Cristiana Aveva preso Luca sotto braccio ed erano entrati nella fermata della metro Vittorio Emanuele.
Stavano parlando presi un po’ dalla malinconia dell’ennesimo congedo quando a Luca, Cristiana era sembrata tesa, l’aveva vista fissare un punto davanti a se e si era girato di scatto.
Subito dopo un rumore sordo di una persona caduta, un urlo ed un uomo con una borsa da donna in mano aveva cominciato a correre nella loro direzione.
Cristiana gli si era letteralmente gettata contro ma l’uomo l’aveva evitata urtandola.
Luca ci aveva messo un po’ a connettere ma l’urlo “al ladro” gli aveva tolto ogni dubbio.
Quindi preso dalla rabbia aveva cominciato a correre, poi si era fermato controllando che Cristiana fosse almeno in piedi.
L’uomo era piccolo ma veloce. Scappava evitando le persone a falcate brevi ma frequentissime.
Luca era allenato ed aveva il vantaggio di seguirlo. Ogni volta che il ladro sbatteva contro qualcuno o doveva evitarlo, Luca aveva il tempo di calcolare la traiettoria migliore.
Il sottopasso della metro era interminabile ed il ladro cominciava a dare segni di cedimento.
Luca invece sentiva qualcosa di nuovo crescergli dentro erano la rabbia e l’adrenalina per quanto stava facendo. Non sapeva se il ladro era armato o come avrebbe reagito ma non ci pensava.
Aveva cominciato a farsi sentire un po’ con il fiato ed il rumore delle gambe, e poi urlando.
Gli strillava dietro per farlo rallentare e fiaccare la resistenza dell’altro. Non sprecava energie, gli faceva solo sentire che si stava avvicinando.
Il ladro si era fermato, inginocchiato e aveva chiesto pietà: ”te la dò te la dò” però lasciami andare.
A Luca interessava solo riprendere la borsa. Così l’aveva presa e stava tornando correndo.
Adesso cominciava a capire ed aveva addirittura paura di ritorsioni, quindi non diminuiva il ritmo della corsa.
Poi per forza di cose aveva dovuto diminuirla ma aveva tirato fuori un urlo liberatorio proprio in mezzo alla gente, incurante di tutto e di tutti, non si era mai sentito così.
Cristiana stava bene ed era insieme alla signora scippata.
Luca si era avvicinato restituendo la borsa alla donna.
A questo punto era iniziata la parte tragicomica con la signora che daveva detto a Luca di avere solo dieci Euro nel portafogli e gli chiedeva se poteva sdebitarsi regalandogli dei biglietti della Metro.
A Luca quella cosa era sembrata molto amara ed aveva detto subito che non l’aveva fatto per i soldi ma solo perchè gli era sembrato giusto.
Così accertatosi che la signora stesse bene, l’aveva salutata anche per togliersi da quell’imbarazzo.
Voleva stare con Cristiana, il sangue gli circolava ancora veloce nelle vene e si guardava continuamente intorno per prevenire eventuali ritorsioni.
Cristiana l’aveva abbracciato eleggendolo a “suo Eroe” ma Luca aveva spiegato che era stata lei con il suo gesto a spronarlo nella rincorsa. Che forse senza quello non si sarebbe mosso. Si sentiva in fondo fiero ma ancora incredulo di aver compiuto quel gesto.
Quel senso di vittoria e soddisfazione gli aveva insegnato molto.
Questa l’ho tenuta per me fino ad ora, ma oggi sentendo la telefonata del capitano della Concordia Schettino gravemente ripreso sui suoi doveri ho avuto un attacco di bile.
Questo non tanto per la vigliaccheria del gesto.
Alzi la mano chi non ha mai avuto il classico “momento del vigliacco”.
Quello che mi manda in bestia è che la vigliaccheria dovrebbe essere in questo caso superata dalla voglia di riparare ad un proprio errore, errore grave che da provocare la morte di un numero tuttora imprecisato di persone. Inoltre Schettino è il capitano di una nave ed è risaputo che questo ruolo non è valido solo per fare simpatico con le ragazze a bordo. Il capitano ha la responsabilità della nave ed è l’utlimo a doverla abbandonare. Questo non solo secondo i più importanti romanzi della navigazione ma soprattutto perchè sancito dal moderno diritto della Navigazione.
Schettino no.
Schettino lascia la nave per primo per non farvi ritorno neanche dopo che il cazziatone ricevuto tenta di svegliarlo dal torpore in cui si trova.
Schettino mi riporta alla mente tutti quelli "io vengo prima di tutto e di tutti", concetto molto in voga nel nostro paese.
Sì perchè questa all’estero sta inesorabilmente passando come l’ennesima storia del pagliaccio italiano. Ed ovviamente si parla di Schettino e non di tutti gli altri che hanno contribuito ad evitare la catastrofe, come ad esempio il Capitano De Falco.
Quindi vorrei dire a tutti gli Schettino, continuate pure con la vostra mediocrità che tanto il senso di profonda soddisfazione che si prova a compiere un’azione decente non l’avrete mai.
Tornate a bordo Cazzo!
Questo blog raccontava originariamente il nostro periodo negli USA. Questo periodo ci ha talmente cambiati che abbiamo deciso di continuare a scrivere di come siamo tornati con uno spirito nuovo. Quanto Durerà?
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Tuesday, January 17, 2012
Capitano mio Capitano
Wednesday, March 31, 2010
In questo preciso momento...
Servirebbe ben altro che semplici parole....
Pieno sole nel negozio rivestito di legno chiaro.
E' una giornata estiva ma lui indossa un giubbetto di pelle ed un maglione a collo alto.
E' alto, magro sui tren'anni ed ha i capelli finto spettinati dal gel.
Lei sta scegliendo dei vestiti, indossa dei pantaloni in pelle marrone ed un giubbetto avana.
Lui la guarda, lei gli sorride, bellissima.
Si sono incontrati di nuovo, dopo dieci anni.
Lei l'ha lasciato, ma sembra contenta di averlo ritrovato.
Ora lui va da lei, le prende la mano e le dice, comunque non sai quanto ti ho amata.
Lei sorride, niente di più.
