Wednesday, January 30, 2013

Libri per bambini 1. Nocedicocco Draghetto Avventuroso

Inauguro una nuova tipologia di post, quella sui libri dei bambini. Con Occhiblu e la Bimbona arrabbiona alias "crucchetta" abbiamo letti un numero imprecisato e mi piace tenerne nota e consigliare i migliori ai moltissimi lettori di questo blog.

Voglio cominciare con "Nocedicocco Draghetto Avventuroso", che vale sicuramente una lettura. 


Titolo: Nocedicocco Draghetto Avventuroso
Autore: Ingo Siegner 
Casa Editrice: Einaudi Ragazzi
Età consigliata: Dai 5 Anni
Pagine 257
Prezzo:14.90 


Come si insegnano valori quali il coraggio, l'amicizia, l'altruismo, la tolleranza e la volontà di scoprire cose nuove? Parlandone certo, citando esempi, ma anche leggendo storie in cui questi valori siano affrontati indirettamente, storie avvincenti in cui ci si possa ritrovare nei personaggi. Nocedicocco draghetto Avventuroso è una di queste. 

Il libro è una raccolta di tre libri dello stesso autore: Nocedicocco draghetto sputafuoco, Nocedicocco ed il grande mago, Nocedicocco vola alla festa.  

Nocedicocco è cucciolo di drago, un draghetto sputafuoco a cui piacciono tremendamente le noci di cocco arrostite, come tutti i cuccioli, dovrà affrontare le sfide che la vita gli propone. Saprà farlo mostrando sempre un certo ottimismo ed una straordinaria apertura verso il mondo che lo circonda. Il libro è ricco di illustrazioni dell'autore di cui i bambini vanno matti. 

Valutazione della Bimbona arrabbiona (7 anni): mi piace perchè è coraggioso e avventuroso, soprattutto mi piace la storia con il mostro puzzone.

Valutazione di Occhiblu (5 anni): mi piace quando Nocedicocco va con quella cosa bianca....(il capodoglio) e prende i legnetti. 


Il libro è presente nel circuito biblioteche di Roma




Monday, January 21, 2013

L'uomo che piantava gli alberi

Questo post nasce da una discussione avuta su facebook qualche giorno fa.

Ho pubblicato un post realtivo ad uno studio NASA sulla situazione del clima. Lo studio è molto istruttivo su quanto sia disperata la situazione climatica in corso.
So che ci sono teorie negazioniste e so che la maggior parte dei climatologi non ha ancora saputo farsi sentire.
So anche però che molti di noi se ne fottono ampiamente. (per usare un eufemismo).
Non è il caso di Andrea, il mio interlocutore su facebook che so essere una persona molto attenta a questi temi.
E la discussione è nata proprio perchè ho colto una sua esasperazione sfiduciata, se pure lui molla stiamo siamo alla frutta ho pensato.

Questo post quindi è per ribadire che nel suo piccolo ognuno di noi può e DEVE fare qualcosa. Non ci si deve nascondere dietro alle futili motivazioni che tanto non cambia nulla.

                                 NON E' COSI'  


E' vero che alcuni governi se ne fregano e molte imprese fanno di tutto per speculare sul tema. E' però anche vero che dobbiamo uscire dal provincialismo e dall miopia propri del nostro paese e cominciare a pensare che le attività virtuose sono anche economicamente redditizie.

Mi ricordo a tal proposito una frase di un nostro ex presidente del consiglio che diceva che occuparsi di ambiente in tempi di crisi è come andare dal parrucchiere quando si ha la polmonite. Ecco niente di più miope e falso. Occuparsi di ambiente da parte di un governo è  assolutamente economico ed in alcuni casi molto redditizio.

In famiglia, le cose che si possono fare sono tante e forse un giorno  farò un post su quelle su cui si diletta la mia  in tema di rifiuti, sprechi, consumo critico, socialità ed altro.

Per il momento  allego un video di una storia molto poetica (un racconto di Jean Giono)

 Il video pur avendo ricevuto un premio oscar come migliore cortometraggio di animazione è lento ed all'inizio un po' noioso, tuttavia se si ha la pazienza di guardarlo fino alla fine si è senz'altro ricompensati. (Almeno questo è quello che è successo a me).



Thursday, January 17, 2013

Sogno

E' incredibile come il mio soggiorno di due anni a Parigi ancora mi condizioni profondamente.

Ho fatto un sogno recentemente.
Mi capita di sognare sempre meno, non so perchè.
Ho incontrato una collega di Milano molto carina, stavamo discutendo di problemi lavorativi quando la discussione ha preso una piega molto personale. Mi raccontava di essersi lasciata con il marito e di aver cominciato a vivere da sola.
Da lì a cominciare a flirtrare è stato un attimo (lo so lo so sono sposato con prole...ma almeno nei sogni potrò prendermi qualche libertà?)
Insomma parlavo di cose interessanti ed ogni tanto le mollavo qualche battutina allusiva. Niente di pesante non è nel mio stile, ero molto lento ma anche molto efficace (o almeno così mi sembrava).

