnere la tv di boicottare i nostri giornali e di usare “fonti alternative”. Inoltre, un consiglio, quando siete in TV non perdete tempo a lamentarvi perchè non ci siete mai...è invece un buon momento per arrivare alla testa e al cuore delle persone.
Fossi in voi baserei la mia campagna elettorale sul passa parola e sulla comunicazione snella. Sarò ingenuo ma la rete è piena di persone che esprimono la loro visione del mondo, in modo semplice diretto e geniale. Sono messaggi che arrivano dovete solo avere la capacità di proporli con la stessa semplicità perchè so che sono già vostri. Un esempio?
The story of stuff. E’ diretto e convincente su temi fondamentali.

Inoltre, il vostro messaggio non è per ora autorevole. Siete pochi e dovete (ri-) costruirvi una credibilità, citate fonti, portate esempi, colpite colpite colpite sempre con la dovuta moderazione, agili e scattanti. Il pianeta sta morendo? Non lo dite solo voi, ci sono centinaia di studi che lo dicono, migliaia di fonti libere autorevoli ed imparziali, basta solo saperle cercare.

Insomma dovete solo parlar chiaro ed in modo diretto, dire quello che volete fare per il paese e come volete farlo. Dovete dare l’idea di non essere più il partito monotematico che una volta arrivato al governo si occupa di tematiche limitate.

Un altro esempio?
Lo ha capito persino la Francia che il metodo di calcolo del PIl è sbagliato, volete dire due parole su questo? Certo detta così non è un tema che interessa alla gente, ma portando degli esempi diventa un discorso interessante, si parla di come affrontare il tema dell'economia in fondo.

Un altro ancora? I rifiuti. Da tempo in questo paese ci si schiera politicamente fra favorevoli e contrari ai “termovalorizzatori”. La discarica ci sembra il minore dei mali. Non sarebbe il caso di far proporre esempi tipo questo? di sfruttare le best practices migliori degli altri paesi?
Lo ripeto, istituzioni, organizzazioni, a volte interi paesi hanno imboccato la buona strada da tempo, basta solo andarli a cercare e riproporre le stesse cose adattate al caso italiano.

E cosa volete fare per risolvere i problemi?
Dove li trovate i soldi?
La sostenibilità va pagata a caro prezzo?
Che respiro date ai vostri programmi?
In quanto tempo volete risolvere i problemi?
Come credete che i singoli attori governo, cittadini, imprese...debbano fare la loro parte?
La trasparenza è un aspetto fondamentale e coinvolgere le persone non è una cattiva idea.
I sondaggi? Perchè no? Se servono a capire se è più importante proporsi sulla mobilità sostenibile o sull inquinamento ambientale che c’è di male? Sono entrambi temi importanti no?

Com’è il paese che vorreste?
Non sarebbe il caso di creare un sogno nelle persone?
Di dargli almeno una speranza?
Se non lo fate voi, chi può riuscirci oggi?
Insomma cari Verdi, mi siete rimasti solo voi...
Lo so,



















Non ècosì facile essere verdi.....
Però....
Sveglia eh?

Thursday, November 12, 2009

Elenco di sentimenti ed atteggiamenti a Genova

Cose che ho odiato:
la superficialità,
l'indifferenza,
l'ignoranza,
la falsità,
l'ambiguità,
l'intolleranza,
l'insistenza,
l'approssimazione.

Cose che ho amato:
l'amicizia,
l'accoglienza,
la spontaneità,
il candore,
la disponibilità,
l'allegria,
la spensieratezza,
la cortesia.

In effetti sono stati due giorni molto pieni.

Saturday, November 7, 2009

La pastarella alla panna.

Oggi mentre ero in macchina mi è venuta in mente questa scena.



Non riuscivo a ricordare il film, ma non poteva essere altro che c'era una volta in America.
Secondo me questa scena è altamente poetica ed anche un po' erotica.
Non sto parlando ovviamente del bambino, ma del suo rapporto con il dolce alla panna.
Volevo sapere, sono mentalmente deviato o qualcuno di voi (manipolo di eroi che ancora segue sto blog...) ha avuto la stessa sensazione?

Friday, October 30, 2009

Intervallo



Non potrei avere un'unghia?
Solo un'unghia del talento di uno di questi due?

Dio come mi piacerebbe saper suonare la chitarra!

Wednesday, October 28, 2009

Gioia Infinita.

Ieri sera nessuna "fiesta" a casa mia.
Niente alcol , niente Buena onda, niente nebbie lisergiche ....anzi un bel po' di sano scazzo.


Ma allora come mai stamattina mi sento nel pieno di una intensa, stupida, leggera, sfuggevole, insensata, flebile Gioia Infinita?
Se qualcuno avesse da ridire sulla canzone, sono d'accordo non è il massimo ma è quella che sentivo mentre è successo.

Friday, October 23, 2009

Se il buongiorno si vede dal mattino...

(Mattina presto, la pioggia sporca i vetri della casa).
Padre e figlia fanno colazione davanti alla finestra.
C. (4anni e 7 mesi) Papà sai cosa? (gli occhi le si illuminano).
G Dimmi Crucchetta.
C Mi sono fidanzata con Rafael.
G Ah si? (Finge indifferenza anche se vorrebbe squartare Rafael)
C Si mi dà un sacco di baci in bocca.
G: (Ok, è un moccioso morto!) Ma Crucchetta gli devi dire di darteli sulla guancia (a scuola gira la mononucleosi ma questo non glielo dice)
C: Io glielo dico ma lui continua (e ride)
G: E com’è Rafael?
C: Bellooooo.
G: Ah si? Come ha i capelli?
C: Neri
G: E gli occhi?
C: Marroni
G: E come ha la bocca?
C: Rosa.
G: Ed il naso è...?
C: Rosa.
(Luca adesso ha un identikit!)


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Più tardi:
E’ tardi, Luca arriva al lavoro.
L’unico posto rimasto è nel mezzo di una pozzaghera-lago.
Luca parcheggia sulla riva destra.
Scavalca pericolosamente la leva del cambio e scende dalla parte del passeggero.
Chiude lo sportello, fa per prendere la borsa nel portabagagli ma per aprirlo gli servirebbe una canoa.
Allora rientra in macchina, scavalca di nuovo la maledetta leva del cambio, accende il motore e fa marcia indietro.
Ora la macchina è quasi in mezzo alla strada ma poco importa, Luca prende la borsa e si avvia.
Fa dieci metri e si trova nelle sabbie mobili, il piede destro è semisommerso nel fango.
Luca ne esce ma la scarpa è semicompromessa dal fango.
Così ha un’idea, immerge per metà il piede in una pozzanghera vicina.
Ora la scarpa è pulita e Luca prosegue.
Prende il cellulare, si mette l’auricolare e lentamente sente il piede di prima cedere ed un mare di fango avvicinarsi alla faccia. Prova a reggersi alla macchina vicina ma ormai è tardi.
E’ a terra ed il fango sta prendendo il sopravvento.
Così, un attimo prima di affogare si alza.
Pantaloni, giubbetto cellulare e zainetto sono compromessi.
Che fare? Tornare a casa dopo tanta fatica o proseguire in quelle condizioni?

(Più tardi in ufficio).
Un collega: Sei bagnato o...?
Ed in quell o...? (Visto che i pantaloni grigi di Luca sono per metà marroni ) Luca ci legge “o ti sei cacato addosso”?
Si è fango sono caduto.

(Luca imbocca la via del bagno).
Riesce a pulire alla buona cellulare e borsa ma ogni volta che avvicina la carta al pantalone, la parte marrone prende il sopravvento su quella grigia, così smette.

Uscito dal bagno incontra un altro collega: ma sei tu quello caduto?
Luca vorrebbe dire: non lo so, secondo te? Invece dice: “si”.
Collega: No perchè stamattina non c’era parcheggio e ti ho visto che camminavi, e ad un certo momento non ti ho più visto, sono passato ed ho visto che rantolavi nel fango.
Luca dice, beh a quel punto potevi finirmi....!
Il collega lo guarda perplesso, poi capisce e dice: no ero troppo lontano per intervenire...

(Alla macchinetta del caffè una collega mai vista guarda insistentemente i pantaloni di Luca).
Luca: Si sono caduto
Collega: Ah infatti mi stavo chiedendo se fosse un nuovo modello di pantaloni, cercavo lo stesso disegno sull’altra gamba ma non c’era....
Luca: in effetti sarebbe un ottima idea di business creare dei pantaloni così(ma pensa: scusa deficiente se mi sono inzaccherato da una parte sola....)

Luca finalmente ha capito. Stamattina doveva rimanere a letto.

Friday, October 16, 2009

Cattive maestre.

Ieri ho accompagnato Crucchetta a scuola.

La sua maestra dello scorso anno, (bravissima e per questo promossa a coordinatrice delle altre maestre...) mi ha detto di portarla nel "pallone" a fianco della scuola dove in genere fanno sport.

Entro nel suddetto spazio e vedo l'attuale maestra intenta a scrivere un sms al telefono mentre i bambini intorno a lei giocano, corrono, si siedono saltano ecc.
Comincio a spogliare Crucchetta, finisco ed aspetto.
Passano almeno due minuti senza che si accorga di noi.
Poi arriva e mi dice (come per scusarsi) non abbiamo ancora incominciato perchè non siamo ancora tutti.
Io abbozzo un m-m saluto Crucchetta ed esco.

Poi però impazzisco.
Ma è possibile che devo pagare una scuola materna privata e godere di questo servizio?
E' possibile che una persona a contatto con i bambini mentre lavora scriva sms?
(Capisco la telefonata urgente, ma che succede se un bimbo si spacca la testa mentre tu scrivi?).
Le sensazoni che ho avuto io sono confermate da altri.

