In settimana ho incontrato per caso un mio collega di università. Ha due figli. GLi o chiesto come fa a vivere qua e mi ha detto di aver trovato un modo. HA detto che riesce a massimizzare il piacere di fare cose che non riuscirebbe a fare in qualsiasi altro posto. Mi ha citato alcuni esempi che a sua detta danno a lui ed alla sua famiglia la possibilità di godersi la vita.
Così mi ha fatto riflettere. Ed ho pensato per un po' di essere un esagerato, ma in fondo non mi ha convinto del tutto.
Nel frattempo è' arrivato il caldo.
In qualsiasi posto sarebbe una buona notizia.
Qui significa la catastrofe.
Stasera mi sono beccato il primo servizio del TG2 sui condizionatori. ù
Il servizio era più o meno così:
E' maggio
Ci sono già 35 gradi.
Le persone soffrono e nonostante la crisi corrono a comprare i condizionatori.
Quelli fissi sono silenziosi.
Quelli mobili comodi ma rumorosi.
Intervista ad un vecchietto:" fa caldo"
Intervista ad un venditore di condizionatori "speriamo continui..."
Nessun accenno all'idiozia del collegamento condizionatori- idrovore energetiche- più energia consumata- gas serra- innalzamento delle temperature- ancora più condizionatori.
Insomma quello è un telegiornale, dovrebbe informare non fare spot.
In questi giorni ci prepariamo alle elezioni per il parlamento Europeo, Il posto in cui vengono decise molte delle regole checaratterizzano la nostra vita.
Noi nel frattempo siamo pieni di problemi.
Ricostruzione terremoto, mafia, crisi economica che porta disoccupazione e molto altro, evasione fiscale, lavoro nero, incidenti quotidiani sul lavoro, ondata di razzismo in tuto il paese, solo per dirne alcuni ed io non sento che parlare di "Noemi e Papi" (sia a destra che a sinistra purtroppo).
Da quando sono tornato ho una grande confusione in testa, non capisco più chi dovrebbe fare cosa e chi dovrebbe controllare che le cose vengano fatte.
L'altro giorno ho fatto un pezzo di strada dietro ad una macchina della polizia municipale.
Nel breve tratto di strada avrò notato almeno quattro infrazioni del codice della strada di cui due gravi.
Il punto è che nessuno ormai dice niente. Nessuno muove un dito.
Certe volte mi pare di essere sul Titanic con l'orchestra che continua a suonare fino alla fine.
Allora ho avuto una piccola idea, sarebbe il caso di riscrivere un mansionario per ogni tipo di ruolo lavorativo (soprattutto quelli della pubblica amministrazione). Inoltre andrebbe ri-chiarito chi ha l'onere di controllare cosa.
Insomma quando lavoro ho chiaro cosa fare, ho chiaro che certe omissioni porterebbero problemi agli altri.
Sul serio, io non ci capisco più niente.
Non so per chi votare e persino se andare a votare non mi sento più rappresentato.
Starò diventando vecchio ma voglio vivere in un paese normale!
Ho paura di quando arriverà il momento di cominciare a raccontare questo paese ai miei figli.
Questo blog raccontava originariamente il nostro periodo negli USA. Questo periodo ci ha talmente cambiati che abbiamo deciso di continuare a scrivere di come siamo tornati con uno spirito nuovo. Quanto Durerà?
Monday, May 25, 2009
Momenti di ordinaria intolleranza
Saturday, May 2, 2009
Tre galline... figlie di Apollo
Krucchetta è nel periodo "faccia di velluto".
Lo chiamo così perchè ogni volta che fa una cosa ti deve dire:
"Io la faccio e tu noooo".
"C'hai creduto faccia di velluto..."
Insomma, da strozzare.
Però ieri ha esordito con "anghingò tre galline sul comò...e poi ha continuato per quaranta volte...
Allora ho capito e stasera sono andato a prendere il libro di filastrocche regalatoci da mia zia bibliotecaria che in tema di libri la sa lunghissima.