Lui di fronte a quel sorriso, esce dal proprio corpo e cominciaa guardare la scena dall'alto, vede spandersi per il negozio un coltre gialla.
Riesce ad avere una chiara percezione di cosa sta succedendo è il suo amore che si spande tutto intorno e lui può sentirlo oltre che vederlo.
Poi la prende per mano e la porta in stanza adiacente al negozio dove ci sono alcune sedie.
Stanno per proiettare il film della loro vita. Non ci sono abbastanza posti così lei gli si siede sulle ginocchia.
All'improvviso un urlo, lui si alza, le lacrime gli scendono copiose e pesanti come se fossero miste a miele, prende suo figlio, lo porta nel letto e si sdraia al suo fianco.
Il cuscino è bagnato, ha fatto questo sogno incredibile e non riesce a svegliarsi, fino a sera.
Lei ha questa capacità sorprendente di farmi piacere più la sua versione di quella originale.
Ma perchè non sono nato in Francia? O in qualsiasi altro paese intendo...
E poisaranno stati il Lazio ed il Piemonte ma stanotte ho fatto un sogno e non mi capitava da anni.
E tutte le emozioni non provatein questi anni di notti tranquille si sono concentrate lì.
Mi sono svegliato in lacrime ed ancora sto sottosopra.
Ma stamattina ho capito che porterò sempre con me il mio zainetto pieno di sentimenti gioie e delusioni, e forse visto che sono rinco alcune vale la pena scriverle no?
Che sia questo il senso?
Pieno sole nel negozio rivestito di legno chiaro.
E' una giornata estiva ma lui indossa un giubbetto di pelle ed un maglione a collo alto.
E' alto, magro sui tren'anni ed ha i capelli finto spettinati dal gel.
Lei sta scegliendo dei vestiti, indossa dei pantaloni in pelle marrone ed un giubbetto avana.
Lui la guarda, lei gli sorride, bellissima.
Si sono incontrati di nuovo, dopo dieci anni.
Lei l'ha lasciato, ma sembra contenta di averlo ritrovato.
Ora lui va da lei, le prende la mano e le dice, comunque non sai quanto ti ho amata.
Lei sorride, niente di più.
Lui di fronte a quel sorriso, esce dal proprio corpo e cominciaa guardare la scena dall'alto, vede spandersi per il negozio un coltre gialla.
Riesce ad avere una chiara percezione di cosa sta succedendo è il suo amore che si spande tutto intorno e lui può sentirlo oltre che vederlo.
Poi la prende per mano e la porta in stanza adiacente al negozio dove ci sono alcune sedie.
Stanno per proiettare il film della loro vita. Non ci sono abbastanza posti così lei gli si siede sulle ginocchia.
All'improvviso un urlo, lui si alza, le lacrime gli scendono copiose e pesanti come se fossero miste a miele, prende suo figlio, lo porta nel letto e si sdraia al suo fianco.
Il cuscino è bagnato, ha fatto questo sogno incredibile e non riesce a svegliarsi, fino a sera.
Lei ha questa capacità sorprendente di farmi piacere più la sua versione di quella originale.
Ma perchè non sono nato in Francia? O in qualsiasi altro paese intendo...
E poisaranno stati il Lazio ed il Piemonte ma stanotte ho fatto un sogno e non mi capitava da anni.
E tutte le emozioni non provatein questi anni di notti tranquille si sono concentrate lì.
Mi sono svegliato in lacrime ed ancora sto sottosopra.
Ma stamattina ho capito che porterò sempre con me il mio zainetto pieno di sentimenti gioie e delusioni, e forse visto che sono rinco alcune vale la pena scriverle no?
Che sia questo il senso?
Friday, October 2, 2009
Presidente, mio presidente
Di fronte al dissesto idrogeologico di questo paese che continua a costruire dove non si deve (che tanto nessuno controlla) e sull'onda dell'emotività inutile ed impotente che arriva puntuale dopo ogni tragedia, stasera il nostro presidente della repubblica ha detto qualcosa (dopo anni).
All'improvviso si è svegliato ed ha detto una cosa di destra: "no a opere faraoniche, serve un piano sulla sicurezza".
Sì perchè la sicurezza è la cosa su cui il nostro "pane e cicoria" ha perso le ultime elezioni romane.
La sicurezza è il capitolo della spesa comunale su cui il nostro sindaco sta spendendo di più.
E' instancabile, pota alberi e rassetta strade. Certo ogni tanto si ferma e nomina un condannato a capo di qualche azienda municipale (ma questa è un'altra storia).
Però una tromba d'aria al mese qui a roma non ce la toglie nessuno.
E così, nonstante stia facendo molto, gli alberi cadono le macchine si schiacciano ugualmente.
Ora visto che la sicurezza è un tema cavalcato dalla destra, che ci vuole a stare a sentire gli appelli che la protezione civile emana da anni?
Avete presente a che livello di sfruttamento territoriale arrivano certe regioni?
Vogliamo fare la conta dei dissesti degli ultimi anni? O quella dei morti che facciamo prima?
Quando prenderemp coscienza del fatto che abbiamo cambiato il clima e nei prossimi decenni ci aspettano fenomeni atmosferici molto più potenti o di lunga durata?
Per questi bisonga rimboccarsi le maniche e farei lpossibile.
Silvio, sto ponte non s'haddafare!
All'improvviso si è svegliato ed ha detto una cosa di destra: "no a opere faraoniche, serve un piano sulla sicurezza".
Sì perchè la sicurezza è la cosa su cui il nostro "pane e cicoria" ha perso le ultime elezioni romane.
La sicurezza è il capitolo della spesa comunale su cui il nostro sindaco sta spendendo di più.
E' instancabile, pota alberi e rassetta strade. Certo ogni tanto si ferma e nomina un condannato a capo di qualche azienda municipale (ma questa è un'altra storia).
Però una tromba d'aria al mese qui a roma non ce la toglie nessuno.
E così, nonstante stia facendo molto, gli alberi cadono le macchine si schiacciano ugualmente.
Ora visto che la sicurezza è un tema cavalcato dalla destra, che ci vuole a stare a sentire gli appelli che la protezione civile emana da anni?