Per me ha chiuso.
Io non mi fido più di lei. O la cambiano o cambio scuola.
A costo di pagare una baby sitter per otto ore al giorno per il resto dell'anno.

Ma poi mi chiedo, per quale motivo quando uno è bravo nel suo ruolo in questo paese lo promuovono a fare qualcos'altro completamente diverso dove ha ottime possibilità di fallire?

Conosco consulenti bravissimi che sono diventati pessimi gestori di risorse, o pessimi istruttori, o pessimi commerciali.

Ma perchè non possiamo apprezzare qualcuno, aumentargli lo stipendio, farlo studiare ed evolvere nel suo ruolo senza per questo cambiargli lavoro?

Perchè non riusciamo mai a giudicarlo in prospettiva?
Cacchio ci sono persone bravissime a valutare le attitudini di una persona a ricoprire un ruolo.
Prima di prendere una decisione così, Usiamoli!

Thursday, October 15, 2009

Uno per tutti ma soprattutto, tutti per Uno

Userò il mio blog per lasciare un commento al blog di qualcun altro...
Succede chequesto qualcun altro ha scritto un post che non permette di lasciare commenti. Io comunque voglio commentare e quindi il mio commento lo scrivo qua nella speranza che lo legga.

Questo è il mio commento al tuo post.

Mannaggia,
io non ti conosco, stavo cominciando a farlo e mi piaceva un sacco.
Comunque non mi sembri una persona poco equiibrata. Almeno non mi sembra poco equlibrato quello che scrive sul tuo blog.
Ti voglio salutare come farebbe la Krucca ammesso che questo serva a tirarti un po' su...
Quindi direi che quando avrai smesso di fare la... "cernia"
sarò molto felice di leggerti ancora.
Bop Bop Bop
(Le senti la bocca della cernia che si apre e si chiude? Ti sta solo salutando)
Prenditi tutto il tempo necessario ma...Torna presto!
Gianlu

Monday, October 12, 2009

Il grande freddo. (the big chill)

Un gruppo di amici si incontrano dopo anni per il funerale di un loro amico (Kevin Kostner di cui nel film non si vedrà mai il volto).
E tutto torna come prima, l'amicizia intendo.
Non credo l'amicizia sia una cosa facile da rappresentare.
Questo film ci riesce perfettamente, si respira dall'inizio del film.

Avete un amico a distanza?
Vi capita di vedere un amico dopo anni e di trattarlo come se vi foste lasciati il giorno prima?
Si insomma, intendo gli stessi sguardi d'intesa, lo stesso modo di scherzare, gli stessi vecchi aneddoti.

A vent'anni pensavo che l'amicizia fosse una cosa da coltivare giorno dopo giorno.
Ora so che si può anche avere un amico a distanza.
Anche se non si riesce a dargli tutto quello che si vorrebbe, a stargli vicino quando sta male nel momento in cui ne ha più bisogno.

La colonna sonora è incredibile, Jeff goldblum esilarante, William Hurt e Meg Tilly completamente fuori di testa, Tom Berenger troppo, troppo pieno di sè, e Joe Beth Williams bravissima.
Kevin Kline però una spanna sopra tutti gli altri.
Ah dimenticavo la bravura, (anche il sedere a dire la verità) di Glenn Close: memorabile.

Quindi una di queste sere passate in videoteca.
NON(!) lo scaricate da internet, il film non lo merita.
Assicuratevi di essere perfettamente svegli perchè all'inizio è un po' lento.
Infine godetevelo tutto....
Non vi è piaciuto? Se ci tenete un minimo a parlarmi ancora, NON DITEMELO.

Non vi basta il mio giudizio?
Voglio essere democratico, vi cito un "perito di parte", uno sconosciuto trovato sulla rete che aha visto il film "solo" 35 volte.

While channel surfing, saw this movie again tonight, for about the 35th time. What makes this movie great is not the story - hell, there is no story really - but the making of the movie itself. It is the single best combination of acting, film editing, sound track, dialogue, and every other thing that goes into a movie, ever put together. No special effects, no car chases, no suspense, no anything that usaually passes for entertainment. Just excellent film making. Even tonight, I saw yet one more background detail I never noticed before. You have to watch this movie multiple times to appreciate it. Nearly everything that happens early in the movie relates to something that occurs later on. The transitions and foreshadowing, the character relationships, the very words themselves all fit together like no other film ever made. I truly believe that this is a film that should be studied as an example of pure movie making, no less than Citizen Kane. To rate this movie as a 10 is to underrate it. Of course, that is just my opinion.

Ed ora uno spezzone che vi consiglio di non guardare se volete vedere il film.

Thursday, October 8, 2009

Clocks

Il secondo album dei Coldplay era praticamente finito. Tuttavia Chris Martin decise che doveva assolutamente mettere giù il motivetto che gli ronzava in testa da un po'. Erano sotto pressione per fare uscire il secondo album ed inclusero "Clocks" nel terzo.
Ora voi potreste non sapere chi sono i Coldplay ma sicuramente avrete sentito il maledetto refrain almeno una volta.

Ti entra in testa e non ne esce. Non c'è nulla da fare.
Nonostante la voce del cantante mi piaccia molto, la canzone non mi convinceva del tutto.
Infatti ascoltando per esempio la versione "instrumental"


si nota che è un po' tutta uguale.

Stasera sono andato alla ricerca di una cover ed ho trovato due cose.
La prima è questo ragazzo che "suonicchia"


Ma la più bella è la cover di Buena Vista Social Club con questo video SPETTACOLARE di Cuba.


Sentite come spezzano, ritmano ed arricchiscono con trombe e percussioni la ripetitività del refrain. Sono andato su wikipedia ed ho scoperto che il termine giusto sarebbe riff ostinato (ed in effetti i Coldplay in questo caso sono abbastanza ostinati...)
E chi se la toglie più dalla testa....
Ma soprattutto, che si era fumato Chris Martin quella sera per tirare fuori sto refrain?

Un Pensiero per Cri

E qualcosa rimane, fra le pagine chiare,
fra le pagine scure,
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e le tue ragioni,
i miei alibi e le tue ragioni.
Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente
ma lo zingaro è un trucco.
Ma un futuro invadente, fossi stato un pò più giovane,
l'avrei distrutto con la fantasia,
l'avrei stracciato con la fantasia.


Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.


Santa voglia di vivere e dolce Venere di Rimmel.
Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi
se per caso avevi ancora quella foto
in cui tu sorridevi e non guardavi.
Ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia
e sulla tua persona e quando io,
senza capire, ho detto sì.
Hai detto "E' tutto quel che hai di me".
È tutto quel che ho di te.


Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.

Friday, October 2, 2009

Presidente, mio presidente

Di fronte al dissesto idrogeologico di questo paese che continua a costruire dove non si deve (che tanto nessuno controlla) e sull'onda dell'emotività inutile ed impotente che arriva puntuale dopo ogni tragedia, stasera il nostro presidente della repubblica ha detto qualcosa (dopo anni).

All'improvviso si è svegliato ed ha detto una cosa di destra: "no a opere faraoniche, serve un piano sulla sicurezza".
Sì perchè la sicurezza è la cosa su cui il nostro "pane e cicoria" ha perso le ultime elezioni romane.
La sicurezza è il capitolo della spesa comunale su cui il nostro sindaco sta spendendo di più.
E' instancabile, pota alberi e rassetta strade. Certo ogni tanto si ferma e nomina un condannato a capo di qualche azienda municipale (ma questa è un'altra storia).

Però una tromba d'aria al mese qui a roma non ce la toglie nessuno.
E così, nonstante stia facendo molto, gli alberi cadono le macchine si schiacciano ugualmente.

Ora visto che la sicurezza è un tema cavalcato dalla destra, che ci vuole a stare a sentire gli appelli che la protezione civile emana da anni?

Avete presente a che livello di sfruttamento territoriale arrivano certe regioni?
Vogliamo fare la conta dei dissesti degli ultimi anni? O quella dei morti che facciamo prima?

Quando prenderemp coscienza del fatto che abbiamo cambiato il clima e nei prossimi decenni ci aspettano fenomeni atmosferici molto più potenti o di lunga durata?
Per questi bisonga rimboccarsi le maniche e farei lpossibile.

Silvio, sto ponte non s'haddafare!

Monday, September 28, 2009

Le cicogne,i fiori, le api...le mucche

Punto primo non sono incinto!
(Anche se dalla panza non si direbbe...)

Da Agricoltura nuova a far la spesa. (Il G.A.S è sempre più moribondo).
Papà con bambini di dieci-dodici anni.
bimbo: papà perchè quella mucca è salita sull'altra?
papà: secondo te perchè?
bimbo:ah! ho capito.
bimba: papà, perchè?
Papà: no niente bella di papà, giocano!

Se c'è una cosa che mi manda in bestia sono le bugie ai bambini.
Ancora di più se frutto di una discriminazione.

Crucchetta ha sentito ed ovviamente non ha capito.

Luca: Allora Cruchetta, il papà ha detto una piccola bugia, non stanno giocando.
Crucchetta: e che fanno papà ?
Luca: fanno l'amore e fra un po' di tempo alla mucca viene un pancione e fa un bel vitellino.
Crucchetta: Oppure tre...
Luca: Non tre, al massimo uno!

Crucchetta ci pensa un po' e sembra convinta.
Solo fino alla prossima domanda.
Capita spesso, accoglie un'informazione dentro di lei, la "mastica" qualche giorno e poi torna alla carica con un'altra domanda sullo stesso argomento.