Ho dovuto cercare un po' perchè i pargoletti hanno a disposizione un'intera libreria solo per loro.
Leggono comunque quasi sempre gli stessi libri.
Dopo un po' che sfogliavo ho trovato "Apelle figlio di Apollo" e mentre mi davo del deficiente in quanto la conoscevo già a memoria glel'ho letta.
Apelle, figlio di Apollo
fece una palla di pelle di pollo
e tutti i pesci vennero a galla
a vedere la palla di pelle di pollo
fatta da Apelle figlio di Apollo.
Un successone!
L'ha trovata esilarante e me l'ha fatta ripetere almeno venti volte.
L'ha anche imparata e non vede l'ora di tornare a scuola per dirla ai suoi amichetti.
Ma che strani i bambini!
Invece Occhiblu ha il futuro segnato.
E' un giocatore di calcio (resto sul vago, non so ancora il ruolo).
L'altro giorno a scuola un maestro mi ha fermato per dirmi:" calcia benissimo, è proprio portato".
Io, modestamente me ne ero già accorto;-)
Ha un anno e mezzo, a volte tira la palla in alto con le mani e la colpisce al volo con il piede...
Già mi vedo il sabato pomeriggio ad inveire nei campetti contro i genitori dell'altra squadra...;-)
Comunque farà quello che vorrà. Credo sia questo il trucco per creare grandi passioni, lasciar fare lo sport preferito.
E chi vuole intendere intenda...
Lo chiamo così perchè ogni volta che fa una cosa ti deve dire:
"Io la faccio e tu noooo".
"C'hai creduto faccia di velluto..."
Insomma, da strozzare.
Però ieri ha esordito con "anghingò tre galline sul comò...e poi ha continuato per quaranta volte...
Allora ho capito e stasera sono andato a prendere il libro di filastrocche regalatoci da mia zia bibliotecaria che in tema di libri la sa lunghissima.
Ho dovuto cercare un po' perchè i pargoletti hanno a disposizione un'intera libreria solo per loro.
Leggono comunque quasi sempre gli stessi libri.
Dopo un po' che sfogliavo ho trovato "Apelle figlio di Apollo" e mentre mi davo del deficiente in quanto la conoscevo già a memoria glel'ho letta.
Apelle, figlio di Apollo
fece una palla di pelle di pollo
e tutti i pesci vennero a galla
a vedere la palla di pelle di pollo
fatta da Apelle figlio di Apollo.
Un successone!
L'ha trovata esilarante e me l'ha fatta ripetere almeno venti volte.
L'ha anche imparata e non vede l'ora di tornare a scuola per dirla ai suoi amichetti.
Ma che strani i bambini!
Invece Occhiblu ha il futuro segnato.
E' un giocatore di calcio (resto sul vago, non so ancora il ruolo).
L'altro giorno a scuola un maestro mi ha fermato per dirmi:" calcia benissimo, è proprio portato".
Io, modestamente me ne ero già accorto;-)
Ha un anno e mezzo, a volte tira la palla in alto con le mani e la colpisce al volo con il piede...
Già mi vedo il sabato pomeriggio ad inveire nei campetti contro i genitori dell'altra squadra...;-)
Comunque farà quello che vorrà. Credo sia questo il trucco per creare grandi passioni, lasciar fare lo sport preferito.
E chi vuole intendere intenda...
Saturday, April 25, 2009
Una trasferta di lavoro
Parto da Fiumicino di buon mattino.
Cinquanta minuti dopo atterro in anticipo in un aereoporto semivuoto, salgo su un pullman ma sono così vicino che potrei andare a piedi al terminal.
Sullo sfondo le Alpi innevate.
Cinque minuti di taxi e sono dal cliente.
In tutto un’ora e mezzo di tragitto.
L’edificio ha le pareti esterne di vetro.
Queste sono coperte da una “vela” che si muove con il sole.
Quando questo colpisce le pareti stanno giù per venire su quando il sole passa.
Inoltre le pareti interne non sono fisse, ma possono muoversi lungo dei binari prestabiliti.