Avete presente a che livello di sfruttamento territoriale arrivano certe regioni?
Vogliamo fare la conta dei dissesti degli ultimi anni? O quella dei morti che facciamo prima?
Quando prenderemp coscienza del fatto che abbiamo cambiato il clima e nei prossimi decenni ci aspettano fenomeni atmosferici molto più potenti o di lunga durata?
Per questi bisonga rimboccarsi le maniche e farei lpossibile.
Silvio, sto ponte non s'haddafare!
Saturday, August 29, 2009
40 (sporchi) denari
Da chi siamo governati.
Il nostro presidente del consiglio qualche tempo fa asseriva che parlare di ambiente in tempo di crisi è come andare dal parrucchiere quando si ha la polmonite.
Tralascio per un momento il fatto che investire sull'ambiente in questo momento potrebbe essere una delle cose che un governo minimamente assennato dovrebbe fare e mi concentro invece sull'aspetto "tricologico" della vicenda.
Il nostro presidente è come si sa un esperto "in materia".
Infatti è riuscito a quantificare perfettamente il conto del parrucchiere che ci arriverà a casa fra un po' di tempo
40 Euro.
E' tale la somma quantificata da associazioni di conumatori che graverà (come al solito) sulla bolletta delle nostre famiglie.
E' il protocollo di Kyoto bellezza!
Una bella multina da 555 milioni per eccesso di emissioni nell'atmosfera non compensate in alcun modo.
40 euro è anche il prezzo di una delle fantastiche battute che tanto piacciono alla maggioranza dei nostri concittadini.
La prossima volta che qualcuno mi dice che gli italiani sono più interessati ai problemi reali del paese che alle battute del nostro caro presidente gli do una capocciata.
Dietro ognuna di quelle battute, si cela (neanche poi tanto a dire il vero)
un uccello padulo grosso come una casa.
Qualcuno conosce per caso le caratteristiche di questo curioso pennuto?
Il nostro presidente del consiglio qualche tempo fa asseriva che parlare di ambiente in tempo di crisi è come andare dal parrucchiere quando si ha la polmonite.
Tralascio per un momento il fatto che investire sull'ambiente in questo momento potrebbe essere una delle cose che un governo minimamente assennato dovrebbe fare e mi concentro invece sull'aspetto "tricologico" della vicenda.
Il nostro presidente è come si sa un esperto "in materia".
Infatti è riuscito a quantificare perfettamente il conto del parrucchiere che ci arriverà a casa fra un po' di tempo
40 Euro.
E' tale la somma quantificata da associazioni di conumatori che graverà (come al solito) sulla bolletta delle nostre famiglie.
E' il protocollo di Kyoto bellezza!
Una bella multina da 555 milioni per eccesso di emissioni nell'atmosfera non compensate in alcun modo.
40 euro è anche il prezzo di una delle fantastiche battute che tanto piacciono alla maggioranza dei nostri concittadini.
La prossima volta che qualcuno mi dice che gli italiani sono più interessati ai problemi reali del paese che alle battute del nostro caro presidente gli do una capocciata.
Dietro ognuna di quelle battute, si cela (neanche poi tanto a dire il vero)
un uccello padulo grosso come una casa.
Qualcuno conosce per caso le caratteristiche di questo curioso pennuto?
Sunday, August 16, 2009
La qualità della vita
Per tutta la mia vita ho pensato ad accumulare sassi grossi nel mio secchio.
Amare una donna incredibile
Avre dei figli che ti stupiscano ogni giorno
Avere l’amore dei miei genitori
Fare un lavoro interessante
Avere rispetto per tutto e tutti
Amare il posto dove vivo.
Queste penso siano le cose da cercare nella propria vita.
Se altri ne cercano di diverse, provo a capirli non siamo mica tutti uguali.
Ora una volta che hai queste cose ed hai la possibilità di coltivarle, pensi di aver raggiunto un’ottimo livello di qualità della tua vita.
Ed è questo che ti racconti, giorno dopo giorno.
Poi ti capita di andare in un ospedale per un’operazione banale e muori.
Oppure porti tuo figlio a scuola e gli crolla il tetto in testa
Oppure prendi la macchina e fai un “frontale” con un pazzo lanciato a velocità folle che ha “comprato” la patente .
Oppure qualcuno dei tuoi cari è ucciso da un proiettile vagante.
Oppure prendi un treno...
Senza arrivare a questi estremi, tuo figlio crescerà in un sistema scolastico che lo renderà ignorante, per far valere i propri diritti dovrà aspettare anni, per ottenere una visita urgente dovrà pagare, e imparerà presto che esistono delle scorciatoie allettanti e pericolose e che se rispetti gli altri è perchè sei un debole e non sei capace di importi.
E allora, la qualità della vita?
Questo viaggio nel sud italiano mi ha fatto capire che siamo veramente un popolo di dementi.
Questa terra ci offre opportunità incredibili e noi invece di sfruttarle,
ci accomodiamo,
ci accontentiamo,
ci illudiamo che tutto sia perfetto fino al prossimo imprevisto.
Potrei dire tante cose su questo posto.
Tutte sarebbero “estreme” in poitivo o in negativo.
Invece voglio fare una sola considerazione:
Ma come si fa ad avere un amore così viscerale per la propria terra ed al contempo massacrarla ogni giorno?
Fate tre passi indietro con tanti auguri...
Amare una donna incredibile
Avre dei figli che ti stupiscano ogni giorno
Avere l’amore dei miei genitori
Fare un lavoro interessante
Avere rispetto per tutto e tutti
Amare il posto dove vivo.
Queste penso siano le cose da cercare nella propria vita.
Se altri ne cercano di diverse, provo a capirli non siamo mica tutti uguali.
Ora una volta che hai queste cose ed hai la possibilità di coltivarle, pensi di aver raggiunto un’ottimo livello di qualità della tua vita.
Ed è questo che ti racconti, giorno dopo giorno.
Poi ti capita di andare in un ospedale per un’operazione banale e muori.
Oppure porti tuo figlio a scuola e gli crolla il tetto in testa
Oppure prendi la macchina e fai un “frontale” con un pazzo lanciato a velocità folle che ha “comprato” la patente .
