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Sunday, December 19, 2010

A volte mi capita.

Mettermi in gioco, ripartire, , andare semplicemente oltre quei limiti che conosco troppo bene.
Capita che per lavoro sarò un bel po' a Parigi.
Il mio capo è venuto da me con questa cosa di 4 giorni in trasferta ed era l'ennesima.
Inoltre era contro tutto quello che avevamo stabilito ad inizio anno.
Per questo ho accettato e trattenuto il respiro.
Come ha detto, che fai accetti?
Ed io come? Che fai proponi?
Così ci siamo trovati entrambi in questa cosa.
Ho fatto il colloquio e mi è sembrato giusto impegnarmi. Dire comunque la verità.
Gli sono piaciuto.
E le prime due settimane catapultato lì ho sofferto molto.
Soffro il dover orientarmi in una città nuova, il dover affrontare tutto nuovo.
Cibo, persone, luoghi, costumi, lingua, temperature.
Soffro a non sapere cosa c'è girato l'angolo.
Si perchè io sono un abitudinario, uno che fa sempre la stessa strada.
Uno che trova nella consuetudine tanta sicurezza.

Ed è proprio per questo che ogni tanto sento di dover rimettermi in gioco, dimostrare che posso uscire dal mio guscio, che non mi sottopongo ai giochetti del "io faccio affinchè tu faccia".

Ma soprattutto mi dispiace dover lasciare i miei a casa. In tre settimane ho perso due recite ed un compleanno.
Abbiamo provato a creare un relocation to France ma non è stato proprio possibile.

E poi è dura dirlo ma adesso qui abbiamo trovato una specie di dimensione, amicizie, cose per cui impegnarsi. Ed è difficile rimettere di nuovo tutto in discussione soprattutto per i pargoletti. Non vogliamo che crescano da disadattati perchè il padre è perennemente in trasferta e non riescono mai a farsi amicizie durature.

Parigi però ancora la devo decifrare, mi sembra comunque molto fredda e caotica. Le persone sono però amichevoli per ora e questo mi basta.
Poi il lavoro è pieno di persone diverse e questo mi piace.
Finora tanti inglesi 1 spagnolo 3 francesi 1 Russa ed un italiano.
Una bella macedonia no?

Monday, November 1, 2010

Luka's assessment

Ho scelto per motivi di  crescita lavorativa, di parlare con un consulente comportamentale, di quelli che ti fanno un questionario  e poi sanno tutto di te.
E’ venuta fuori la mia curiosità, quella che mi avrebbe spinto verso la facoltà di psicologia e probabilmente reso una persona diversa.
E’ stato incredibile scoprire quante cose si possono capire di una persona usando un semplice questionario.
Me ne stavo al telefono, completamente nudo a parlare con questa  sconosciuta che conosceva tutto il mio campionario.
Per un po’ è stato bello sentirsi elencare i punti di forza (Gianluca, non ho mai visto una persona più empatica di te)  ma poi sono arrivati i punti deboli (ed ovviamente quelli  non li saprete mai…)
Il bello è che adesso dovrei cominciare a lavorare sui punti deboli ma  mi sento come se mi avesse violentato e poi coccolato telefonicamente.
Me la figuro, rilassata a fumare una sigaretta dopo avermi letteralmente rivoltato come un pedalino.
Sono sicuro che ci ha provato pure  gusto.
E adesso dirà tutto al mio capo...  

Thursday, July 29, 2010

Una di quelle sere

In cui ti chiedi perchè.
Dopo aver speso gli ultimi mesi dietro ad un obiettivo ambizioso ed inutile, lo raggiungi.
Passi i primi due giorni di euforia mista a rabbia per tutto quello che hai mandato giù e alla fine ti rendi conto che non
hai conquistato niente.
Hai solo evitato che tutto andasse in vacca.
Ma quello che hai fatto non ti dà alcun piacere.
Hai sacrificato tempo per la famiglia, gli amici, e cose più importanti (questo blog ad esempio).
E ti chiedi se quello che fai ha ancora un senso.
E dire che avevi cominciato così bene...

Thursday, April 15, 2010

Volevo dirti...