Questo serve a modificare la fisionomia delle stanze qualora dovesse servire.
Serve ad esempio a creare spazi ed ambienti per sfilate.
L’edificio è ricoperto di pannelli solari, è luminosissimo e gli ambienti interni hanno luci artificiali che si accendono al passaggio.
Nella parte interna del palazzo c’è un prato bellissimo pieno di giochi per bambini. Dopo qualche minuto sento le voci allegre dei figli dei dipendenti nell’asilo aziendale.
L’azienda è femminile. Modelle ed impiegate la fanno da padrone.
Se a mensa commetti l’errore aprendo la porta di dare la precedenza ad una ragazza, puoi stare fermo per minuti interi. Passano e ti sorridono. Non posso fare a meno di notare che sono bellissime.
La sera vado a dormire nell’hotel aziendale con piscina e palestra. Anche questo molto bello.
Il giorno dopo viaggio verso casa... mai stato così contento di una trasferta.
Cinquanta minuti dopo atterro in anticipo in un aereoporto semivuoto, salgo su un pullman ma sono così vicino che potrei andare a piedi al terminal.
Sullo sfondo le Alpi innevate.
Cinque minuti di taxi e sono dal cliente.
In tutto un’ora e mezzo di tragitto.
L’edificio ha le pareti esterne di vetro.
Queste sono coperte da una “vela” che si muove con il sole.
Quando questo colpisce le pareti stanno giù per venire su quando il sole passa.
Inoltre le pareti interne non sono fisse, ma possono muoversi lungo dei binari prestabiliti.
Questo serve a modificare la fisionomia delle stanze qualora dovesse servire.
Serve ad esempio a creare spazi ed ambienti per sfilate.
L’edificio è ricoperto di pannelli solari, è luminosissimo e gli ambienti interni hanno luci artificiali che si accendono al passaggio.
Nella parte interna del palazzo c’è un prato bellissimo pieno di giochi per bambini. Dopo qualche minuto sento le voci allegre dei figli dei dipendenti nell’asilo aziendale.
L’azienda è femminile. Modelle ed impiegate la fanno da padrone.
Se a mensa commetti l’errore aprendo la porta di dare la precedenza ad una ragazza, puoi stare fermo per minuti interi. Passano e ti sorridono. Non posso fare a meno di notare che sono bellissime.
La sera vado a dormire nell’hotel aziendale con piscina e palestra. Anche questo molto bello.
Il giorno dopo viaggio verso casa... mai stato così contento di una trasferta.
Monday, April 6, 2009
Un'ora in un paese normale
Una delle cose che mi lasciano basito del paese in cui vivo è il rapporto cliente fornitore.
Io nel mio lavoro indosso quasi sempre il cappello del fornitore.
Cerco di farei l mio lavoro al meglio e di soddisfare nel miglior modo possibile i miei clienti anche perchè so che da questo dipende la sopravvivenza della mia vita professionale.
Nella vita di tutti i giorni mi capita (come a tutti) di essere cliente. Qui nascono i problemi perchè invece di essere trattato con i guanti, mi trovo a subire inefficienza, maleducazione, disorganizzazione, a volte vere e proprie angherie.
Oggi mi è capitata una cosa diversa e voglio per questo raccontarla.
Da un po' non riuscivo ad usare il mio Ipod Touch.
Il tasto (l'unico esistente) non voleva saperne di funzionare.
Ci ho pensato su prima di portarlo al negozio Apple.
Mi aspettavo le solite difficoltà, in fondo l'avevo acquistato in California, poi chissà quanto me l'avrebbero tenuto, infine quanto avrei dovuto pagare?
Alla fine mi sono deciso, sono entrato nel negozio ed ho parlato con un ragazzo. Mi ha prenotato un'appuntamento via internet con un esperto (avrei potuto farlo io stesso prima di andare) mezz'ora dopo. Sono andato a bere un caffè ed ho fatto un giro in assoluta rilassatezza nel centro commerciale.