Comunque, è stato un buon inizio sull'argomento sesso no?

Thursday, September 24, 2009

Magari!

Magari passa un periodaccio
magari gli passerà

Magari ha poco senso dell'umorismo,
magari migliorerà

Magari si è alzato con la luna storta,
magari la smetterà

Magari è innamorato,
magari un giorno la rispetterà

E poi un giorno capisci,
magari... è solo un grandissimo stronzo!
E sempre lo sarà.

Monday, September 7, 2009

Inizio una collezione (!)

Tornati a casa in piena voglia di fare.....
C’è chi decide di iniziare la costruzione di una nave in una bottiglia, chi si iscrive in palestra, chi inizia un corso di tango o di spagnolo, ma i peggiori si mettono in testa di revisionare il posto in cui vivono.

K:Dobbiamo assolutamente comprare un termosifone.
G:Ma è il 5 settembre.
K:Ci mettono due mesi a consegnarlo!
G:Va bene ma hai controllato tutte le alternative?
K:Scherzi? E’ dallo scorso inverno che mi documento.
G:Non lo so, non mi convince. Secondo me dovremmo aspettare e sentire un esperto.
Potrebbero esserci altre alternative.
K:Ecco siamo alle solite, tu non vuoi mai fare nulla. Se ti dico che mi sono documentata sarà vero no?
G:Ma mi pare di ricordare esista un’alternativa a gas.
K:Noooooo mi sono documentataaaaaaa!
G.....

Dal “termosifoniere”
K:Salve noi vorremmo mettere un termosifone così così e così.
T:Ah vi consiglio un termoconvettore a gas. Sono come i termosifoni ma non hanno bisogno della caldaia e sono molto vantaggiosi per questo, questo e quest’altro motivo.

In macchina.
G:Ok chiedimi scusa.
K:Per cosa?
G.......!
K:Va bene, scusa comunque volevo dirti che hai una patacca sui pantaloni.....

Lo stesso giorno da Ikea in mezzo alla folla.

K:Perchè vedi, vorrei un mobile così e così poi potremmo fare così e mettere questo qui.
Solo che qui non vedo la serrandina che copre il mobile e sarebbe importante vederla.
Non è che ti andrebbe di fare un salto all’altra Ikea?
G...!!

K:Ok magari domani.

G:...!!!

Il lunedi successivo al lavoro.
Collega di G: ma veramente ti voleva portare lo stesso Sabato in due Ikea differenti? Ma che è matta?
G: ......!!!!

Ho deciso. Collezionerò punti esclamativi(!)

Monday, August 31, 2009

Ritorno a Settembre

Oggi sono tornato al lavoro dopo più di tre settimane di vacanza.
Fino a ieri ero in pantaloncini corti maglietta e "ciavatte".
Oggi, andando in macchina pensavo a tutti i problemi, le preoccupazioni che mi aspettavano in ufficio ed ero già stanco e un po' triste.
Pensavo: che mese pessimo sarà Settembre.

Poi alla radio passano questa.



E tutto passa.
Alzo il volume a livello Supercafone.
Della serie, lo stereo l'ho comprato io ma lo sentiamo tutti.

Arrivo a destinazione, parcheggio e nonostante il caldo, aspetto la fine della canzone in macchina.
Quando scendo, ci sono due colleghi che mi guardano basiti.

Dopotutto forse non sarà così male questo Settembre.

Saturday, August 29, 2009

40 (sporchi) denari

Da chi siamo governati.

Il nostro presidente del consiglio qualche tempo fa asseriva che parlare di ambiente in tempo di crisi è come andare dal parrucchiere quando si ha la polmonite.

Tralascio per un momento il fatto che investire sull'ambiente in questo momento potrebbe essere una delle cose che un governo minimamente assennato dovrebbe fare e mi concentro invece sull'aspetto "tricologico" della vicenda.

Il nostro presidente è come si sa un esperto "in materia".
Infatti è riuscito a quantificare perfettamente il conto del parrucchiere che ci arriverà a casa fra un po' di tempo

40 Euro.

E' tale la somma quantificata da associazioni di conumatori che graverà (come al solito) sulla bolletta delle nostre famiglie.

E' il protocollo di Kyoto bellezza!

Una bella multina da 555 milioni per eccesso di emissioni nell'atmosfera non compensate in alcun modo.

40 euro è anche il prezzo di una delle fantastiche battute che tanto piacciono alla maggioranza dei nostri concittadini.

La prossima volta che qualcuno mi dice che gli italiani sono più interessati ai problemi reali del paese che alle battute del nostro caro presidente gli do una capocciata.
Dietro ognuna di quelle battute, si cela (neanche poi tanto a dire il vero)
un uccello padulo grosso come una casa.

Qualcuno conosce per caso le caratteristiche di questo curioso pennuto?

Wednesday, August 26, 2009

buffet (to)

Sono le 13.30
La krucca si avvicina all'insalata di riso e ne prende un piattino per Occhiblu.
No signora mi dispiace il buffet non è ancora aperto.
Ma non è per me è per mio figlio.
Allora devo chiedere...(!)

La ragazza entra in un salone dove è presente anche Luca e chiede al suo capo.
C'è una signora che vuol prendere un piatto di riso per un bambino.
Eh no! risponde il suo capo i bambini aspettano dieci munuti come tutti.

Luca lo guarda e gli dice, no mi dispiace i bambini non aspettano per niente.
I bambini hanno fame e quando hanno fame mangiano.
Gli adulti aspettano, non si sa cosa visto che i piatti sono sul tavolo, ma aspettano.

Allora fate come volete è la risposta del capo.
Prendete tutto e fate come volete.

Ecco bravo facciamo come vogliamo.
Sta a vedere che faccio rimanere mio figlio in preda alla fame per una regola insulsa.

Sunday, August 16, 2009

La qualità della vita

Per tutta la mia vita ho pensato ad accumulare sassi grossi nel mio secchio.
Amare una donna incredibile
Avre dei figli che ti stupiscano ogni giorno
Avere l’amore dei miei genitori
Fare un lavoro interessante
Avere rispetto per tutto e tutti
Amare il posto dove vivo.

Queste penso siano le cose da cercare nella propria vita.
Se altri ne cercano di diverse, provo a capirli non siamo mica tutti uguali.

Ora una volta che hai queste cose ed hai la possibilità di coltivarle, pensi di aver raggiunto un’ottimo livello di qualità della tua vita.

Ed è questo che ti racconti, giorno dopo giorno.

Poi ti capita di andare in un ospedale per un’operazione banale e muori.
Oppure porti tuo figlio a scuola e gli crolla il tetto in testa
Oppure prendi la macchina e fai un “frontale” con un pazzo lanciato a velocità folle che ha “comprato” la patente .
Oppure qualcuno dei tuoi cari è ucciso da un proiettile vagante.
Oppure prendi un treno...

Senza arrivare a questi estremi, tuo figlio crescerà in un sistema scolastico che lo renderà ignorante, per far valere i propri diritti dovrà aspettare anni, per ottenere una visita urgente dovrà pagare, e imparerà presto che esistono delle scorciatoie allettanti e pericolose e che se rispetti gli altri è perchè sei un debole e non sei capace di importi.

E allora, la qualità della vita?

Questo viaggio nel sud italiano mi ha fatto capire che siamo veramente un popolo di dementi.
Questa terra ci offre opportunità incredibili e noi invece di sfruttarle,
ci accomodiamo,
ci accontentiamo,
ci illudiamo che tutto sia perfetto fino al prossimo imprevisto.

Potrei dire tante cose su questo posto.
Tutte sarebbero “estreme” in poitivo o in negativo.
Invece voglio fare una sola considerazione:
Ma come si fa ad avere un amore così viscerale per la propria terra ed al contempo massacrarla ogni giorno?

Fate tre passi indietro con tanti auguri...

Saturday, August 8, 2009

Verso sud.

Padre e figlio in auto verso Sud.
Superano Napoli, Salerno, Sala Consilina.
All’improvviso una fila interminabile.
Provano tardivamente ad ascoltare Isoradio, ma nulla.
Allora il padre ha un’idea, nella fila a fianco c’è un camionista e quelli hanno sempre la situazione sotto controllo in quanto comunicano via radio.
Così abbassa il finestrino e chiede:
Scusi? Come mai siamo fermi? Sa che cosa c’è?
E l’altro, visibilmente provato risponde: cosa c’è? C’è la Salerno Reggio Calabria, c’è. C’è vent’anni di lavori senza fine.
Ecco che c’è!
Il padre ringrazia e mestamente tira su il finestrino.

Alcuni tratti da questo link di wikipedia
La Salerno-Reggio Calabria era un’impresa faraonica terminata in soli 7 anni ma con l’amento del 20% dei costi sul budget iniziale.
Quando fu finita ci si accorse che assomigliava più ad una strada statale che ad un’autostrada. Quasi completamente a due corsie senza corsia d’emergenza.
Da lì incidenti, sequestri, infiltrazioni mafiose e lavori di ammodernamento lunghi interi lustri.
Ma il punto secondo me è il seguente: se uno guarda morfologicamente la Calabria, è evidente che la parte pianeggiante è quella costiera.
Allora a quale scopo costruire un’autostrada attraverso le montagne?
Solo per collegare Cosenza ?
Non si poteva costruire un tratto di autostrada da questa città alla costa?
Inoltre il capoluogo Catanzaro? E’ fuori dall’autostrada?
Non si poteva pensare di passare dallo Jonio che è molto più pianeggiante?
Non capisco. Proprio non capisco.