Che ho cercato di stare con te fino in fondo, ho cercato di difenderti, di spiegare le tue ragioni come se fossero le mie, di trovare giustificazioni al fatto che ogni giorno dicevi una cosa diversa.
Mi è costato, alla fine ci ho rimesso la faccia, ma mi ci sono speso, l’ho fatto perchè credevo che dopo tutto avresti portato a casa il risultato, avresti mantenuto le promesse, ti saresti almeno impegnato.

Invece hai solo promesso cose che non hai fatto, con il tuo squallido doppio gioco hai creato confusione, hai fatto perdere la faccia a me e a tutti gli altri.
E questo sappilo non te lo perdonerò mai.
Adesso per colpa tua la fuori c’è qualcuno che pensa che io sia una persona inaffidabile e questo semplicemente non è vero. Da giorni mi domando cosa posso aver sbagliato, se è veramente possibile che sia andata così e sai cosa? Hai ragione, un paio di cavolate le ho fatte anch’io. Perché nessuno è infallibile ma le mie, comunque infinitamente meno gravi delle tue, erano fatte in buona fede.

Mi hai detto che divento troppo “emotional” e che questo in fondo è solo lavoro.
Ecco, magari sarà così per te, per me è la cosa su cui spendo la maggior parte del mio tempo, quella in cui credo, e che cerco di portare avanti al meglio ogni giorno. E se divento intrattabile non è perché sono emotivo, ma è perché adesso capisco al volo, persino per telefono che stai cercando di vendermi la stronzata del giorno.
E mi vedo dal di fuori, seduto su un pavimento freddo di venerdi sera al telefono a spiegarti cose che avevi detto di aver già fatto due settimane prima, mentre in un’altra stanza mia moglie si innervosisce e mio figlio piange perchè vorrebbe giocare con me.
Quindi sappilo anche se è solo lavoro spero di non rincontrarti mai più e spero che a nessun altro dei miei colleghi tocchi mai lavorare con te.
Mai, in 12 anni di esperienza mi era capitato di incontrare una persona tanto subdola, incapace, bugiarda, superficiale e menefreghista.
E’ solo lavoro, ma ti odio con tutto me stesso.
Sparisci.
Fallo e basta.

Monday, January 11, 2010

Barilla, un post di pubblicità convinta.

Tempo fa avevo lanciato una specie di domanda su buone pratiche ambientali. 
Mi aveva colpito il fatto che Dioniso e la sua Zucchero spengano la pasta otto minuti prima di scolarla. 
E' un risparmio netto, ho pensato. Ma come quantificarlo? 

Durante la mia esperienza in California ho studiato la possibilità di misurare i processi aziendali dal punto di vista del consumo di risorse. 
Quello del consumo delle risorse mi pare un problema rilevante. 
Alcuni dati 
Siamo sempre di più, nel 2042 saremo 9 miliardi (fonte wikipedia).
Nel 2009 secondo il WWF ci è servito il 130% delle risorse che il pianeta è in grado di produrre in un anno. 
Inoltre continuando così nel 2035 avremo bisogno di due pianeti per andare avanti. 

"Avatar" non è un poi così tanto un film di fantascienza... o  no?

Quindi è fondamentale  (secondo me al prezzo della sopravvivenza umana) ridurre il consumo di risorse del pianeta. 

Non c'è soltanto un problema energetico,
non c'è soltanto un problema di riscaldamento del pianeta, 
esiste un serio problema di risorse. 

Uno dei lavori che mi piacerebbe fare nei prossimi anni è quello di aiutare le aziende a capire come  ottimizzare il consumo di risorse. 
Sarebbe bello per cominciare,  riuscire a capire qual'è l'impronta ecologica (in termini di consumo di risorse naturali, di apporto al global warming) dell'azienda nella produzione di uno specifico prodotto. 

Tale risultato potrebbe poi essere scritto sull'etichetta del prodotto, dando ai consumatori  la possibilità di scegliere il prodotto anche in base a questa informazione.

Di più, sarebbe utile effettuare le misurazioni citate su tutto il ciclo di vita del prodotto, prendendo in considerazione le materie prime come l'utilizzo del consumatore finale ed anche le modalità di riciclo di quanto rimane del prodotto. 

Sarebbe bello arrivare ad un risultato di questo tipo. 
Peccato che su questo argomento, non esista alcuna norma condivisa e quindi per i prossimi anni continueremo a suonare musica sul Titanic  vivendo al di sopra delle nostre possibilità....