Sono tornato venticinque minuti dopo, un altro ragazzo ha visto che aspettavo e mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto, ho visto il mio nome sul display gigante alle spalle dei "tecnici" ed ho detto di avere un appuntamento.
Cinque minuti dopo ero di fronte all'esperto. Ha preso il mio Ipod, l'ha collegato ha guardato il numero di serie, un paio di controlli e mi ha detto:"è da sostituire".
Ho pensato:"ecco che ci siamo, adesso comincia l'odissea".
Invece ha aperto un cassetto ne ha preso uno nuovo, mi ha fatto firmare un pezzo di carta e me l'ha dato.
Non volevo crederci. Semplicemente stavo lì e rifiutavo di andarmene così.
Così ho chiesto:" scusa ma è sempre così"?
E lui:" cambiamo solo quelli che non hanno subito cadute o sono stati immersi in acqua."
Ed io:" e come fai a sapere che il mio non ha subito questa sorte?
Come fai a sapere che non l'ho manomesso che non l'ho rotto?"
Mi ha detto che ci sono sensori interni che permettono di capire questa cosa.
Ve lo immaginate?
I disegnatori di questo fantastico prodotto hanno pensato di simulare questo caso...
Anche loro hanno pensato a me...
Non ci potevo credere...
Insomma un'esperienza fatta di cortesia, organizzazione, competenza, disponibilità e genio.
Il cliente al centro del mondo (come dovrebbe essere SEMPRE).
Una cosa normale in America dove se non ti piace più una cosa che hai appena comprato la riporti indietro e ti ridanno i soldi (altro che buoni spesa...).
P.S. Sono tornato a casa l'ho attaccato al mio PC. Itunes ha riconosciuto che era nuovo, l'ha registrato e mi ha chiesto se volevo trattarlo come il vecchio.
Ho risposto di si e dieci minuti dopo avevo il contenuto del vecchio ipod sul nuovo.
Il tutto senza fare alcun backup...
Io nel mio lavoro indosso quasi sempre il cappello del fornitore.
Cerco di farei l mio lavoro al meglio e di soddisfare nel miglior modo possibile i miei clienti anche perchè so che da questo dipende la sopravvivenza della mia vita professionale.
Nella vita di tutti i giorni mi capita (come a tutti) di essere cliente. Qui nascono i problemi perchè invece di essere trattato con i guanti, mi trovo a subire inefficienza, maleducazione, disorganizzazione, a volte vere e proprie angherie.
Oggi mi è capitata una cosa diversa e voglio per questo raccontarla.
Da un po' non riuscivo ad usare il mio Ipod Touch.
Il tasto (l'unico esistente) non voleva saperne di funzionare.
Ci ho pensato su prima di portarlo al negozio Apple.
Mi aspettavo le solite difficoltà, in fondo l'avevo acquistato in California, poi chissà quanto me l'avrebbero tenuto, infine quanto avrei dovuto pagare?
Alla fine mi sono deciso, sono entrato nel negozio ed ho parlato con un ragazzo. Mi ha prenotato un'appuntamento via internet con un esperto (avrei potuto farlo io stesso prima di andare) mezz'ora dopo. Sono andato a bere un caffè ed ho fatto un giro in assoluta rilassatezza nel centro commerciale.
Sono tornato venticinque minuti dopo, un altro ragazzo ha visto che aspettavo e mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto, ho visto il mio nome sul display gigante alle spalle dei "tecnici" ed ho detto di avere un appuntamento.
Cinque minuti dopo ero di fronte all'esperto. Ha preso il mio Ipod, l'ha collegato ha guardato il numero di serie, un paio di controlli e mi ha detto:"è da sostituire".
Ho pensato:"ecco che ci siamo, adesso comincia l'odissea".
Invece ha aperto un cassetto ne ha preso uno nuovo, mi ha fatto firmare un pezzo di carta e me l'ha dato.
Non volevo crederci. Semplicemente stavo lì e rifiutavo di andarmene così.
Così ho chiesto:" scusa ma è sempre così"?
E lui:" cambiamo solo quelli che non hanno subito cadute o sono stati immersi in acqua."