Oppure qualcuno dei tuoi cari è ucciso da un proiettile vagante.
Oppure prendi un treno...
Senza arrivare a questi estremi, tuo figlio crescerà in un sistema scolastico che lo renderà ignorante, per far valere i propri diritti dovrà aspettare anni, per ottenere una visita urgente dovrà pagare, e imparerà presto che esistono delle scorciatoie allettanti e pericolose e che se rispetti gli altri è perchè sei un debole e non sei capace di importi.
E allora, la qualità della vita?
Questo viaggio nel sud italiano mi ha fatto capire che siamo veramente un popolo di dementi.
Questa terra ci offre opportunità incredibili e noi invece di sfruttarle,
ci accomodiamo,
ci accontentiamo,
ci illudiamo che tutto sia perfetto fino al prossimo imprevisto.
Potrei dire tante cose su questo posto.
Tutte sarebbero “estreme” in poitivo o in negativo.
Invece voglio fare una sola considerazione:
Ma come si fa ad avere un amore così viscerale per la propria terra ed al contempo massacrarla ogni giorno?
Fate tre passi indietro con tanti auguri...
Saturday, August 8, 2009
Verso sud.
Padre e figlio in auto verso Sud.
Superano Napoli, Salerno, Sala Consilina.
All’improvviso una fila interminabile.
Provano tardivamente ad ascoltare Isoradio, ma nulla.
Allora il padre ha un’idea, nella fila a fianco c’è un camionista e quelli hanno sempre la situazione sotto controllo in quanto comunicano via radio.
Così abbassa il finestrino e chiede:
Scusi? Come mai siamo fermi? Sa che cosa c’è?
E l’altro, visibilmente provato risponde: cosa c’è? C’è la Salerno Reggio Calabria, c’è. C’è vent’anni di lavori senza fine.
Ecco che c’è!
Il padre ringrazia e mestamente tira su il finestrino.
Alcuni tratti da questo link di wikipedia
La Salerno-Reggio Calabria era un’impresa faraonica terminata in soli 7 anni ma con l’amento del 20% dei costi sul budget iniziale.
Quando fu finita ci si accorse che assomigliava più ad una strada statale che ad un’autostrada. Quasi completamente a due corsie senza corsia d’emergenza.
Da lì incidenti, sequestri, infiltrazioni mafiose e lavori di ammodernamento lunghi interi lustri.
Ma il punto secondo me è il seguente: se uno guarda morfologicamente la Calabria, è evidente che la parte pianeggiante è quella costiera.
Allora a quale scopo costruire un’autostrada attraverso le montagne?
Solo per collegare Cosenza ?
Non si poteva costruire un tratto di autostrada da questa città alla costa?
Inoltre il capoluogo Catanzaro? E’ fuori dall’autostrada?
Non si poteva pensare di passare dallo Jonio che è molto più pianeggiante?
Non capisco. Proprio non capisco.
Superano Napoli, Salerno, Sala Consilina.
All’improvviso una fila interminabile.
Provano tardivamente ad ascoltare Isoradio, ma nulla.
Allora il padre ha un’idea, nella fila a fianco c’è un camionista e quelli hanno sempre la situazione sotto controllo in quanto comunicano via radio.
Così abbassa il finestrino e chiede:
Scusi? Come mai siamo fermi? Sa che cosa c’è?
E l’altro, visibilmente provato risponde: cosa c’è? C’è la Salerno Reggio Calabria, c’è. C’è vent’anni di lavori senza fine.
Ecco che c’è!
Il padre ringrazia e mestamente tira su il finestrino.
Alcuni tratti da questo link di wikipedia
La Salerno-Reggio Calabria era un’impresa faraonica terminata in soli 7 anni ma con l’amento del 20% dei costi sul budget iniziale.
Quando fu finita ci si accorse che assomigliava più ad una strada statale che ad un’autostrada. Quasi completamente a due corsie senza corsia d’emergenza.
Da lì incidenti, sequestri, infiltrazioni mafiose e lavori di ammodernamento lunghi interi lustri.
Ma il punto secondo me è il seguente: se uno guarda morfologicamente la Calabria, è evidente che la parte pianeggiante è quella costiera.
Allora a quale scopo costruire un’autostrada attraverso le montagne?
Solo per collegare Cosenza ?
Non si poteva costruire un tratto di autostrada da questa città alla costa?
Inoltre il capoluogo Catanzaro? E’ fuori dall’autostrada?
Non si poteva pensare di passare dallo Jonio che è molto più pianeggiante?
Non capisco. Proprio non capisco.
Monday, August 3, 2009
Come ci vado?
Il traghetto non ci arriva.
L'autostrada è bloccata con tratti di 40 km su una sola corsia.
Con l'aereo in questo periodo rischi l'overbooking
Del treno non voglio parlare per rispetto ai morti recenti.
Qualcuno ha qualche idea valida per un mezzo di trasporto utile in questo paese di . ?
Beam me up Scotty!
L'autostrada è bloccata con tratti di 40 km su una sola corsia.
Con l'aereo in questo periodo rischi l'overbooking
Del treno non voglio parlare per rispetto ai morti recenti.
Qualcuno ha qualche idea valida per un mezzo di trasporto utile in questo paese di . ?
Beam me up Scotty!
Wednesday, July 29, 2009
Oggi.
Luca, dovresti riuscire a valutare quanti giri fa una boccia.
Ma, dipende, per esempio sarebbe utile capire che tipo di forza viene applicata alla boccia
Si ma quanti giri fa una boccia?
Non lo so, per esempio di che materiale è fatta questa boccia? E’ importante saperlo.
Si ho capito ma secondo te quanti giri fa una boccia?
Veramente bisognerebbe capire su che tipo di superficie poggia questa boccia che gira. Non lo so ipotizziamo legno? Ferro?
Ma, così quanti giri fa una boccia?
Però anche le condizioni a contorno sono importanti. C’è aria intorno? Devo presupporre che siamo sulla terra?
Ma dai Luca quanti giri fa sta boccia?
Senti, gira, gira gira finchè non si scoccia. Va bene così?
Luca è stato scontroso.
Ma è il 32 luglio, ci sono quaranta gradi, venti donne seminude ed è stanco morto.