Monday, August 3, 2009

Come ci vado?

Il traghetto non ci arriva.
L'autostrada è bloccata con tratti di 40 km su una sola corsia.
Con l'aereo in questo periodo rischi l'overbooking
Del treno non voglio parlare per rispetto ai morti recenti.

Qualcuno ha qualche idea valida per un mezzo di trasporto utile in questo paese di . ?

Beam me up Scotty!

Wednesday, July 29, 2009

Oggi.

Luca, dovresti riuscire a valutare quanti giri fa una boccia.
Ma, dipende, per esempio sarebbe utile capire che tipo di forza viene applicata alla boccia
Si ma quanti giri fa una boccia?
Non lo so, per esempio di che materiale è fatta questa boccia? E’ importante saperlo.
Si ho capito ma secondo te quanti giri fa una boccia?
Veramente bisognerebbe capire su che tipo di superficie poggia questa boccia che gira. Non lo so ipotizziamo legno? Ferro?
Ma, così quanti giri fa una boccia?
Però anche le condizioni a contorno sono importanti. C’è aria intorno? Devo presupporre che siamo sulla terra?
Ma dai Luca quanti giri fa sta boccia?
Senti, gira, gira gira finchè non si scoccia. Va bene così?

Luca è stato scontroso.
Ma è il 32 luglio, ci sono quaranta gradi, venti donne seminude ed è stanco morto.

Mare profumo di mareeee
Sento che sto lasciandomi andareeee
E’ colpa del mare del cielo e del mareeee
Questo sole che cosa può fare io non ci credevo ma posso sognareeeeee

Ferie!
Ferie!
Ferie!
Ferie!

Tuesday, July 28, 2009

Il rispetto del sonno altrui

E’ l’alba.
Il cane abbaia da mezz’ora.
Occhiblu continua a girarsi nel letto. Sta per svegliarsi.
Luca non ce la fa più.
In un impeto di rabbia si alza, si mette i pantaloncini e stravolto esce di casa.
Ciocchetta o Marchetti?
Ciocchetta.
Si affaccia il vicino sbagliato (ma porc...).
Ciocchetta“Chi è ?”
Luca: “mi scusi mi scusi ho sbagliato volevo suonare all’altro vicino...”
Ciocchetta:”Ma che succede?”
Luca: “Succede che non se ne può più di questo cane”
Ok Marchetti.
Marchetti: Bau Bau Bau...Si?
Luca: “Salve sono il vicino di sotto”
Marchetti:”che c’è?”
Luca:” C’è che il suo cane è molto rumoroso. Ieri sera ha smesso alle 11.30 e stamattina ha ricominciato, sono le sei e un quarto ed abbaia da mezz’ora”.
Marchetti: (in un disperato tentativo) “non è il mio cane, BAU BAU BAU”
Luca:” ma scusi lo sento anche attraverso il citofono...”
Marchetti:” ma fate tanto rumore voi...”
Luca:” si ma noi abbiamo dei bambini piccoli e comunque cerchiamo di non fare rumore nelle ore del silenzio”
Marchetti: “ e comunque la mattina si può fare rumore”
Luca:” ma sono le sei e un quarto e ripeto, ha cominciato mezz’ora fa”
Marchetti: “ma lei è proprio esagerato sa?”
Luca pensa:"questo mi prende per il sedere, adesso salgo".
Invece dice : “faccia come vuole se continua chiamo i carabinieri” e se ne va.
Marchetti: “ BAU BAU BAU scusi ma adesso esagera prorio eh?”
Marchetti: "Pronto? Pronto? Pronto?"

Luca sbatte il suo cancello, non chiamerà mai i carabinieri (anche perchè non verrebbero ed anche se venissero non servirebbe a nulla) ma da quel giorno con Marchetti non si salutano più ed anche a Ciocchetta girano un po’ le scatole....con un colpo solo è riuscito ad inimicarsi entrambi i vicini di sopra.


E’ l’alba.
zing
Zing
ZIng
ZINg
ZING!
Un rumore metallico insistente e continuo turba il sonno della famiglia.
Luca ancora in mutande, si alza, esce in giardino, prende una sedia, l’avvicina al muro di cinta ed osserva.
Un operaio dell’AMA alle 5,50 sta cercando di estirpare le erbacce che con tutta la pioggia caduta durante l'inverno sono cresciute ad altezza cespuglio.
Luca non ci può credere.
E’ la prima volta che vede un uomo con la divisa dell’AMA nella sua strada e sono ormai tre anni che vive lì.
Così sta a guardarlo per un po'.
Poi si ricorda che è l’alba e dice: “Buongiorno”
L’uomo è sorpreso, si guarda intorno, lo vede e dice: “Ah, Buongiorno”
Luca:” scusi ma le sembra l’ora di fare questo lavoro? Glielo chiedo perchè io dormo a tre metri da qui ed ho dei bambini piccoli che si sono svegliati a causa sua.”
Uomo:” ma io ho attaccato un’ora fa”.
Luca:” uhm, mi scusi eh, ma questo non è un problema mio”.
Uomo:” guardi io l’ho detto ai miei superiori, ma c’è stata una lamentela e quindi mi hanno mandato a pulire questa strada. Comunque se lei protesta, questo va contro l’altra lamentela, quindi io me ne vado.”
Luca non ci può credere. La sua famiglia è sveglia e questo adesso se ne vuole pure andare lasciando la strada sporca.
Allora aggiunge:” no guardi a questo punto non serve che se ne vada tanto siamo tutti svegli”.
E l’uomo:” no mi dispiace adesso me ne vado”.
Luca:” ma faccia un po’ come c.....le pare.”
Luca è stato volgare.
Ma forse a quell’ora di mattina tutto spettinato, con gli occhi semiaperti, in mutande, sul muro di cinta può anche avere il diritto d’incazzarsi.
O no?

Quando finisce un amore.

Anche se hai fatto di tutto per salvarlo
Anche se hai una figlia
Anche se sei una bella persona
Anche se non avresti mai voluto ripetere l'esperienza dei tuoi
Anche se non lo meriti
Anche se ti eri innamorata ogni giorno

Ti senti a pezzi.

Voglio rivedere la ragazza con la valigia.
Quella del capodanno in macchina
Quella forte e simpatica
Una delle fantastiche 4
Quella bella insomma.

Ci vediamo presto.
Un abbraccio di un mese.
G

Tuesday, July 21, 2009

Ci sono sere

In cui la stanchezza mi prende dentro.
Una stanchezza vecchia e stracca.
Non viene mai da sola,
sua sorella tristezza arriva dopo un po’.

E allora sto lì,
sfinito
lascio andare la mia anima
in cerca di di ristoro.

Sono questi i momenti in cui la musica mi culla
ed anche questo sporco mondo mi sembra migliore.

In quelle sere la canzone giusta può fare molto.

Allora la cerco ovunque.

Stasera l’ho trovata.

A me piacciono i contrasti.
E questo "scricciolo" pieno di cotanta voce mi emoziona sempre.

Dedicata a tutti quelli che soffrono d’insonnia.

Ma soprattutto a te Ute, che passi presto.





E poi sarà come morire cadere giù non arrivare mai....

E poi sarà come morire la notte che non passa mai...

E poi sarà come sparire in un vuoto che abbandona...

E poi sarà come sparire nel vuoto che non smette mai...

Tuesday, July 14, 2009

La guerra è guerra!

Uno cerca di far finta di niente.....di non pensarci, di distogliere lo sguardo,

ma poi,

38 gradi

intorno a te tutto è donna

modelle seminude ti passano davanti

“Guarda questa è la mia lista di cose da fare oggi... c’è scritto Pietro”!

Cerca di entrare nella stanza e non si accorge della porta di vetro....
SBAM!
In effetti era talmente pulita che non si vedeva, ma forse troppo distratto a guardare all’interno?

L’ufficio, l’hotel, l’aereoporto sembrano set per sfilate.

Ed io ho l’ormone (l’unico rimasto) girato.

Posso per favore cambiare aria?

Thursday, July 9, 2009

Ritornando a casa trovo la solita superiorità di mia moglie.

Alcune sere fa sono tornato a casa e dopo aver spostato la siepe caduta sopra il portone esterno sono entrato ed ho notato uno scatolone sul divano.
Ora, dato che il nostro trasloco è finito da un po’ ho sperato fosse il mio regalo di compleanno “postumo”.
Macchè, l’ho aperto e conteneva libri per bambini.
Così ho capito, la krucca aveva fatto la solita spesa su Amazon.
Dopo cena ho rimesso a posto la tenda esterna che era a sua volta crollata (niente di particolare, la solita tempesta estiva in un paese dal clima tropicale scaturito dal global warming....) e mi sono seduto insieme alla krucca a guardare i libri.
Erano una decina e considerando che la loro libreria già “scoppia” mi sono per un momento inalberato.
Passato questo minuto di “scazzo” ho cominciato a chiedere alla krucca. I libri erano ovviamente in tedesco....
La lista:
Un libro per imparare a leggere per Crucchetta.

G: Ma come farà Crucchetta ad imparare a leggere anche in krucco? E se impara da te in krucco adesso, che succederà quando andrà a scuola?
K: Ma le lettere sono uguali no?
G: (lo pensa ma non lo dice...) Ma che c’entra?

Un libro sul diritto di dire no quando qualcuno ti vuole baciare, un cane ti vuole leccare o qualcuno ti vuole abbracciare. Se non vuoi nessuno ha il diritto di farlo contro la tua volontà.