Ed io:" e come fai a sapere che il mio non ha subito questa sorte?
Come fai a sapere che non l'ho manomesso che non l'ho rotto?"
Mi ha detto che ci sono sensori interni che permettono di capire questa cosa.
Ve lo immaginate?
I disegnatori di questo fantastico prodotto hanno pensato di simulare questo caso...
Anche loro hanno pensato a me...
Non ci potevo credere...
Insomma un'esperienza fatta di cortesia, organizzazione, competenza, disponibilità e genio.
Il cliente al centro del mondo (come dovrebbe essere SEMPRE).
Una cosa normale in America dove se non ti piace più una cosa che hai appena comprato la riporti indietro e ti ridanno i soldi (altro che buoni spesa...).
P.S. Sono tornato a casa l'ho attaccato al mio PC. Itunes ha riconosciuto che era nuovo, l'ha registrato e mi ha chiesto se volevo trattarlo come il vecchio.
Ho risposto di si e dieci minuti dopo avevo il contenuto del vecchio ipod sul nuovo.
Il tutto senza fare alcun backup...
Etichette:
America in Italia,
mondo a parte,
quotidianità
Wednesday, April 1, 2009
Voglio.
Voglio un litro di acqua fresca,
il riso di uno dei miei figli,
fare l’amore con mia moglie per tutta la notte,
camminare su un prato verde ricoperto di brina,
qualcuno che mi scuota violentemente,
un rock che mi sfondi i timpani,
correre fino a sfinirmi,
piangere e ridere contemporaneamente come un cretino,
menare le mani per una giusta causa.
Voglio distruggere, azzerare, ricreare,
cambiare la mentalità dei deficienti che incontro ogni giorno.
Voglio ESPLODERE!
E’ arrivata la primavera ma qui non se n’è accorto nessuno.
Io sono ancora in inverno e mi cadono le foglie.
il riso di uno dei miei figli,
fare l’amore con mia moglie per tutta la notte,
camminare su un prato verde ricoperto di brina,
qualcuno che mi scuota violentemente,
un rock che mi sfondi i timpani,
correre fino a sfinirmi,
piangere e ridere contemporaneamente come un cretino,
menare le mani per una giusta causa.
Voglio distruggere, azzerare, ricreare,
cambiare la mentalità dei deficienti che incontro ogni giorno.
Voglio ESPLODERE!
E’ arrivata la primavera ma qui non se n’è accorto nessuno.
Io sono ancora in inverno e mi cadono le foglie.
Tuesday, March 24, 2009
Ridere.
Sono sempre rimasto affascinato dalle persone in grado di far ridere.
Avevo un amico irresistibile. Quando era in serata ci faceva letteralmente "scompisciare". Nel tempo avevo imparato a capire quando stava per iniziare, usava una tecnica precisa, quella del tormentone, lo preparava con una cura insospettata e poi al momento opportuno lo faceva venir fuori ed insisteva, insisteva fino a risultare esilarante.
Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questo articolo al riguardo e credo proprio che leggerò il libro.
L'articolo, cercherò di aggiungere mie interpretazioni...
Sono otto e sempre uguali
i motivi per i quali si ride
Uno scienziato inglese ha identificato gli schemi che scatenano l'ilarità: sono gli stessi in ogni luogo. per esempio, i tormentoni. O l'immarcescibile doppio senso.
NON IMPORTA da quale parte del mondo provieni né qual è il tuo grado di sensibilità. Si ride e si sorride sempre per i soliti otto motivi, da nord a sud del pianeta. Questo il risultato di una ricerca di Alastair Clarke, un teorico evoluzionista inglese che ha identificato gli otto schemi dell'ilarità.
Clarke è giunto a questa conclusione dopo aver studiato oltre 20mila situazioni comiche nel corso della Storia, dalle barzellette che si raccontavano nel XIV secolo fino agli sketch della moderna televisione. La sua ricerca ha preso in esame le fonti suddividendole in due grosse categorie, la prima comprendente tv, radio, libri, giornali, musica; insomma tutto ciò che può essere prodotto per scatenare ilarità, e la seconda le normali interazioni tra esseri umani (che spesso sono più divertenti di un film comico).