Lei sembrava interessata e ricambiava. Fra noi si era indubbiamente creata una certa intimità.

Mentre parlavo è arrivato un collega tedesco (uno di quelli del progetto parigino), bello, affascinante, giovane e modaiolo insomma uno da uccidere.
Come prima cosa le ha messo una mano sulle cosce (lei portava una minigonna) così tanto per ambientarsi.

Lei sembrava stranamente non a disagio, anzi per dire la verità mentre io stavo ancora dicendo qualcosa di molto intelligente, ha cominciato ad annusargli il collo gli ha aperto la camicia ed ha comiciato a baciarlo sul petto.
Non mi è restato  che aggiungere l'ultima cosa interessante ed andarmene con la coda fra le gambe....


Non lo so.
Ripensandoci, mi ricorda molto questo.


Monday, January 14, 2013

Costa Concordia un anno dopo



Stamattina alla radio sentivo un'intervista al Ministro dell'ambiente Corrado Clini.
Interrogato dal conduttore radiofonico sul fatto che Schettino abbia ulteriormente deteriorato la già precaria immagine degli italiani all'estero, il ministro risponde invitando i mass media a smetterla di metterla in questi termini concentrandosi invece su quanto fatto dall'Italia a in tema di prevenzione e cura della zona a disastro accaduto.
A me sembra che il relitto sia ancora lì e che ad esempio nellalaguna di Venezia  i traghetti abbiano ancora libero accesso.
Riflettevo sull'operato degli ultimi ministri dell'ambiente,  semplicemente non potrebbero occuparsi di ambiente?


Intanto google maps si è adeguato....



Saturday, December 15, 2012

Leggere

"Entrare in una storia è una bella impresa, ci vuole un po' di coraggio perché la storia può risvegliare paure, ci vuole un po' di curiosità perché senza il desiderio di sapere cosa c'è un po' più in là nessuno si muoverebbe, ci vuole un po' di fiducia in se stessi perché bisogna essere abbastanza sicuri di farcela e di andare incontro a un'esperienza importante e di vuole un po' di fiducia nella persona che ci accompagna perché bisogna essere sicuri che non ci pianterà in asso, che sarà con noi fino alla fine."

Nerina Vretenar: leggere per crescere. Come aiutare i propri figli ad amare la lettura. Quaderni per crescere. Armando editore.

Ecco perché mi piace tanto leggere con i miei figli.
Stasera ho scoperto che ci sono vari modi di leggere.
Esiste l'ascolto, la lettura animata, la lettura a due voci e la lettura autonoma.
Devo approfondire.
Intanto se vi interessa l'argomento ecco un catalogo molto interessante.

http://www.babalibri.it/BABALIBRI_cat%20scuoleok.pdf

Alcuni dei libri qui contenuti li abbiamo letti e posso assicurare che vale veramente la pena leggerlo anche per un adulto.

Thursday, November 1, 2012

Maratona di mezza età

Si, ho deciso di correre una maratona, forse quella di Roma a Marzo.
Sembra io voglia dimostrarmi qualcosa, almeno che posso ancora correre :-)
È mi sento Il protagonista di uno di quegli articoli sui corridori della domenica. Persone di mezza età a cui la semplice corsetta non va bene e devono partecipare ad una gara per dimostrare di essere ancora vivi. Sono abbondantemente sovrappeso e corrono lo stesso come matti oltre i propri limiti verso l'attacco di cuore.
Ecco io NO.
Io ero stufo di essere sovrappeso semplicemente non mi piacevo più.
Io avevo bisogno di fare sport in orari flessibili perché altrimenti a Parigi sarei morto.
Io volevo trovare un modo per scaricare la tensione lavorativa.
Io avevo anche bisogno di stare un po' solo con me stesso.

Così ho deciso di passare dalla semplice corsa bisettimanale ad un allenamento vero e proprio.
Prima con l'obiettivo di correre una Mezza maratona, ma poi verso la Maratona.
Per la verità per un periodo avevo preso in considerazione anche il triatlon (molto più divertente) ma poi ho dovuto rinunciare per mancanza di tempo.

Il mio obiettivo è arrivare in un tempo decente senza uccidermi.
È questo quello che faccio ogni volta che mi alleno.
Ho comprato il libro "Correre secondo Orlando Pizzolato" che spiega bene come chiunque possa cominciare ed arrivare ad un buon livello di allenamento sfruttando un programma consono alle proprie caratteristiche.
Ho fatto dei test iniziali, uso un cardio frequenzimetro e quindi so fin dove posso spingermi.
Senza strafare sono comunque inesorabile nel rispettare quanto mi prefiggo.

Vogliamo dire che la corsa mi sta dando quella regolarità che mi mancava nella vita?

Mettetela come volete, io corro.






Tuesday, January 17, 2012

Capitano mio Capitano

Cristiana Aveva preso Luca sotto braccio ed erano entrati nella fermata della metro Vittorio Emanuele.