Un libro contenente una storia che parla di un uomo che prova con uno stratagemma a portare via una bambina. La bambina viene salvata da una signora che passa di lì e viene riportata alla sua mamma.
G: Ma non sarà un po’ traumatico?
G: (Ripensandoci) meglio che ci pensi però, sono disposto ad accettare un piccolo trauma per farle capire di non andare con estranei
K: E poi ha un lieto fine no?


Un libro per imparare a disegnare.
Lo apro ed è bellissimo, aiuta a disegnare le cose partendo da figure geometriche semplici, complicandole un pò. Mi sa che lo userò anche io.


Un libro sugli insetti che si trovano nel giardino.
G: E questo?
K: Questo è per Occhiblu che è in questo periodo molto interessato a questi animali...

Una storia di un bambino che si lava i denti.
Su questo non domando nulla so che Occhiblu odia lo spazzolino.

Una storia su un bambino che impara a fare la pipì nel vasino.
Vedi sopra.

Stamattina mi alzo e sfoglio un po’ quello sugli insetti e quello sul vasino con occhiblu. Finito di leggere vado a fare la doccia, torno e trovo occhiblu sul vasino.
“Ci si è seduto di sua sponte” mi dice la krucca, “Ed ha fatto tanta pipì...

Morale: io preso dalla vita di tutti giorni dagli impegni, dalle solite cavolate, non penso mai a come migliorare la vita dei pargoletti.
Non lo so, credo di presupporre che le cose continuino ad andare avanti da sole, che i bambini continuino a progredire automaticamente senza sollecitazioni o indirizzi esterni ....
La Krucca invece ci pensa ed ogni volta mi stupisco di quanto sono scemo.
Viva la Krucca!

Piccola postilla. Ma in Italia ce l’abbiamo certi libri?
Nei negozi di libri per bambini non li ho mai trovati.

Monday, July 6, 2009

4Luglio.

Siamo inviati ad un BBQ (quando ho letto l'invito ci ho messo 6 ore a capire che trattavasi di un Bar-Be-Cue).
Alle due ci presentiamo nella casa di Sanfrancisco.
Bellissima! una casa in stile Vittoriano del 1913.
Pur se completamente rifatta all'interno, conserva all'esterno tutto il suo fascino.
Appena arrivati faccio consegnare da Crucchetta il piccolo pensierino che ingenuamente abbiamo portato dall'Italia: una piccola caffettiera con del caffè Lavazza.
La signora ci liquida così:" grazie della caffettiera ma ne abbiamo già una e.... sapete che questo caffè qui si trova al supermercato vero?"
Gelo nella stanza, Il signore aggiunge tentando di apporre la classica "pezza":" si ma il punto è che questo caffè viene dall'Italia no?"
Ormai il danno è fatto e lei ci ricorda tanto un incontro fatto da un nostro comune amico e descritto sul suo blog (http://dionisoo.blogspot.com/search?q=frau+stronzmann) Frau Stronzman.
Ci devasta la giornata (più a Krucca che a me).
Per fortuna ci sono altre persone al BBQ così almeno ce la dividiamo....
Alla fine, dopo aver fatto vari appunti su chiunque e più volte sul mio inglese....( occhio che come si dice "vaffa" lo so bene...) ci fa vedere la casa, lamentandosi del fatto che non si trovano più buone cameriere e l'ultima se n'è andata la settimana scorsa (chissà perchè...).
Insomma sta casa bellissima, piena di calzini, mutande e panni da stirare ammucchiati dappertutto (anche in cucina, lo giuro). Uno spettacolo penoso.
La sera ci sono i fuochi d'artificio ma i pargoli (e noi) sono troppo stanchi, così torniamo.
Il giorno dopo ci dicono che a causa della famigerata nebbia di Sanfrancisco, dei fuochi non s'è visto granchè...!

Saturday, June 27, 2009

Compostaggio 1 G.A.S 0 e voi?

Nella sera in cui Obama ha permesso l'approvazione di una legge simile al protocollo di kyoto che imporrà alle aziende americane riduzioni nelle loro emissioni di gas serra, la mia anima sostenibile, assopita dopo sei mesi di italia, si è assolutamente risvegliata.
Quindi qualche piccolo aggiornamento in tal senso:

Punto primo, Il G.A.S è moribondo, siamo partiti con tanto entusiasmo ma dopo aver lavorato duro per mesi, aver dovuto cambiare il nostro fornitore preferito causa gelate invernali, aver constatato che eravamo i soli a muovere le cose, siamo rimasti molto male.
A settembre cercherò un G.A.S nella zona e cercherò di parteciparvi (come aveva consigliato originariamente Ubik...)

Punto secondo, il compostaggio. Ebbene si a maggio la krucca mi ha comprato una compostiera alla lidl e abbiamo cominciato a buttarci dentro i rifiuti umidi e gli sfalci del piccolo giardino che abbiamo. I precedenti proprietari amavano circondarsi di alberi e vi lascio quindi immaginare quanto lavoro dobbiamo fare in questo periodo per tenere tutto ordinato.

Il vantaggio è che si possono fare cose insieme ai pargoletti stasera ad esempio ho seminato il prato insieme a loro (speriamo bene).
Ma sto divagando.
Avevo un po' paura per eventuale cattivo odore (soprattutto per i miei straordinari vicini di casa...)ma per adesso nulla.

Sto seguendo le istruzioni trovate su internet ed è un piacere non buttare più gli sfalci nella spazzatura (il mio quartiere non ha apposite zone dove depositarli).
Una volta ho anche provato a portarli in discarica ma, come al solito li hanno buttati assieme a tutto il resto.... e così cassonetto. Ma ora non più.

Poi c'è un'altra cosa, i rifiuti perdono di volume così anche se la nostra compostiera è quasi piena, ogni giorno riesco ancora a mettere dentro qualcosa.
Forse è anche grazie ai "vermacci" che abitano sottoterra nel mio giardino che ho provveduto ad inserire nella compostiera. Credo che il loro apporto sia molto utile.

E si risparmia! Se il prossimo settembre riesco a fare la richiesta (per qualche misteriosa procedura interna alla suddetta azienda di raccolta rifiuti è possibile solo in settembre ed ottobre...) posso riceverne un'altra ed ottenere uno sconto sulla tariffa.

Infine la busta che va al cassonetto è più leggera ed i viaggi meno frequenti.
Insomma in attesa del risultato finale (spero non consista nel buttare tutta la mia compostiera nel cassonetto...) sono molto soddisfatto.
Spero quindi di ottenere un po' di concime in modo che gli alberi facciano più foglie da ri-buttare nella compostiera...

Punto Terzo cerchiamo sempre di vivere in modo sostenibile e per quanto possibile ci riusciamo (o almeno credo). Certo stasera la krucca mi è caduta sui kiwi gialli newzelandesi (buonissimi, Crucchetta ne ha divorati due) ma per il resto cerchiamo per quanto di fare una spesa a km zero, e tutto il resto.

Vista la corposità del post la finisco qua, ma come spunto finale provo a lanciare un minisondaggio:
Che fate voi per migliorare la situazione planetaria?
;-)
(magari imparo qualcosa)

P.S. Mentre scrivo ha comiciato a piovere...il mio povero prato semi(mai)nato chissà dove se ne sta andando...

Thursday, June 25, 2009

Riduttività al potere

Oggi ho ascoltato per un'ora un discorso sulla comunicazione aziendale.

Alla fine ho cercato di dire la mia proponendo lo strumento del blog.
Mi hanno risposto che i blog sono una cosa da donne incinte, dove si partecipa solo se ci si appassiona all'argomento...se ci si immedesima e per questo si prova a dare un aiuto.
Ma quanto è riduttiva sta cosa?

A me capita invece di appassionarmi alle persone che scrivono, a quello che hanno da dire, alle loro storie.
E'iniziata con Dioniso, lì ho conosciuto Ubik e Ziomassimo (che non si capisce come mai non abbia un blog visto che scrive benissimo...) poi Valeria, Ali, e quelli degli amici Eba e Guernica.
Insomma leggo per quanto posso i loro post rido a crepapelle, mi dispiace tanto se stanno male e cerco di partecipare le loro ansie, alle vittorie ed alle incazzature. Molti non li conosco ma non mi importa.

Il mio blog non ha i trecento visitatori giornalieri di uno di quelli sulle donne incinte...ma non mi importa.
Solo mi chiedo una cosa. Ma perchè i miei amici non mi leggono?
Inoltre quando stavo negli USA alcune persone si tenevano aggiornate sulla famigliola. Adesso non più.
Siamo rientrati nella normalità romana e non facciamo più notizia?
Mah!

Monday, June 15, 2009

Censura!

Vorrei dare un po' di spazio ai blog Kataweb che seguo e che da stamattina sono inspiegabilmente oscurati....spero solo per motivi tecnici...;-)
Ali, Guernica, Valeria, mi mancate un sacco ma che fine avete fatto?

Dimenticavo,
la prossima volta Blogspot mi raccomando...
;-)

Thursday, June 11, 2009

Monnezza!