Mare profumo di mareeee
Sento che sto lasciandomi andareeee
E’ colpa del mare del cielo e del mareeee
Questo sole che cosa può fare io non ci credevo ma posso sognareeeeee
Ferie!
Ferie!
Ferie!
Ferie!
Ma, dipende, per esempio sarebbe utile capire che tipo di forza viene applicata alla boccia
Si ma quanti giri fa una boccia?
Non lo so, per esempio di che materiale è fatta questa boccia? E’ importante saperlo.
Si ho capito ma secondo te quanti giri fa una boccia?
Veramente bisognerebbe capire su che tipo di superficie poggia questa boccia che gira. Non lo so ipotizziamo legno? Ferro?
Ma, così quanti giri fa una boccia?
Però anche le condizioni a contorno sono importanti. C’è aria intorno? Devo presupporre che siamo sulla terra?
Ma dai Luca quanti giri fa sta boccia?
Senti, gira, gira gira finchè non si scoccia. Va bene così?
Luca è stato scontroso.
Ma è il 32 luglio, ci sono quaranta gradi, venti donne seminude ed è stanco morto.
Mare profumo di mareeee
Sento che sto lasciandomi andareeee
E’ colpa del mare del cielo e del mareeee
Questo sole che cosa può fare io non ci credevo ma posso sognareeeeee
Ferie!
Ferie!
Ferie!
Ferie!
Tuesday, July 28, 2009
Il rispetto del sonno altrui
E’ l’alba.
Il cane abbaia da mezz’ora.
Occhiblu continua a girarsi nel letto. Sta per svegliarsi.
Luca non ce la fa più.
In un impeto di rabbia si alza, si mette i pantaloncini e stravolto esce di casa.
Ciocchetta o Marchetti?
Ciocchetta.
Si affaccia il vicino sbagliato (ma porc...).
Ciocchetta“Chi è ?”
Luca: “mi scusi mi scusi ho sbagliato volevo suonare all’altro vicino...”
Ciocchetta:”Ma che succede?”
Luca: “Succede che non se ne può più di questo cane”
Ok Marchetti.
Marchetti: Bau Bau Bau...Si?
Luca: “Salve sono il vicino di sotto”
Marchetti:”che c’è?”
Luca:” C’è che il suo cane è molto rumoroso. Ieri sera ha smesso alle 11.30 e stamattina ha ricominciato, sono le sei e un quarto ed abbaia da mezz’ora”.
Marchetti: (in un disperato tentativo) “non è il mio cane, BAU BAU BAU”
Luca:” ma scusi lo sento anche attraverso il citofono...”
Marchetti:” ma fate tanto rumore voi...”
Luca:” si ma noi abbiamo dei bambini piccoli e comunque cerchiamo di non fare rumore nelle ore del silenzio”
Marchetti: “ e comunque la mattina si può fare rumore”
Luca:” ma sono le sei e un quarto e ripeto, ha cominciato mezz’ora fa”
Marchetti: “ma lei è proprio esagerato sa?”
Luca pensa:"questo mi prende per il sedere, adesso salgo".
Invece dice : “faccia come vuole se continua chiamo i carabinieri” e se ne va.
Marchetti: “ BAU BAU BAU scusi ma adesso esagera prorio eh?”
Marchetti: "Pronto? Pronto? Pronto?"
Luca sbatte il suo cancello, non chiamerà mai i carabinieri (anche perchè non verrebbero ed anche se venissero non servirebbe a nulla) ma da quel giorno con Marchetti non si salutano più ed anche a Ciocchetta girano un po’ le scatole....con un colpo solo è riuscito ad inimicarsi entrambi i vicini di sopra.
E’ l’alba.
zing
Zing
ZIng
ZINg
ZING!
Un rumore metallico insistente e continuo turba il sonno della famiglia.
Luca ancora in mutande, si alza, esce in giardino, prende una sedia, l’avvicina al muro di cinta ed osserva.
Un operaio dell’AMA alle 5,50 sta cercando di estirpare le erbacce che con tutta la pioggia caduta durante l'inverno sono cresciute ad altezza cespuglio.
Luca non ci può credere.
E’ la prima volta che vede un uomo con la divisa dell’AMA nella sua strada e sono ormai tre anni che vive lì.
Così sta a guardarlo per un po'.
Poi si ricorda che è l’alba e dice: “Buongiorno”
L’uomo è sorpreso, si guarda intorno, lo vede e dice: “Ah, Buongiorno”
Luca:” scusi ma le sembra l’ora di fare questo lavoro? Glielo chiedo perchè io dormo a tre metri da qui ed ho dei bambini piccoli che si sono svegliati a causa sua.”
Uomo:” ma io ho attaccato un’ora fa”.
Luca:” uhm, mi scusi eh, ma questo non è un problema mio”.
Uomo:” guardi io l’ho detto ai miei superiori, ma c’è stata una lamentela e quindi mi hanno mandato a pulire questa strada. Comunque se lei protesta, questo va contro l’altra lamentela, quindi io me ne vado.”
Luca non ci può credere. La sua famiglia è sveglia e questo adesso se ne vuole pure andare lasciando la strada sporca.
Allora aggiunge:” no guardi a questo punto non serve che se ne vada tanto siamo tutti svegli”.
E l’uomo:” no mi dispiace adesso me ne vado”.
Luca:” ma faccia un po’ come c.....le pare.”
Luca è stato volgare.
Ma forse a quell’ora di mattina tutto spettinato, con gli occhi semiaperti, in mutande, sul muro di cinta può anche avere il diritto d’incazzarsi.
O no?
Il cane abbaia da mezz’ora.
Occhiblu continua a girarsi nel letto. Sta per svegliarsi.
Luca non ce la fa più.
In un impeto di rabbia si alza, si mette i pantaloncini e stravolto esce di casa.
Ciocchetta o Marchetti?
Ciocchetta.
Si affaccia il vicino sbagliato (ma porc...).
Ciocchetta“Chi è ?”
Luca: “mi scusi mi scusi ho sbagliato volevo suonare all’altro vicino...”
Ciocchetta:”Ma che succede?”
Luca: “Succede che non se ne può più di questo cane”
Ok Marchetti.