Ne è risultato che le tipologie del "sense of humour" calzano entro otto precise categorie, che niente hanno a che vedere con il grado di civilizzazione o culturale né con il nostro gusto personale. "Per quanto a molti possa sembrare assurdo - spiega lo studioso - questi pochi schemi sono l'unico vero stimolo che sta dietro le nostre risate. Poco importa, in realtà, il contenuto della sitcom che stiamo guardando o la storiella divertente che ci hanno raccontato. L'importante è che si presenti almeno uno di questi otto schemi mentali".
Le conclusioni del suo lavoro verranno presto pubblicate nel libro "The eight patterns of humour" (Gli otto modelli dell'umorismo). Secondo Clarke il cervello umano inconsciamente va a scovare questi schemi e quando li trova si auto-ricompensa dello sforzo con una bella risata. "A volte un singolo schema è la causa, ma può trattarsi anche della combinazione fra due o tre, riconosciuti simultaneamente. Teoricamente non c'è limite alle possibili combinazioni ed è per questo che ciascuno ride in modi e momenti diversi".
Ma vediamo esattamente di cosa si tratta. La maggior parte degli schemi indicati dallo scienziato inglese sono molto semplici e di comprensione immediata. Il primo della lista è quello della "ripetizione positiva", ovvero quella ripetizione continua di una frase, un gesto o un'intera scena che ritroviamo nel cabaret e che appartiene allo spettacolo fin dalle origini della commedia. In una parola, un tormentone.
Uno dei migliori fra quelli che ricordo è quello di frau Blucher
C'è poi il meccanismo della "qualificazione", meno intuitivo del precedente, dove una parola familiare è detta in modo non altrettanto familiare (un esempio per tutti l'accento dell'ispettore Clouseau nel film "La pantera rosa").
Oppure il celeberrimo dottor frankenstiin
noo si pronuncia AIGOR....;-)
Il terzo schema è quello della "ricontestualizzazione qualitativa", che si presenta quando qualcosa che conosci bene viene stravolto o ridicolizzato. In questo caso può trattarsi anche di una situazione scollegata dal mondo dello spettacolo, di vita quotidiana, come ad esempio il nuovo taglio di capelli di un amico che di colpo somiglia a un carciofo.
Sulla ricontestualizzazione mi piace molto Enrico Brignano.
Lo schema dell'"applicazione" è quello del doppio senso, vale a dire quando parole o intere frasi hanno un significato ambivalente.
Su questi ultimi (ma forse anche relativo al meccanismo della scala citato più avanti) mi viene in mente questa magistrale esposizione di Steve Martin in "Roxanne" (purtroppo solo in inglese).
Ci sono poi gli schemi della "fine", quando cioè è il pubblico a dover completare con la propria immaginazione il senso di una frase o di uno scenario,
della "divisione", che si ha quando una situazione viene interrotta e ripresa da più persone,
e dell'"opposizione", che include tutto ciò che è riconducibile all'ironia e al sarcasmo.
Allo schema dell'opposizione è ad esempio riconducibile anche la distorsione che uno specchio dà delle immagini, proprio perché in questo caso si ha il riflesso di un'immagine che si "oppone" a se stessa in modo simmetrico ma per noi estraniante.
Infine, Clarke segnala lo schema della "scala" che si incontra quando prendiamo qualcosa e lo riproponiamo in dimensioni totalmente diverse. L'oggetto rimane lo stesso ma è appunto la scala dimensionale a cambiare, creando un disorientamento che stimola il nostro cervello.
Il "matrix ping pong" potrebbe essere un buon esempio
Secondo gli studiosi questi schemi potrebbero aiutare sceneggiatori e cabarettisti a migliorare la qualità di film, spettacoli teatrali e sketch di improvvisazione. E magari anche la nostra vita privata, evitandoci l'imbarazzo di raccontare una barzelletta che, non rientrando in nessuno degli otto modelli, non farebbe ridere nessuno.