Però qualcosa (piccola) si muove. 
Barilla ha pubblicato un interessante report riguardante il consumo di mezzo chilo di pasta. Siccome tale report è pubblico e reperibile qui, voglio proporre alcuni dei grafici di questo report (sperando che nessuno se la prenda...).

Innanzi tutto un premessa: 
Questa Dichiarazione ambientale di prodotto ha come oggetto la pasta secca di semola
di grano duro a marchio Barilla, prodotta in Italia e confezionata in astucci di cartoncino
in confezioni da 500 g. 















Qua si vede come la cottura abbia un alto impatto nella misura dell'energia connessa alla produzione della pasta. 
Quindi gli otto minuti in meno contano eccome.  




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Questo grafico dà evidenzadi quanto la cottura sia rilevante in termini di globalwarming potential misurato in .
grammi di CO2 equivalente. Per approfondimenti su questi concetti si veda qui  





















Qui c'è un idea di come intendere l'impronta ambientale 















Qui qual'è l'impronta del mezzo chilo di pasta
In termini di consumo di acqua, produrre mezzo chilo di pasta costa 695 Litri.
Vi sembra troppo? 
Sapete quanta acqua ci vuole per una Bistecca?

Insomma il documento mi pare molto interessante. 
Ne terrò sicuramente conto la prossima volta che vado al supermercato.




Thursday, November 12, 2009

Elenco di sentimenti ed atteggiamenti a Genova

Cose che ho odiato:
la superficialità,
l'indifferenza,
l'ignoranza,
la falsità,
l'ambiguità,
l'intolleranza,
l'insistenza,
l'approssimazione.

Cose che ho amato:
l'amicizia,
l'accoglienza,
la spontaneità,
il candore,
la disponibilità,
l'allegria,
la spensieratezza,
la cortesia.

In effetti sono stati due giorni molto pieni.

Monday, August 31, 2009

Ritorno a Settembre

Oggi sono tornato al lavoro dopo più di tre settimane di vacanza.
Fino a ieri ero in pantaloncini corti maglietta e "ciavatte".
Oggi, andando in macchina pensavo a tutti i problemi, le preoccupazioni che mi aspettavano in ufficio ed ero già stanco e un po' triste.
Pensavo: che mese pessimo sarà Settembre.

Poi alla radio passano questa.



E tutto passa.
Alzo il volume a livello Supercafone.
Della serie, lo stereo l'ho comprato io ma lo sentiamo tutti.

Arrivo a destinazione, parcheggio e nonostante il caldo, aspetto la fine della canzone in macchina.
Quando scendo, ci sono due colleghi che mi guardano basiti.

Dopotutto forse non sarà così male questo Settembre.

Thursday, June 11, 2009

Crisi.

C’è un aforisma che tutti i seguaci di JFK (si, anche tu anzi, “Ma anche” tu Walter!) conoscono a memoria.
E’ il seguente: (cito a memoria....)
La parola “Crisi” nella lingua Cinese ha una doppia interpretazione: Pericolo ed Opportunità.
Oggi ho salutato un collega ed un amico che si è trovato a lasciare l’azienda in questo periodo.
Ho avuto un po’ di tristezza fino a quando non ho visto una luce nei suoi occhi.
Ha deciso di andare sei mesi a Berlino per studiare il tedesco e provare a trovare un lavoro con un’arma in più in un mercato meno stantio del nostro.
All’improvviso, la tristezza si è tramutata in una punta d’invidia...;-)

Ha capito benissimo...dimostrando una flessibilità ed un’apertura mentale incredibili.
In questo momento è meglio fermarsi, fare un’analisi dei propri punti di forza e di debolezza, investire su se stessi, per tornare fra qualche mese più forti di prima.
Mi raccomando F. voglio un resoconto giornaliero!

Herzlichen Glückwunsch (speriamo sia la frase giusta...con sto tedesco non ci prendo mai....)

Saturday, April 25, 2009

Una trasferta di lavoro

Parto da Fiumicino di buon mattino.
Cinquanta minuti dopo atterro in anticipo in un aereoporto semivuoto, salgo su un pullman ma sono così vicino che potrei andare a piedi al terminal.
Sullo sfondo le Alpi innevate.
Cinque minuti di taxi e sono dal cliente.
In tutto un’ora e mezzo di tragitto.