Monnezzaaaaaa!
Nel condominio della Magliaccia, un quartiere popolare di Roma, puntuale come un orologio alle sei di pomeriggio Mario seduto sul muretto urla a squarciagola:” Monneezzzzaaa”.
Monnezza in dialetto romanesco significa immondizia.
Mario sta urlando affinchè Barbara scenda appunto a buttare l’immondizia.
Barbara non esce più di casa da quando suo padre ha scoperto che sta con Mario.
La mamma è un po’ più comprensiva e lascia uscire Barbara all’insaputa del padre.
Così il padre è l’unico del condominio a non sapere che Barbara e Mario si vedono in quel quarto d’ora.
Non si sa quanti Monnezza servano, nessuno sa perchè, ma si sospetta che a volte la madre di Barbara sia presa dai dubbi e non la lasci uscire volentieri. Così Mario ripete il “richiamo” con toni sempre più alti fino a quando la sua voce diventa stridula.
La mamma di Barbara a quel punto cede, non ne può più e di questo il condominio è particolarmente felice.
Non è che sia un condominio tollerante, i bambini non possono giocare a pallone, non possono fare chiasso, non possono correre nei giardini, ma l’urlo di Mario è inspiegabilmente accettato.
In realtà un motivo c’è. Il padre di Barbara non permette alla figlia di frequentare Mario perchè spera per lei un futuro fuori dalla Magliaccia. Non importa che Mario sia un bravo ragazzo con pieni voti a scuola e membro di una famiglia per bene.
Il punto è che abita lì, alla Magliaccia, proprio come la famiglia di Barbara e tutto il condominio.
Questo il condominio non lo può sopportare.
La portiera ha provveduto ad informare tutti quelli che si lamentano delle urla ed ora il padre di Barbara ha il condominio contro.
Una volta ha incautamente provato ad andare ad una riunione di condominio.
All’inizio non capiva come mai l’amministratore l’avesse ignorato nella conta dei
presenti per il quorum. Poi aveva provato a proporre un argomento all’ordine del giorno ma qualcun altro gli parlava appositamente “sopra” (era l’inquilino del primo piano sopra il muretto, il più sensibile alla vicenda). Alla fine tutto era diventato chiaro quando il suo voto non era stato contato nella decisione finale sul rinnovo della caldaia condominiale. Lui era contrario, i votanti si fronteggiavano equanimamente ed il suo voto sarebbe stato determinante, ma l’amministratore l’aveva ignorato di nuovo ed i “contrari” per i quali il suo voto contava eccome non avevano protestato...così era uscito bestemmiando dalla riunione fra l’ilarità generale.
Così “Monnezzaaa” era assolutamente tollerato, anzi era diventato anche un vanto per il condominio. La voce si era sparsa dal condominio vicino (che sentiva benissimo l’ugola di Mario) a tutta la Magliaccia. Così capitava che a volte qualche coppietta incuriosita passasse ad ammirare l’urlatore sconosciuto. Qualcuno aveva anche cominciato ad attaccare gli immancabili lucchetti al cancello del condominio.
Mario era diventato il “cannone di mezzogiorno” del quartiere popolare, solo che lui
sotto il sole, la pioggia, la grandine o la neve “sparava” alle sei.
I suoi amici erano preoccupati:”Mario ma a che serve stare sul muretto? Se urli da sotto il cornicione ti sente lo stesso e non ti bagni”
Mario, non curante rispondeva col suo “Monnezzaaaa”.
Così i suoi amici avevano capito: bisognava fargli la maledetta domanda prima delle sei.
Gli amici di Mario erano solidali, si erano organizzati.
Ce n’era uno appostato all’ascensore e un altro davanti al portone non appena Barbara chiamava l’ascensore , “l’ascensorista” fischiava ed “il palo” ripeteva il fischio.
A quel punto, mezzo condominio in finestra a gustarsi la camminata di Mario verso il portone. C’è silenzio ma è come se nell’aria si sentissero risuonare le note di “I feel good” di James Brown.
Mario non cammina scivola con passo ritmato verso il portone.
E quando Barbara e Mario escono dal portone (e lui da vero cavaliere ha sempre in mano il sacco) qualcuno parte con un applauso, subito soffocato dallo sguardo sinistro di Mario che sembra dire: e per favore, un po’ di privacy!
Una volta c’è stato un falso allarme, la signora del quarto piano ha pensato bene di uscire alle sei ed ha preso l’ascensore così “l’ascensorista” ha fischiato, il palo ha ripetuto e quando mario è entrato nel portone dicendo come da tradizione “signorina cosa mi porta oggi vetro carta o umido?” la signora del quarto piano si è spaventata.
Così è uscita di corsa tra lo stupore e le proteste del condominio ed uno degli amici di Mario le ha pure indirizzato un bel:” a signò e qua mica stamo a pettinà le bambole eh?”
Da quel giorno non è più successo, ma gli amici di Mario hanno preso le contromisure: nel caso un doppio fischio ferma la procedura.

Uno degli amici di Mario ha da qualche tempo il compito di presidiare il parcheggio condominiale. Una volta infatti il padre di Barbara è tornato dal lavoro alle sei meno cinque ed ha trovato Mario nel mezzo della sua camminata “JamesBrowniana”.
Mario è scattato verso il portone ha aspettato l’ascensore, per quei cinque secondi che gli sono sembrati cinque anni. Poi ha letteralmente spinto Barbara dentro ed ha premuto il tasto per riportarla a casa.
Il “palo” ha chiuso il portone dietro di se ed ha chiesto al padre di Barbara: “scusi abita qui Taratapiochi”?
Il padre di Barbara insospettito, l’ha ignorato, ha aperto il portone ed è corso all’ascensore.
L’ascensorista nel frattempo si è nascosto mentre Mario e Barbara erano ancora nell’ascensore.
Lasciata Barbara a casa Mario stava scendendo le scale. Il padre di Barbara spazientito aveva intanto deciso di salire a piedi.
Si sarebbero incontrati di nuovo per le scale se “l’ascensorista” non avesse pensato di emettere il fischio rimanendo nascosto. A quel punto entrambi avevano guardato verso il basso nella tromba delle scale e Mario aveva potuto capire, risalire al piano di Barbara e prendere l’ascensore fino a terra.
Uscito dal portone aveva mostrato in segno di vittoria il sacco dell’immondizia al condominio che a sua volta l’aveva premiato con un bell’applauso.
Il padre di Barbara ora era molto sospettoso ma non aveva capito il meccanismo e questo era importante.
Mario e Barbara ritornati nel portone si danno dei baci lunghi ed appassionati ed a volte vanno ache un po’oltre. Poi alla fine è sempre una sofferenza per entrambi quando Barbara se ne deve andare.
A volte litigano e il giorno dopo i primi “monnezzaaaa” di Mario sono nervosi, rauchi.
La sera parlano al telefono. Barbara ha detto a suo padre che se non può uscire almeno ha bisogno di chiamare le compagne di liceo per confrontarsi sui compiti. Il padre la controlla alzando l’altro telefono della casa. Mario in quei casi sente un’altra cornetta alzarsi e fa intervenire la sorella che comincia a parlare di matematica o di fisica e così il padre si convince fra le proteste di Barbara.
Così le cose vanno avanti nel condominio della Magliaccia, fino alla prossima “Monnezza”

Crisi.

C’è un aforisma che tutti i seguaci di JFK (si, anche tu anzi, “Ma anche” tu Walter!) conoscono a memoria.
E’ il seguente: (cito a memoria....)
La parola “Crisi” nella lingua Cinese ha una doppia interpretazione: Pericolo ed Opportunità.
Oggi ho salutato un collega ed un amico che si è trovato a lasciare l’azienda in questo periodo.
Ho avuto un po’ di tristezza fino a quando non ho visto una luce nei suoi occhi.
Ha deciso di andare sei mesi a Berlino per studiare il tedesco e provare a trovare un lavoro con un’arma in più in un mercato meno stantio del nostro.
All’improvviso, la tristezza si è tramutata in una punta d’invidia...;-)

Ha capito benissimo...dimostrando una flessibilità ed un’apertura mentale incredibili.
In questo momento è meglio fermarsi, fare un’analisi dei propri punti di forza e di debolezza, investire su se stessi, per tornare fra qualche mese più forti di prima.
Mi raccomando F. voglio un resoconto giornaliero!

Herzlichen Glückwunsch (speriamo sia la frase giusta...con sto tedesco non ci prendo mai....)

Wednesday, June 10, 2009

Un'analisi impietosa del voto.

Dopo una serie di trasmissioni televisive ed articoli di giornale dove si capiva pochissimo visto che ognuno tira l'acqua al suo mulino...ed è quindi incapace di un minimo di obiettività, mi sono imbattuto in questa analisi che vi invito a leggere.
Mi sembra molto azzeccata e sono quasi totalmente d'accordo con quanto scrive l'autore.
Ancora una volta una fantastica prestazione da parte di NFA.
Tutto qua.

Anche se ripensandoci anche l' analisi del voto "Crozziana" non è male.

Thursday, June 4, 2009

Un paese di .....

In uno dei voli di ritorno dalle mie trasferte, ho incontrato un vecchio compagno di università. Abbiamo passato tutto il viaggio di ritorno a parlare ed ho scoperto che abbiamo fatto alcuni passi in comune.
Ha anche lui due figli e così una delle mie prime domande è stata: come fai a crescerli in questo paese?
Quali prospettive, istruzione, civiltà....eccetera, eccetera, eccetera pensi che avranno?

Questo paese va vissuto mi ha detto, bisogna saperne cogliere gli aspetti migliori. Se fai le cose giuste ti godi la vita più che in ogni altro posto del mondo.

E certo, gli ho detto con i soldi che hai tu sicuramente.

Ti sbagli ha prontamente ribattuto. Questo paese ha posti, persone, risorse che possono essere goduti assolutamente da tutti. Basta saperli cercare e sfruttare le opportunità che ti si pongono.

Ok fammi un esempio gli ho detto. Così mi ha detto che passa le vacanze di Natale in un posto ad Ischia dove può fare il bagno al mare sfruttando delle pozze di acqua calda solfurea. Che quando va dai suoceri a Napoli mangia come in nessun altro posto al mondo. Che riesce ad andare in piscina all'ora di pranzo e che ha una casa con il giardino nel bel mezzo di monteverde.