Stavano parlando presi un po’ dalla malinconia dell’ennesimo congedo quando a Luca, Cristiana era sembrata tesa, l’aveva vista fissare un punto davanti a se e si era girato di scatto.

Subito dopo un rumore sordo di una persona caduta, un urlo ed un uomo con una borsa da donna in mano aveva cominciato a correre nella loro direzione.



Cristiana gli si era letteralmente gettata contro ma l’uomo l’aveva evitata urtandola.


Luca ci aveva messo un po’ a connettere ma l’urlo “al ladro” gli aveva tolto ogni dubbio.


Quindi preso dalla rabbia aveva cominciato a correre, poi si era fermato controllando che Cristiana fosse almeno in piedi.


L’uomo era piccolo ma veloce. Scappava evitando le persone a falcate brevi ma frequentissime.


Luca era allenato ed aveva il vantaggio di seguirlo. Ogni volta che il ladro sbatteva contro qualcuno o doveva evitarlo, Luca aveva il tempo di calcolare la traiettoria migliore.


Il sottopasso della metro era interminabile ed il ladro cominciava a dare segni di cedimento.


Luca invece sentiva qualcosa di nuovo crescergli dentro erano la rabbia e l’adrenalina per quanto stava facendo. Non sapeva se il ladro era armato o come avrebbe reagito ma non ci pensava.


Aveva cominciato a farsi sentire un po’ con il fiato ed il rumore delle gambe, e poi urlando.


Gli strillava dietro per farlo rallentare e fiaccare la resistenza dell’altro. Non sprecava energie, gli faceva solo sentire che si stava avvicinando.


Il ladro si era fermato, inginocchiato e aveva chiesto pietà: ”te la dò te la dò” però lasciami andare.


A Luca interessava solo riprendere la borsa. Così l’aveva presa e stava tornando correndo.


Adesso cominciava a capire ed aveva addirittura paura di ritorsioni, quindi non diminuiva il ritmo della corsa.


Poi per forza di cose aveva dovuto diminuirla ma aveva tirato  fuori un urlo liberatorio proprio in mezzo alla gente, incurante di tutto e di tutti, non si era mai sentito così.  


Cristiana stava bene ed era insieme alla signora scippata.


Luca si era avvicinato restituendo la borsa alla donna.


A questo punto era iniziata la parte tragicomica con la signora che daveva detto a Luca di avere solo dieci Euro nel portafogli e gli chiedeva se poteva sdebitarsi regalandogli dei biglietti della Metro.


A Luca quella cosa era sembrata molto amara ed aveva detto subito che non l’aveva fatto per i soldi ma solo perchè gli era sembrato giusto.


Così accertatosi che la signora stesse bene, l’aveva salutata anche per togliersi da quell’imbarazzo.


Voleva stare con Cristiana, il sangue gli circolava ancora veloce nelle vene e si guardava continuamente intorno per prevenire eventuali ritorsioni.


Cristiana l’aveva abbracciato eleggendolo a “suo Eroe” ma Luca aveva spiegato che era stata lei con il suo gesto a spronarlo nella rincorsa. Che forse senza quello non si sarebbe mosso. Si sentiva in fondo fiero ma ancora incredulo di aver compiuto quel gesto.

Quel senso di vittoria e soddisfazione gli aveva insegnato molto.


Questa l’ho tenuta per me fino ad ora, ma oggi sentendo la telefonata del capitano della Concordia Schettino gravemente ripreso sui suoi doveri ho avuto un attacco di bile.

Questo non tanto per la vigliaccheria del gesto.
Alzi la mano chi non ha mai avuto il classico “momento del vigliacco”.

Quello che mi manda in bestia è che la vigliaccheria dovrebbe essere in questo caso superata dalla voglia di riparare ad un proprio errore, errore grave che da provocare la morte di un numero tuttora imprecisato di persone. Inoltre Schettino è il capitano di una nave ed è risaputo che questo ruolo non è valido solo per fare simpatico con le ragazze a bordo. Il capitano ha la responsabilità della nave ed è l’utlimo a doverla abbandonare. Questo non solo secondo i più importanti romanzi della navigazione ma soprattutto perchè sancito dal moderno diritto della Navigazione.

Schettino no.
Schettino lascia la nave per primo per non farvi ritorno neanche dopo che il cazziatone ricevuto tenta di svegliarlo dal torpore in cui si trova.
Schettino mi riporta alla mente tutti quelli "io vengo prima di tutto e di tutti", concetto molto in voga nel nostro paese.
Sì perchè questa all’estero sta inesorabilmente passando come l’ennesima storia del pagliaccio italiano. Ed ovviamente si parla di Schettino e non di tutti gli altri che hanno contribuito ad evitare la catastrofe, come ad esempio il  Capitano De Falco.

Quindi vorrei dire a tutti gli Schettino, continuate pure con la vostra mediocrità che tanto il senso di profonda soddisfazione che si prova a compiere un’azione decente non l’avrete mai.

Tornate a bordo Cazzo!