L’edificio ha le pareti esterne di vetro.
Queste sono coperte da una “vela” che si muove con il sole.
Quando questo colpisce le pareti stanno giù per venire su quando il sole passa.
Inoltre le pareti interne non sono fisse, ma possono muoversi lungo dei binari prestabiliti.
Questo serve a modificare la fisionomia delle stanze qualora dovesse servire.
Serve ad esempio a creare spazi ed ambienti per sfilate.
L’edificio è ricoperto di pannelli solari, è luminosissimo e gli ambienti interni hanno luci artificiali che si accendono al passaggio.
Nella parte interna del palazzo c’è un prato bellissimo pieno di giochi per bambini. Dopo qualche minuto sento le voci allegre dei figli dei dipendenti nell’asilo aziendale.

L’azienda è femminile. Modelle ed impiegate la fanno da padrone.
Se a mensa commetti l’errore aprendo la porta di dare la precedenza ad una ragazza, puoi stare fermo per minuti interi. Passano e ti sorridono. Non posso fare a meno di notare che sono bellissime.

La sera vado a dormire nell’hotel aziendale con piscina e palestra. Anche questo molto bello.
Il giorno dopo viaggio verso casa... mai stato così contento di una trasferta.

Saturday, February 7, 2009

Io mi domando...

Quando ero piccolo mio padre mi diceva sempre:
"Luca, non importa che tu faccia lo spazzino o l'astronauta, l'importante è che qualunque cosa farai sia fatta al meglio delle tue possibilità".

Così un giorno chiesi:" ma papà come fa uno spazzino a fare il suo lavoro al meglio?"
La risposta non la ricordo ma adesso, con circa trent'anni di ritardo ho un po' capito.
I pompieri di Mountainview, quando non hanno niente da fare lavano le loro macchine e la loro officina fino a farle diventare uno specchio.
Perchè lo fanno? Perchè non puliscono semplicemente?
Perchè sono fieri del loro lavoro e vogliono farlo al meglio.

Con lo stesso spirito mi capita di fare il mio lavoro da qualche anno.
Mi impegno, cerco alternative, lavoro fino a tardi, ci penso e ci ripenso fino a quando non trovo una soluzione.

Intorno a me, un gruppo di persone che condividono, spingono, si arrabbiano, e lottano.
Ma il resto è tutto un ma chi te lo fa fare?
Ma che ci guadagni?
Ma vuoi proprio fare carriera!
Ma sei proprio un secchione!

Ed io mi incavolo.
Stasera ne parlavo con R. (è incredibile, ogni volta che ci confrontiamo su qualcosa siamo d'accordo) c'è troppa gente menefreghista che tira a campare in questo paese.
E con queste persone non andiamo da nessuna parte.

Detto questo odio le aziende che sfruttano i lavoratori, le paladine del precariato, e del lavoro nero, Sia chiaro!
Ma a volte mi chiedo:
"Dov'è la soluzione?"
E' impossibile pensare a meccanismi di flessibilità che non torturino le persone ma assicurino il lavoro ai più meritevoli?
In America le aziende si spingono a livelli impensati per attrarre i migliori talenti.
Sempre in America le persone sono spinte a lavorare bene anche dal rischio di essere licenziate.
Senza arrivare ai licenziamenti facili come si fa a cambiare le cose?

Tuesday, December 2, 2008

Luca

Luca non va a dormire,
I suoi pensieri "frullano", può sentirne il rumore che gli impedisce di concentrarsi.

Luca è stufo, non può credere che il genere umano sia arrivato sull’orlo dell’autodistruzione ed abbia bisogno di un altro paese.

Luca ha in testa mille idee, vuole risparmiare, economizzare, decrescere, pulire, migliorare, indirizzare, organizzare, coinvolgere. Luca si domanda anche quanto durerà tutto questo.

Luca stasera ha confrontato il sito del ministero dell'ambiente italiano con quello tedesco, ed ha capito tante, ma tante cose.

Luca sta pensando al ritorno. Cerca un'uscita di scena dignitosa ed un rientro col botto il giorno di capodanno.

Luca non può credere che la sua vita Californiana stia per finire. Vorrebbe prolungarla all’infinito ma sa di aver vissuto in una specie di mondo finto fatto di cose interessanti, vacanze incredibili, tempo per pensare e stare con la famiglia.