Marchetti: Bau Bau Bau...Si?
Luca: “Salve sono il vicino di sotto”
Marchetti:”che c’è?”
Luca:” C’è che il suo cane è molto rumoroso. Ieri sera ha smesso alle 11.30 e stamattina ha ricominciato, sono le sei e un quarto ed abbaia da mezz’ora”.
Marchetti: (in un disperato tentativo) “non è il mio cane, BAU BAU BAU”
Luca:” ma scusi lo sento anche attraverso il citofono...”
Marchetti:” ma fate tanto rumore voi...”
Luca:” si ma noi abbiamo dei bambini piccoli e comunque cerchiamo di non fare rumore nelle ore del silenzio”
Marchetti: “ e comunque la mattina si può fare rumore”
Luca:” ma sono le sei e un quarto e ripeto, ha cominciato mezz’ora fa”
Marchetti: “ma lei è proprio esagerato sa?”
Luca pensa:"questo mi prende per il sedere, adesso salgo".
Invece dice : “faccia come vuole se continua chiamo i carabinieri” e se ne va.
Marchetti: “ BAU BAU BAU scusi ma adesso esagera prorio eh?”
Marchetti: "Pronto? Pronto? Pronto?"
Luca sbatte il suo cancello, non chiamerà mai i carabinieri (anche perchè non verrebbero ed anche se venissero non servirebbe a nulla) ma da quel giorno con Marchetti non si salutano più ed anche a Ciocchetta girano un po’ le scatole....con un colpo solo è riuscito ad inimicarsi entrambi i vicini di sopra.
E’ l’alba.
zing
Zing
ZIng
ZINg
ZING!
Un rumore metallico insistente e continuo turba il sonno della famiglia.
Luca ancora in mutande, si alza, esce in giardino, prende una sedia, l’avvicina al muro di cinta ed osserva.
Un operaio dell’AMA alle 5,50 sta cercando di estirpare le erbacce che con tutta la pioggia caduta durante l'inverno sono cresciute ad altezza cespuglio.
Luca non ci può credere.
E’ la prima volta che vede un uomo con la divisa dell’AMA nella sua strada e sono ormai tre anni che vive lì.
Così sta a guardarlo per un po'.
Poi si ricorda che è l’alba e dice: “Buongiorno”
L’uomo è sorpreso, si guarda intorno, lo vede e dice: “Ah, Buongiorno”
Luca:” scusi ma le sembra l’ora di fare questo lavoro? Glielo chiedo perchè io dormo a tre metri da qui ed ho dei bambini piccoli che si sono svegliati a causa sua.”
Uomo:” ma io ho attaccato un’ora fa”.
Luca:” uhm, mi scusi eh, ma questo non è un problema mio”.
Uomo:” guardi io l’ho detto ai miei superiori, ma c’è stata una lamentela e quindi mi hanno mandato a pulire questa strada. Comunque se lei protesta, questo va contro l’altra lamentela, quindi io me ne vado.”
Luca non ci può credere. La sua famiglia è sveglia e questo adesso se ne vuole pure andare lasciando la strada sporca.
Allora aggiunge:” no guardi a questo punto non serve che se ne vada tanto siamo tutti svegli”.
E l’uomo:” no mi dispiace adesso me ne vado”.
Luca:” ma faccia un po’ come c.....le pare.”
Luca è stato volgare.
Ma forse a quell’ora di mattina tutto spettinato, con gli occhi semiaperti, in mutande, sul muro di cinta può anche avere il diritto d’incazzarsi.
O no?
Wednesday, June 10, 2009
Un'analisi impietosa del voto.
Dopo una serie di trasmissioni televisive ed articoli di giornale dove si capiva pochissimo visto che ognuno tira l'acqua al suo mulino...ed è quindi incapace di un minimo di obiettività, mi sono imbattuto in questa analisi che vi invito a leggere.
Mi sembra molto azzeccata e sono quasi totalmente d'accordo con quanto scrive l'autore.
Ancora una volta una fantastica prestazione da parte di NFA.
Tutto qua.
Anche se ripensandoci anche l' analisi del voto "Crozziana" non è male.
Mi sembra molto azzeccata e sono quasi totalmente d'accordo con quanto scrive l'autore.
Ancora una volta una fantastica prestazione da parte di NFA.
Tutto qua.
Anche se ripensandoci anche l' analisi del voto "Crozziana" non è male.
Monday, May 25, 2009
Momenti di ordinaria intolleranza
In settimana ho incontrato per caso un mio collega di università. Ha due figli. GLi o chiesto come fa a vivere qua e mi ha detto di aver trovato un modo. HA detto che riesce a massimizzare il piacere di fare cose che non riuscirebbe a fare in qualsiasi altro posto. Mi ha citato alcuni esempi che a sua detta danno a lui ed alla sua famiglia la possibilità di godersi la vita.
Così mi ha fatto riflettere. Ed ho pensato per un po' di essere un esagerato, ma in fondo non mi ha convinto del tutto.
Nel frattempo è' arrivato il caldo.
In qualsiasi posto sarebbe una buona notizia.
Qui significa la catastrofe.
Stasera mi sono beccato il primo servizio del TG2 sui condizionatori. ù
Il servizio era più o meno così:
E' maggio
Ci sono già 35 gradi.
Le persone soffrono e nonostante la crisi corrono a comprare i condizionatori.
Quelli fissi sono silenziosi.
Quelli mobili comodi ma rumorosi.
Intervista ad un vecchietto:" fa caldo"
Intervista ad un venditore di condizionatori "speriamo continui..."
Nessun accenno all'idiozia del collegamento condizionatori- idrovore energetiche- più energia consumata- gas serra- innalzamento delle temperature- ancora più condizionatori.
Insomma quello è un telegiornale, dovrebbe informare non fare spot.
In questi giorni ci prepariamo alle elezioni per il parlamento Europeo, Il posto in cui vengono decise molte delle regole checaratterizzano la nostra vita.
Noi nel frattempo siamo pieni di problemi.