Per un po' mi ha fatto riflettere.

Poi stasera sono tornato a casa dall'ennesima trasferta e mi sono trovato a piangere davanti alla televisione.

C'è una trasmissione televisiva giornalistica di quelle da guardare anche se non si è d'accordo con il conduttore che stasera ha fatto uno speciale sui camionisti in italia.

A me i camionisti non piacciono molto. Li ho sempre visti come pericolosi, prepotenti, puttanieri (ci sono le parole...usiamole).
Ok ok lo so, molti sono luoghi comuni e non conosco la realtà a fondo.

Invece la trasmissione ha messo in luce una situazione orribile.
I camionisti dovrebbero avere ore di riposo prestabilite.
Vengono invece "spinti" dai loro datori di lavoro a fare orari disumani.
Hanno intervistato persone che non dormivano da ventiquattr'ore che si accingevano a percorrere altri settecento chilometri. Hanno fatto vedere persone costrette a firmare falsi fogli di ferie, costrette a viaggiare con mezzi in condizioni pietose.

E quando poi succedono gli incidenti, la colpa è dei camionisti.
Non di quelli che li sfruttano, non di quelli che non controllano.

Le immagini di un camion che sfonda un muretto, invade la carreggiata opposta e investe un altro camion e automobili uccidendo (perchè di omicidio si tratta ma il colpevole non è il conducente) sette persone sono raccapriccianti.
Quello che rimane dopo è un misto di lamiere e sangue.
E mi fermo qua.

Ecco direte voi, il solito giornalismo italiano che fa spettacolo sulla morte. Ed invece no. Perchè in questo caso per far capire come ci siamo ridotti, è giusto far vedere una gomma che si sfalda durante un viaggio, un camionista rumeno sfruttato con un giro losco da una azienda italiana, ed anche il film di un incidente.

E' una cosa lecita, anzi utile.
Si, sbattetecelo in faccia senza pietà, è quello che ci meritiamo

Come ci siamo ridotti...
Siamo un paese fatto di persone che non rispettano nulla, che fanno i soldi sulla morte altrui e che non vengono mai punite.
Siamo un paese di... infami.

Ed io non ci voglio più stare.

Altro che opportunità, altro che godersi la vita.

Da qui bisogna solo andarsene, il prima possibile.

A proposito la trasmisione è Annozero, guardatevi la puntata se vi capita. Soprattuto la chiosa finale di Travaglio.

Monday, May 25, 2009

Momenti di ordinaria intolleranza

In settimana ho incontrato per caso un mio collega di università. Ha due figli. GLi o chiesto come fa a vivere qua e mi ha detto di aver trovato un modo. HA detto che riesce a massimizzare il piacere di fare cose che non riuscirebbe a fare in qualsiasi altro posto. Mi ha citato alcuni esempi che a sua detta danno a lui ed alla sua famiglia la possibilità di godersi la vita.

Così mi ha fatto riflettere. Ed ho pensato per un po' di essere un esagerato, ma in fondo non mi ha convinto del tutto.

Nel frattempo è' arrivato il caldo.
In qualsiasi posto sarebbe una buona notizia.
Qui significa la catastrofe.
Stasera mi sono beccato il primo servizio del TG2 sui condizionatori. ù

Il servizio era più o meno così:
E' maggio
Ci sono già 35 gradi.
Le persone soffrono e nonostante la crisi corrono a comprare i condizionatori.
Quelli fissi sono silenziosi.
Quelli mobili comodi ma rumorosi.
Intervista ad un vecchietto:" fa caldo"
Intervista ad un venditore di condizionatori "speriamo continui..."
Nessun accenno all'idiozia del collegamento condizionatori- idrovore energetiche- più energia consumata- gas serra- innalzamento delle temperature- ancora più condizionatori.

Insomma quello è un telegiornale, dovrebbe informare non fare spot.

In questi giorni ci prepariamo alle elezioni per il parlamento Europeo, Il posto in cui vengono decise molte delle regole checaratterizzano la nostra vita.
Noi nel frattempo siamo pieni di problemi.
Ricostruzione terremoto, mafia, crisi economica che porta disoccupazione e molto altro, evasione fiscale, lavoro nero, incidenti quotidiani sul lavoro, ondata di razzismo in tuto il paese, solo per dirne alcuni ed io non sento che parlare di "Noemi e Papi" (sia a destra che a sinistra purtroppo).

Da quando sono tornato ho una grande confusione in testa, non capisco più chi dovrebbe fare cosa e chi dovrebbe controllare che le cose vengano fatte.

L'altro giorno ho fatto un pezzo di strada dietro ad una macchina della polizia municipale.
Nel breve tratto di strada avrò notato almeno quattro infrazioni del codice della strada di cui due gravi.

Il punto è che nessuno ormai dice niente. Nessuno muove un dito.
Certe volte mi pare di essere sul Titanic con l'orchestra che continua a suonare fino alla fine.

Allora ho avuto una piccola idea, sarebbe il caso di riscrivere un mansionario per ogni tipo di ruolo lavorativo (soprattutto quelli della pubblica amministrazione). Inoltre andrebbe ri-chiarito chi ha l'onere di controllare cosa.

Insomma quando lavoro ho chiaro cosa fare, ho chiaro che certe omissioni porterebbero problemi agli altri.

Sul serio, io non ci capisco più niente.
Non so per chi votare e persino se andare a votare non mi sento più rappresentato.
Starò diventando vecchio ma voglio vivere in un paese normale!
Ho paura di quando arriverà il momento di cominciare a raccontare questo paese ai miei figli.

Saturday, May 2, 2009

Tre galline... figlie di Apollo

Krucchetta è nel periodo "faccia di velluto".
Lo chiamo così perchè ogni volta che fa una cosa ti deve dire:
"Io la faccio e tu noooo".
"C'hai creduto faccia di velluto..."

Insomma, da strozzare.

Però ieri ha esordito con "anghingò tre galline sul comò...e poi ha continuato per quaranta volte...

Allora ho capito e stasera sono andato a prendere il libro di filastrocche regalatoci da mia zia bibliotecaria che in tema di libri la sa lunghissima.

Ho dovuto cercare un po' perchè i pargoletti hanno a disposizione un'intera libreria solo per loro.
Leggono comunque quasi sempre gli stessi libri.

Dopo un po' che sfogliavo ho trovato "Apelle figlio di Apollo" e mentre mi davo del deficiente in quanto la conoscevo già a memoria glel'ho letta.

Apelle, figlio di Apollo
fece una palla di pelle di pollo
e tutti i pesci vennero a galla
a vedere la palla di pelle di pollo
fatta da Apelle figlio di Apollo.

Un successone!
L'ha trovata esilarante e me l'ha fatta ripetere almeno venti volte.
L'ha anche imparata e non vede l'ora di tornare a scuola per dirla ai suoi amichetti.

Ma che strani i bambini!

Invece Occhiblu ha il futuro segnato.
E' un giocatore di calcio (resto sul vago, non so ancora il ruolo).
L'altro giorno a scuola un maestro mi ha fermato per dirmi:" calcia benissimo, è proprio portato".

Io, modestamente me ne ero già accorto;-)
Ha un anno e mezzo, a volte tira la palla in alto con le mani e la colpisce al volo con il piede...

Già mi vedo il sabato pomeriggio ad inveire nei campetti contro i genitori dell'altra squadra...;-)

Comunque farà quello che vorrà. Credo sia questo il trucco per creare grandi passioni, lasciar fare lo sport preferito.
E chi vuole intendere intenda...

Saturday, April 25, 2009

Una trasferta di lavoro

Parto da Fiumicino di buon mattino.
Cinquanta minuti dopo atterro in anticipo in un aereoporto semivuoto, salgo su un pullman ma sono così vicino che potrei andare a piedi al terminal.
Sullo sfondo le Alpi innevate.
Cinque minuti di taxi e sono dal cliente.
In tutto un’ora e mezzo di tragitto.

L’edificio ha le pareti esterne di vetro.
Queste sono coperte da una “vela” che si muove con il sole.
Quando questo colpisce le pareti stanno giù per venire su quando il sole passa.
Inoltre le pareti interne non sono fisse, ma possono muoversi lungo dei binari prestabiliti.
Questo serve a modificare la fisionomia delle stanze qualora dovesse servire.
Serve ad esempio a creare spazi ed ambienti per sfilate.
L’edificio è ricoperto di pannelli solari, è luminosissimo e gli ambienti interni hanno luci artificiali che si accendono al passaggio.
Nella parte interna del palazzo c’è un prato bellissimo pieno di giochi per bambini. Dopo qualche minuto sento le voci allegre dei figli dei dipendenti nell’asilo aziendale.

L’azienda è femminile. Modelle ed impiegate la fanno da padrone.
Se a mensa commetti l’errore aprendo la porta di dare la precedenza ad una ragazza, puoi stare fermo per minuti interi. Passano e ti sorridono. Non posso fare a meno di notare che sono bellissime.

La sera vado a dormire nell’hotel aziendale con piscina e palestra. Anche questo molto bello.
Il giorno dopo viaggio verso casa... mai stato così contento di una trasferta.

Monday, April 6, 2009

Un'ora in un paese normale

Una delle cose che mi lasciano basito del paese in cui vivo è il rapporto cliente fornitore.
Io nel mio lavoro indosso quasi sempre il cappello del fornitore.
Cerco di farei l mio lavoro al meglio e di soddisfare nel miglior modo possibile i miei clienti anche perchè so che da questo dipende la sopravvivenza della mia vita professionale.