Così Luca vorrebbe trovare un modo, continuare ad avere il “trattamento trasferta” e far trasferire qui tutta la sua famiglia e quella di sua moglie.
Facile no? Oggi Greencard per tutti!

Luca è curioso del mix Hilary -Obama. Un nero al governo ed una donna segretario di stato. Luca pensa che persino la mansione del segreatrio di stato dev’essere stata pensata per un uomo. La Clinton sarà “segretaria” di stato?
Luca pensa che almeno sarà contento Bill... dalla stagista alla segretaria....

Luca è intollerante, non sopporta più il suo collega ed anche qualcun altro.

Luca è in pensiero per la tosse di Crucchetta.

Luca si prepara per il Natale. La festa che più di tutte non sopporta.
Luca quest’anno vuole “sentirlo”, ne ha bisogno.

Luca a fine mese deve chiudere questo blog.
Luca vuole farlo quando è ancora qua.
Non gli va di tornare là
e pensare ancora a qua.
Luca sa che sarà inevitabile

Luca pensa tutto questo e non necessariamente in quest’ordine....

Saturday, July 19, 2008

Brain? Più che altro Storming

Oggi ho partecipato al mio primo BrainStorming.
Non ho ben capito perchè mi abbiano invitato...ma forse è per lo storming....in quello sono bravissimo.
Avevo in passato partecipato a riunioni che si definivano tali ma poi in realtà non lo erano affatto, e si finiva sempre per perdersi in dettagli. Alla fine della riunione si arrivava magari ad una soluzione ma senza la completa certezza di avere analizzato tutte le possibilità
Quindi siamo entrati in quest'aula senza finestre ma con le tre pareti (non quella con la porta) che fungevano interamente da lavagna (ecco perchè chiamano "wall" in senso lato tutto ciò che descrive un concetto perchè lo scrivono direttamente sul muro!). Io ed i miei colleghi crucchi non avevamo ben capito le regole del gioco, ci aspettavamo qualcosa di diverso, e quindi dopo la premessa del mio capo, continuavamo ad inserirci per cercare possibili soluzioni a quanto diceva. Ad un certo punto ci ha chiarito che quella era una riunione di brainstorming vera e propria dove ognuno di noi doveva il più possibile astrarsi da concetti e soluzioni tecniche per diventare per un momento mister X e provare a capire cosa questi avrebbe fatto per impostare il suo lavoro ed ottenere i suoi risultati.
Beh è stato bellissimo. Era come lavorare giocando o giocare lavorando se preferite.
Insomma una della cose in cui credo è che il gioco, la simulazione siano degli ottimi strumenti di apprendimento ed in effetti, oggi ne ho avuto la controprova.
Certo qualcuno di noi ogni tanto usciva fuori dal seminato, ma alla fine era bellissimo vedere come a volte uno di noi prendesse strade completamente diverse dagli altri ed altre migliorasse i concetti degli altri. Alla fine siamo arrivati ad una soluzione fortemente sponsorizzata dal mio capo(il dubbio che lui ce l'avesse già in mente mi è rimasto), ma l'importante è stato completare, rivedere parzialmente, migliorare quanto da lui scritto su uno dei muri.
Alla fine della riunione tutti e trei muri erano pieni di colori diversi e di post-it. Non mi sono mai distratto, non c'era modo perchè la cosa era completamente coinvolgente e c'era al contempo uno spirito competitivo-cooperativo che credo sia alla base di ogni successo.
Un'altra cosa che ho capito è che un brainstorming non può essere in regime di democrazia. Senza farsi notare troppo, chi organizza la cosa deve essere molto bravo ad indirizzare i contenuti e a ri-orientare quelli che si perdono (è facilissimo farlo). L'altra cosa bella è che si può (più o meno) dire qualsiasi cavolata ti passi per la testa, con il rischio però che quello che ti sta accanto la prenda come una cosa serissima e cominci a tentare di svilupparla...
Alla fine del brainstorming c'è stata la mia presentazione tecnica che è andata anche bene ma mi è sembrato di presentare la danza dei teletubbies


ai rugbisti new zelandesi.

Wednesday, July 16, 2008

Ci sono un francese un tedesco ed un italiano...