Ricostruzione terremoto, mafia, crisi economica che porta disoccupazione e molto altro, evasione fiscale, lavoro nero, incidenti quotidiani sul lavoro, ondata di razzismo in tuto il paese, solo per dirne alcuni ed io non sento che parlare di "Noemi e Papi" (sia a destra che a sinistra purtroppo).
Da quando sono tornato ho una grande confusione in testa, non capisco più chi dovrebbe fare cosa e chi dovrebbe controllare che le cose vengano fatte.
L'altro giorno ho fatto un pezzo di strada dietro ad una macchina della polizia municipale.
Nel breve tratto di strada avrò notato almeno quattro infrazioni del codice della strada di cui due gravi.
Il punto è che nessuno ormai dice niente. Nessuno muove un dito.
Certe volte mi pare di essere sul Titanic con l'orchestra che continua a suonare fino alla fine.
Allora ho avuto una piccola idea, sarebbe il caso di riscrivere un mansionario per ogni tipo di ruolo lavorativo (soprattutto quelli della pubblica amministrazione). Inoltre andrebbe ri-chiarito chi ha l'onere di controllare cosa.
Insomma quando lavoro ho chiaro cosa fare, ho chiaro che certe omissioni porterebbero problemi agli altri.
Sul serio, io non ci capisco più niente.
Non so per chi votare e persino se andare a votare non mi sento più rappresentato.
Starò diventando vecchio ma voglio vivere in un paese normale!
Ho paura di quando arriverà il momento di cominciare a raccontare questo paese ai miei figli.
Così mi ha fatto riflettere. Ed ho pensato per un po' di essere un esagerato, ma in fondo non mi ha convinto del tutto.
Nel frattempo è' arrivato il caldo.
In qualsiasi posto sarebbe una buona notizia.
Qui significa la catastrofe.
Stasera mi sono beccato il primo servizio del TG2 sui condizionatori. ù
Il servizio era più o meno così:
E' maggio
Ci sono già 35 gradi.
Le persone soffrono e nonostante la crisi corrono a comprare i condizionatori.
Quelli fissi sono silenziosi.
Quelli mobili comodi ma rumorosi.
Intervista ad un vecchietto:" fa caldo"
Intervista ad un venditore di condizionatori "speriamo continui..."
Nessun accenno all'idiozia del collegamento condizionatori- idrovore energetiche- più energia consumata- gas serra- innalzamento delle temperature- ancora più condizionatori.
Insomma quello è un telegiornale, dovrebbe informare non fare spot.
In questi giorni ci prepariamo alle elezioni per il parlamento Europeo, Il posto in cui vengono decise molte delle regole checaratterizzano la nostra vita.
Noi nel frattempo siamo pieni di problemi.
Ricostruzione terremoto, mafia, crisi economica che porta disoccupazione e molto altro, evasione fiscale, lavoro nero, incidenti quotidiani sul lavoro, ondata di razzismo in tuto il paese, solo per dirne alcuni ed io non sento che parlare di "Noemi e Papi" (sia a destra che a sinistra purtroppo).
Da quando sono tornato ho una grande confusione in testa, non capisco più chi dovrebbe fare cosa e chi dovrebbe controllare che le cose vengano fatte.
L'altro giorno ho fatto un pezzo di strada dietro ad una macchina della polizia municipale.
Nel breve tratto di strada avrò notato almeno quattro infrazioni del codice della strada di cui due gravi.
Il punto è che nessuno ormai dice niente. Nessuno muove un dito.
Certe volte mi pare di essere sul Titanic con l'orchestra che continua a suonare fino alla fine.
Allora ho avuto una piccola idea, sarebbe il caso di riscrivere un mansionario per ogni tipo di ruolo lavorativo (soprattutto quelli della pubblica amministrazione). Inoltre andrebbe ri-chiarito chi ha l'onere di controllare cosa.
Insomma quando lavoro ho chiaro cosa fare, ho chiaro che certe omissioni porterebbero problemi agli altri.
Sul serio, io non ci capisco più niente.
Non so per chi votare e persino se andare a votare non mi sento più rappresentato.
Starò diventando vecchio ma voglio vivere in un paese normale!
Ho paura di quando arriverà il momento di cominciare a raccontare questo paese ai miei figli.
Monday, February 16, 2009
Una buona azione
So che scrivere questo post farà scappare i numerosissimi avventori di questo ormai semiabbandonato blog, ma voglio comunque raccontarla.
Oggi ho fatto una buona azione!
Un deficiente ha parcheggiato in doppia fila proprio dietro ad un signore che provava ad uscire.
Il signore stava "dando di matto? Uscendo pazzo? Sbroccando?" (fate voi)continuando a fare "avanti e indietro" con la sua macchina senza riuscire ad uscire e sbattendo talvolta il suo parafango posteriore contro la carrozzeria dell'altra auto.
Ogni volta la carrozzeria si piegava all'indietro tornando però incredibilmente come nuova.
Il signore ha cominciato a suonare il clacson prima ad intermittenza e poi in modo continuo.
Mi ha fatto una pena infinita perchè ho rivisto me stesso quando perdo il lume della ragione...
In quella situazione non ci sono molte cose da fare perchè i vigili ed il carro attrezzi a Roma non arrivano mai in tempo.
Così sfidando il menefreghismo che mi avrebbe preso tempo fa, mi sono avvicinato.
Ha pensato fossi il bastardo in doppia fila...e stava per scendere.
Poi ha capito che volevo solo aiutarlo e mi ha letteralmente urlato che comunque sarebbe stato impossibile.
Sono rimasto calmo e gli ho detto che io da fuori potevo vedere la situazione meglio di lui. Allora ha deciso di provare ma mi ha detto un:" e vediamo allora!" pieno di sfida...
Gli ho fatto fare circa otto manovre lunghe al massimo 10 cm ed alla fine è riuscito ad uscire. Mi ha detto: "questa gente bisognerebbe eliminarla, grazie tante comunque!".
Si può essere in disaccordo?
Secondo me si.
Epperò...
Ci sono due tipi di persone, i furbetti e quelli che si pongono il problema del rispetto degli altri.
Al decrescere della qualità dei servizi di un determinato ambiente (ad esempio il numero dei parcheggi) e del numero dei controlli (ad esempio i vigili urbani) il numero delle persone che passa alla prima categoria aumenta.