Nella vita di tutti i giorni mi capita (come a tutti) di essere cliente. Qui nascono i problemi perchè invece di essere trattato con i guanti, mi trovo a subire inefficienza, maleducazione, disorganizzazione, a volte vere e proprie angherie.

Oggi mi è capitata una cosa diversa e voglio per questo raccontarla.

Da un po' non riuscivo ad usare il mio Ipod Touch.
Il tasto (l'unico esistente) non voleva saperne di funzionare.

Ci ho pensato su prima di portarlo al negozio Apple.
Mi aspettavo le solite difficoltà, in fondo l'avevo acquistato in California, poi chissà quanto me l'avrebbero tenuto, infine quanto avrei dovuto pagare?


Alla fine mi sono deciso, sono entrato nel negozio ed ho parlato con un ragazzo. Mi ha prenotato un'appuntamento via internet con un esperto (avrei potuto farlo io stesso prima di andare) mezz'ora dopo. Sono andato a bere un caffè ed ho fatto un giro in assoluta rilassatezza nel centro commerciale.

Sono tornato venticinque minuti dopo, un altro ragazzo ha visto che aspettavo e mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto, ho visto il mio nome sul display gigante alle spalle dei "tecnici" ed ho detto di avere un appuntamento.

Cinque minuti dopo ero di fronte all'esperto. Ha preso il mio Ipod, l'ha collegato ha guardato il numero di serie, un paio di controlli e mi ha detto:"è da sostituire".

Ho pensato:"ecco che ci siamo, adesso comincia l'odissea".
Invece ha aperto un cassetto ne ha preso uno nuovo, mi ha fatto firmare un pezzo di carta e me l'ha dato.

Non volevo crederci. Semplicemente stavo lì e rifiutavo di andarmene così.

Così ho chiesto:" scusa ma è sempre così"?

E lui:" cambiamo solo quelli che non hanno subito cadute o sono stati immersi in acqua."
Ed io:" e come fai a sapere che il mio non ha subito questa sorte?
Come fai a sapere che non l'ho manomesso che non l'ho rotto?"

Mi ha detto che ci sono sensori interni che permettono di capire questa cosa.
Ve lo immaginate?
I disegnatori di questo fantastico prodotto hanno pensato di simulare questo caso...
Anche loro hanno pensato a me...
Non ci potevo credere...

Insomma un'esperienza fatta di cortesia, organizzazione, competenza, disponibilità e genio.
Il cliente al centro del mondo (come dovrebbe essere SEMPRE).

Una cosa normale in America dove se non ti piace più una cosa che hai appena comprato la riporti indietro e ti ridanno i soldi (altro che buoni spesa...).

P.S. Sono tornato a casa l'ho attaccato al mio PC. Itunes ha riconosciuto che era nuovo, l'ha registrato e mi ha chiesto se volevo trattarlo come il vecchio.
Ho risposto di si e dieci minuti dopo avevo il contenuto del vecchio ipod sul nuovo.
Il tutto senza fare alcun backup...

Wednesday, April 1, 2009

Voglio.

Voglio un litro di acqua fresca,
il riso di uno dei miei figli,
fare l’amore con mia moglie per tutta la notte,
camminare su un prato verde ricoperto di brina,
qualcuno che mi scuota violentemente,
un rock che mi sfondi i timpani,
correre fino a sfinirmi,
piangere e ridere contemporaneamente come un cretino,
menare le mani per una giusta causa.

Voglio distruggere, azzerare, ricreare,
cambiare la mentalità dei deficienti che incontro ogni giorno.

Voglio ESPLODERE!

E’ arrivata la primavera ma qui non se n’è accorto nessuno.
Io sono ancora in inverno e mi cadono le foglie.

Tuesday, March 24, 2009

Ridere.

Sono sempre rimasto affascinato dalle persone in grado di far ridere.
Avevo un amico irresistibile. Quando era in serata ci faceva letteralmente "scompisciare". Nel tempo avevo imparato a capire quando stava per iniziare, usava una tecnica precisa, quella del tormentone, lo preparava con una cura insospettata e poi al momento opportuno lo faceva venir fuori ed insisteva, insisteva fino a risultare esilarante.

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questo articolo al riguardo e credo proprio che leggerò il libro.
L'articolo, cercherò di aggiungere mie interpretazioni...

Sono otto e sempre uguali
i motivi per i quali si ride
Uno scienziato inglese ha identificato gli schemi che scatenano l'ilarità: sono gli stessi in ogni luogo. per esempio, i tormentoni. O l'immarcescibile doppio senso.

NON IMPORTA da quale parte del mondo provieni né qual è il tuo grado di sensibilità. Si ride e si sorride sempre per i soliti otto motivi, da nord a sud del pianeta. Questo il risultato di una ricerca di Alastair Clarke, un teorico evoluzionista inglese che ha identificato gli otto schemi dell'ilarità.

Clarke è giunto a questa conclusione dopo aver studiato oltre 20mila situazioni comiche nel corso della Storia, dalle barzellette che si raccontavano nel XIV secolo fino agli sketch della moderna televisione. La sua ricerca ha preso in esame le fonti suddividendole in due grosse categorie, la prima comprendente tv, radio, libri, giornali, musica; insomma tutto ciò che può essere prodotto per scatenare ilarità, e la seconda le normali interazioni tra esseri umani (che spesso sono più divertenti di un film comico).

Ne è risultato che le tipologie del "sense of humour" calzano entro otto precise categorie, che niente hanno a che vedere con il grado di civilizzazione o culturale né con il nostro gusto personale. "Per quanto a molti possa sembrare assurdo - spiega lo studioso - questi pochi schemi sono l'unico vero stimolo che sta dietro le nostre risate. Poco importa, in realtà, il contenuto della sitcom che stiamo guardando o la storiella divertente che ci hanno raccontato. L'importante è che si presenti almeno uno di questi otto schemi mentali".

Le conclusioni del suo lavoro verranno presto pubblicate nel libro "The eight patterns of humour" (Gli otto modelli dell'umorismo). Secondo Clarke il cervello umano inconsciamente va a scovare questi schemi e quando li trova si auto-ricompensa dello sforzo con una bella risata. "A volte un singolo schema è la causa, ma può trattarsi anche della combinazione fra due o tre, riconosciuti simultaneamente. Teoricamente non c'è limite alle possibili combinazioni ed è per questo che ciascuno ride in modi e momenti diversi".

Ma vediamo esattamente di cosa si tratta. La maggior parte degli schemi indicati dallo scienziato inglese sono molto semplici e di comprensione immediata. Il primo della lista è quello della "ripetizione positiva", ovvero quella ripetizione continua di una frase, un gesto o un'intera scena che ritroviamo nel cabaret e che appartiene allo spettacolo fin dalle origini della commedia. In una parola, un tormentone.

Uno dei migliori fra quelli che ricordo è quello di frau Blucher


C'è poi il meccanismo della "qualificazione", meno intuitivo del precedente, dove una parola familiare è detta in modo non altrettanto familiare (un esempio per tutti l'accento dell'ispettore Clouseau nel film "La pantera rosa").

Oppure il celeberrimo dottor frankenstiin


noo si pronuncia AIGOR....;-)


Il terzo schema è quello della "ricontestualizzazione qualitativa", che si presenta quando qualcosa che conosci bene viene stravolto o ridicolizzato. In questo caso può trattarsi anche di una situazione scollegata dal mondo dello spettacolo, di vita quotidiana, come ad esempio il nuovo taglio di capelli di un amico che di colpo somiglia a un carciofo.


Sulla ricontestualizzazione mi piace molto Enrico Brignano.


Lo schema dell'"applicazione" è quello del doppio senso, vale a dire quando parole o intere frasi hanno un significato ambivalente.

Su questi ultimi (ma forse anche relativo al meccanismo della scala citato più avanti) mi viene in mente questa magistrale esposizione di Steve Martin in "Roxanne" (purtroppo solo in inglese).



Ci sono poi gli schemi della "fine", quando cioè è il pubblico a dover completare con la propria immaginazione il senso di una frase o di uno scenario,



della "divisione", che si ha quando una situazione viene interrotta e ripresa da più persone,


e dell'"opposizione", che include tutto ciò che è riconducibile all'ironia e al sarcasmo.
Allo schema dell'opposizione è ad esempio riconducibile anche la distorsione che uno specchio dà delle immagini, proprio perché in questo caso si ha il riflesso di un'immagine che si "oppone" a se stessa in modo simmetrico ma per noi estraniante.



Infine, Clarke segnala lo schema della "scala" che si incontra quando prendiamo qualcosa e lo riproponiamo in dimensioni totalmente diverse. L'oggetto rimane lo stesso ma è appunto la scala dimensionale a cambiare, creando un disorientamento che stimola il nostro cervello.

Il "matrix ping pong" potrebbe essere un buon esempio


Secondo gli studiosi questi schemi potrebbero aiutare sceneggiatori e cabarettisti a migliorare la qualità di film, spettacoli teatrali e sketch di improvvisazione. E magari anche la nostra vita privata, evitandoci l'imbarazzo di raccontare una barzelletta che, non rientrando in nessuno degli otto modelli, non farebbe ridere nessuno.

Vabè mi pare di capire che in alcuni dei link citati si ritrovino più schemi fra quelli citati e questo aumenti l'ilarità della cosa.
Avete per caso altri da citarne?
Adesso "scadiamo" un po'....non so perchè ma a me queste indicazioni "ripetute" fanno morire dalle risate.
Qualcuno di voi sa dirmi a quale categoria appartengono?