Oggi 4 riunioni.
Ho iniziato stamattina alle 6.30 bestemmiando in aramaico antico (è solo un modo di dire..). Un’altra all’una, e poi alle quattro l’apoteosi. Abbiamo da poco "acquisito" dei nuovi colleghi e mi sarebbe piaciuto stare a Roma a fare gli onori di casa, ma devo dire che anche stare qui non è per niente male. Nella riunione delle quattro sono arrivati sti tre tipi, due francesi ed un americano. Noi dal canto nostro ci siamo schierati con una ben nutrita truppa di crucchi, altrettanti americani, due “cittadini del mondo” (quelli che si definiscono così non li sopporto...), una canadese, un coreano, una giapponese, un tunisino ed un italiano (io. Ho finito eh...!).
Hanno cominciato loro e devo dire che nonostante mostrassero la solita “spocchia” ed un certo orgoglio, quanto ci hanno fatto vedere mi ha veramente colpito.
Hanno questo prodotto leader che si fa veramente apprezzare, è leggero, bello da vedere, facilmente utilizzabile.
Insomma sarà che erano nel mio "campo da gioco", ma mi sono piaciuti.
Ci hanno portato il loro “modo” che è molto diverso dal nostro e quindi ci arricchisce e ci migliora . Qualcuno ha detto che questa cosa dello stare insieme a loro può essere definita come “amarsi o morire”. Cominciamo ad amarci....direi.
In questa fantastica riunione, per un momento mi sono perso, capita quando ci si sveglia alle sei. Ho avuto, dopo due ore, cinque minuti di passaggio a vuoto ed al "ritorno" ho avuto una sensazione stranissima, quella distrazione mi ha permesso di capire tutto quello che dicevano senza veramente ascoltarlo. E’ stato incredibile mi sono “distratto” in inglese. Mi era già capitato qualcosa di simile qualche decennio or sono al ritorno dalla vacanza studio ad Eastburne (GB). Mi ero appisolato sul treno ed è arrivato il classico controllore che credendomi un “portoghese” simulante una siesta (peraltro spagnola o messicana?) ha aperto violentemente la porta dello scompartimento e mi ha sparato il suo discretissimo “BIGLIETTOOOOO”. Io svegliandomi di soprassalto gli ho mollato un bel “Pardon?” (si, lo so che è francese ma lo usano anche gli inglesi...e con un accento mooolto diverso da quello francese) in tipico stile inglese e per una frazione di secondo mi sono veramente compiaciuto. Subito dopo mi è preso il panico da “oddio dove l’ho messo?”
Insomma faccio tanti progressi, ogni giorno torno a casa con qualcosa in più nello zaino. E mi piace un sacco!
Chi volesse approfondire il tema clicchi pure sul titolo del post.

Thursday, July 10, 2008

Cosa ci facciamo qui?

E' una delle domande che ci stiamo facendo in questi giorni...

Crucchetta è un po' triste, vuole i suoi cavalli di gomma e noi da ingenui abbiamo deciso di spedirli invece di portarli in valigia...

Occhiblu si meraviglia perché cambiamo casa di continuo.

La crucca è felice di questa vacanza lunga sei mesi.

In realtà siamo qua perchè l'azienda per cui lavoro, ha deciso di permettermi di fare un' esperienza all'estero. La suddetta azienda ha qui in California un intero "settore" dedicato alla ricerca. Ed io attualmente sto lavorando con questi ricercatori ad un progetto che intende misurare l'impatto dell'impronta ambientale (carbon footprint).
Per capire che cos'è tale impronta si immagini che ogni prodotto, nel proprio processo produttivo impiega una certa quantità di anidride carbonica (ad esempio). Tale quantità è consumata per la materia prima, nel processo produttivo stesso e nel trasporto. Il risultato sarà una determinata quantità di anidride carbonica. L'idea è comunicare tale quantità al consumatore in modo che questi possa rendersi conto di cosa sta comprando anche in termini di consumo ambientale, oltrechè in termini di calorie, grassi, provenienza del prodotto, eccetera.

Inutile dire che questa esperienza ha per tutti noi un valore incredibile in termini di arricchimento personale , e per me anche professionale.

Un nuovo paese, con nuove regole (tipo ad esempio i galloni al posto dei litri?), nuovi colleghi, un nuovo modo di lavorare, in una nuova lingua.

Insomma una di quelle cose che ti fanno crescere.

Per questo credo che sarò grato a vita a chi ha deciso di permettermi tutto questo.