Vabè mi pare di capire che in alcuni dei link citati si ritrovino più schemi fra quelli citati e questo aumenti l'ilarità della cosa.
Avete per caso altri da citarne?
Adesso "scadiamo" un po'....non so perchè ma a me queste indicazioni "ripetute" fanno morire dalle risate.
Qualcuno di voi sa dirmi a quale categoria appartengono?
Avevo un amico irresistibile. Quando era in serata ci faceva letteralmente "scompisciare". Nel tempo avevo imparato a capire quando stava per iniziare, usava una tecnica precisa, quella del tormentone, lo preparava con una cura insospettata e poi al momento opportuno lo faceva venir fuori ed insisteva, insisteva fino a risultare esilarante.
Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questo articolo al riguardo e credo proprio che leggerò il libro.
L'articolo, cercherò di aggiungere mie interpretazioni...
Sono otto e sempre uguali
i motivi per i quali si ride
Uno scienziato inglese ha identificato gli schemi che scatenano l'ilarità: sono gli stessi in ogni luogo. per esempio, i tormentoni. O l'immarcescibile doppio senso.
NON IMPORTA da quale parte del mondo provieni né qual è il tuo grado di sensibilità. Si ride e si sorride sempre per i soliti otto motivi, da nord a sud del pianeta. Questo il risultato di una ricerca di Alastair Clarke, un teorico evoluzionista inglese che ha identificato gli otto schemi dell'ilarità.
Clarke è giunto a questa conclusione dopo aver studiato oltre 20mila situazioni comiche nel corso della Storia, dalle barzellette che si raccontavano nel XIV secolo fino agli sketch della moderna televisione. La sua ricerca ha preso in esame le fonti suddividendole in due grosse categorie, la prima comprendente tv, radio, libri, giornali, musica; insomma tutto ciò che può essere prodotto per scatenare ilarità, e la seconda le normali interazioni tra esseri umani (che spesso sono più divertenti di un film comico).
Ne è risultato che le tipologie del "sense of humour" calzano entro otto precise categorie, che niente hanno a che vedere con il grado di civilizzazione o culturale né con il nostro gusto personale. "Per quanto a molti possa sembrare assurdo - spiega lo studioso - questi pochi schemi sono l'unico vero stimolo che sta dietro le nostre risate. Poco importa, in realtà, il contenuto della sitcom che stiamo guardando o la storiella divertente che ci hanno raccontato. L'importante è che si presenti almeno uno di questi otto schemi mentali".
Le conclusioni del suo lavoro verranno presto pubblicate nel libro "The eight patterns of humour" (Gli otto modelli dell'umorismo). Secondo Clarke il cervello umano inconsciamente va a scovare questi schemi e quando li trova si auto-ricompensa dello sforzo con una bella risata. "A volte un singolo schema è la causa, ma può trattarsi anche della combinazione fra due o tre, riconosciuti simultaneamente. Teoricamente non c'è limite alle possibili combinazioni ed è per questo che ciascuno ride in modi e momenti diversi".
Ma vediamo esattamente di cosa si tratta. La maggior parte degli schemi indicati dallo scienziato inglese sono molto semplici e di comprensione immediata. Il primo della lista è quello della "ripetizione positiva", ovvero quella ripetizione continua di una frase, un gesto o un'intera scena che ritroviamo nel cabaret e che appartiene allo spettacolo fin dalle origini della commedia. In una parola, un tormentone.
Uno dei migliori fra quelli che ricordo è quello di frau Blucher
C'è poi il meccanismo della "qualificazione", meno intuitivo del precedente, dove una parola familiare è detta in modo non altrettanto familiare (un esempio per tutti l'accento dell'ispettore Clouseau nel film "La pantera rosa").
Oppure il celeberrimo dottor frankenstiin
noo si pronuncia AIGOR....;-)
Il terzo schema è quello della "ricontestualizzazione qualitativa", che si presenta quando qualcosa che conosci bene viene stravolto o ridicolizzato. In questo caso può trattarsi anche di una situazione scollegata dal mondo dello spettacolo, di vita quotidiana, come ad esempio il nuovo taglio di capelli di un amico che di colpo somiglia a un carciofo.
Sulla ricontestualizzazione mi piace molto Enrico Brignano.
Lo schema dell'"applicazione" è quello del doppio senso, vale a dire quando parole o intere frasi hanno un significato ambivalente.
Su questi ultimi (ma forse anche relativo al meccanismo della scala citato più avanti) mi viene in mente questa magistrale esposizione di Steve Martin in "Roxanne" (purtroppo solo in inglese).
Ci sono poi gli schemi della "fine", quando cioè è il pubblico a dover completare con la propria immaginazione il senso di una frase o di uno scenario,
della "divisione", che si ha quando una situazione viene interrotta e ripresa da più persone,
e dell'"opposizione", che include tutto ciò che è riconducibile all'ironia e al sarcasmo.
Allo schema dell'opposizione è ad esempio riconducibile anche la distorsione che uno specchio dà delle immagini, proprio perché in questo caso si ha il riflesso di un'immagine che si "oppone" a se stessa in modo simmetrico ma per noi estraniante.
Infine, Clarke segnala lo schema della "scala" che si incontra quando prendiamo qualcosa e lo riproponiamo in dimensioni totalmente diverse. L'oggetto rimane lo stesso ma è appunto la scala dimensionale a cambiare, creando un disorientamento che stimola il nostro cervello.
Il "matrix ping pong" potrebbe essere un buon esempio
Secondo gli studiosi questi schemi potrebbero aiutare sceneggiatori e cabarettisti a migliorare la qualità di film, spettacoli teatrali e sketch di improvvisazione. E magari anche la nostra vita privata, evitandoci l'imbarazzo di raccontare una barzelletta che, non rientrando in nessuno degli otto modelli, non farebbe ridere nessuno.
Vabè mi pare di capire che in alcuni dei link citati si ritrovino più schemi fra quelli citati e questo aumenti l'ilarità della cosa.
Avete per caso altri da citarne?
Adesso "scadiamo" un po'....non so perchè ma a me queste indicazioni "ripetute" fanno morire dalle risate.
Qualcuno di voi sa dirmi a quale categoria appartengono?
Tuesday, March 17, 2009
"Contro"Attività Incoerente
Questo post è dedicato a tutti quelli che prendono la vita, le cose, il lavoro per il verso sbagliato.
A tutti quelli che commentano negativamente ogni novità ogni possibilità
A tutti quelli che: "è inutile fare così tanto alla fine non cambia nulla".
Non vi sopporto più, sappiatelo!
Non è possibile giudicare ogni iniziativa ogni possibilità nuova nel peggiore dei modi perchè tanto è tutto fatto contro di voi.
La vostra azienda, la vostra vita non vi piace più?
Prendete dei provvedimenti, cambiate vita, lavoro.
Altrimenti invece di stare lì a lamentarvi, cercate di contribuire a creare qualcosa di migliore.
E che cavolo, un po' di proattività, di coerenza nella vita anche e soprattutto in un momento come questo.
Ve lo dice un pessimista di fama mondiale.
A tutti quelli che commentano negativamente ogni novità ogni possibilità
A tutti quelli che: "è inutile fare così tanto alla fine non cambia nulla".
Non vi sopporto più, sappiatelo!
Non è possibile giudicare ogni iniziativa ogni possibilità nuova nel peggiore dei modi perchè tanto è tutto fatto contro di voi.
La vostra azienda, la vostra vita non vi piace più?
Prendete dei provvedimenti, cambiate vita, lavoro.
Altrimenti invece di stare lì a lamentarvi, cercate di contribuire a creare qualcosa di migliore.
E che cavolo, un po' di proattività, di coerenza nella vita anche e soprattutto in un momento come questo.
Ve lo dice un pessimista di fama mondiale.
Subscribe to:
Posts (Atom)