Questo è uno dei motivi per cui in questo paese si tende ad essere più furbetti (appunto bassa qualità dei servizi e scarsi controlli).
Tuttavia non è l'unico.
Noi abbiamo consolidato in anni di malcostume tollerato, a volte stimolato, premiato, una percentuale di "persone incivili" superiore a molti dei paesi con cui ci confrontiamo dal punto di vista sociale ed economico.
Ed io non li sopporto più.
Nonostante questo (o forse proprio per questo) sono qua ed ho voglia di provare ogni giorno a ribaltare la situazione.
Sono talmente volitivo che a volte mi do fastidio da solo...figuriamoci a voi che leggete...;-)
Oggi ho fatto una buona azione!
Un deficiente ha parcheggiato in doppia fila proprio dietro ad un signore che provava ad uscire.
Il signore stava "dando di matto? Uscendo pazzo? Sbroccando?" (fate voi)continuando a fare "avanti e indietro" con la sua macchina senza riuscire ad uscire e sbattendo talvolta il suo parafango posteriore contro la carrozzeria dell'altra auto.
Ogni volta la carrozzeria si piegava all'indietro tornando però incredibilmente come nuova.
Il signore ha cominciato a suonare il clacson prima ad intermittenza e poi in modo continuo.
Mi ha fatto una pena infinita perchè ho rivisto me stesso quando perdo il lume della ragione...
In quella situazione non ci sono molte cose da fare perchè i vigili ed il carro attrezzi a Roma non arrivano mai in tempo.
Così sfidando il menefreghismo che mi avrebbe preso tempo fa, mi sono avvicinato.
Ha pensato fossi il bastardo in doppia fila...e stava per scendere.
Poi ha capito che volevo solo aiutarlo e mi ha letteralmente urlato che comunque sarebbe stato impossibile.
Sono rimasto calmo e gli ho detto che io da fuori potevo vedere la situazione meglio di lui. Allora ha deciso di provare ma mi ha detto un:" e vediamo allora!" pieno di sfida...
Gli ho fatto fare circa otto manovre lunghe al massimo 10 cm ed alla fine è riuscito ad uscire. Mi ha detto: "questa gente bisognerebbe eliminarla, grazie tante comunque!".
Si può essere in disaccordo?
Secondo me si.
Epperò...
Ci sono due tipi di persone, i furbetti e quelli che si pongono il problema del rispetto degli altri.
Al decrescere della qualità dei servizi di un determinato ambiente (ad esempio il numero dei parcheggi) e del numero dei controlli (ad esempio i vigili urbani) il numero delle persone che passa alla prima categoria aumenta.
Questo è uno dei motivi per cui in questo paese si tende ad essere più furbetti (appunto bassa qualità dei servizi e scarsi controlli).
Tuttavia non è l'unico.
Noi abbiamo consolidato in anni di malcostume tollerato, a volte stimolato, premiato, una percentuale di "persone incivili" superiore a molti dei paesi con cui ci confrontiamo dal punto di vista sociale ed economico.
Ed io non li sopporto più.
Nonostante questo (o forse proprio per questo) sono qua ed ho voglia di provare ogni giorno a ribaltare la situazione.
Sono talmente volitivo che a volte mi do fastidio da solo...figuriamoci a voi che leggete...;-)
Saturday, January 24, 2009
Gruppo di acquisto
Abbiamo traversato il guado, almeno a parole....
Ci siamo riuniti (siamo pochissimi 5)
abbiamo condiviso cosa volevamo fare
abbiamo fatto una lista di cose da comprare
abbiamo comprato cose di carta
La Krucca questa settimana è andata a comprare cose da Agricoltura Nuova.
Eravamo d'accordo nel contattarla per comunicarle la spesa da fare per tutti, ma l'ha fatto solo una persona.
Noi e R abbiamo tanta voglia di fare questa cosa.
Gli altri due non sembrano averne molta.
Il nostro GAS è un po' moscio.
Cerchiamo nuovi adepti.
Ho lanciato una sottoscrizione via facebook ed hanno risposto tre amici.
Puntiamo ad essere almeno in dieci che si fanno il mazzo a turno.
Si parla di contattare i produttori, fare la spesa per gli altri, riunirsi periodicamente per discutere come evolvere sui prodotti.
C'è da lavorare ma i vantaggi di un GAS sono incredibili.
Brevemente
Se il Gruppo è gestito bene i prezzi diminuiscono
Si inquina di meno visto che spesso si risparmia in carburante e imballaggi.
I prodotti sono freschi e genuini.
Si selezionano produttori che non ricorrono a fertilizzanti, che rispettano la terra e gli animali.
Si aiuta la propria comunità
Potrei andare avanti per ore.
Come al solito non tutti capiscono e bisogna allora fargli vedere i vantaggi evidenti, quelli che possono usare per il loro tornaconto.
Peccato che l'idea dei Gruppi di Acquisto non sia questa.
Anche qui sto cercando una soluzione che offra una vittoria per tutti (si... win-win)
ma non è per niente facile.
Sarebbe meglio avere persone motivate da subito, ma mi viene in mente che parlare con le persone per cercare di convincerle su queste tematiche è assolutamente utile.
La Krucca ha anche avuto un'idea, scrivere una recensione su gooogle per i negozi, le strutture che ama ed odia nei dintorni. In California quando ci si deve rivolgere a qualcuno che non si conosce per una prestazione professionale, invece di chiedere all'amico dell'amico (che comunque è uno solo...) si consultano queste recensioni e ci si fa un'idea.
Ci siamo riuniti (siamo pochissimi 5)
abbiamo condiviso cosa volevamo fare
abbiamo fatto una lista di cose da comprare
abbiamo comprato cose di carta
La Krucca questa settimana è andata a comprare cose da Agricoltura Nuova.
Eravamo d'accordo nel contattarla per comunicarle la spesa da fare per tutti, ma l'ha fatto solo una persona.
Noi e R abbiamo tanta voglia di fare questa cosa.
Gli altri due non sembrano averne molta.
Il nostro GAS è un po' moscio.
Cerchiamo nuovi adepti.
Ho lanciato una sottoscrizione via facebook ed hanno risposto tre amici.
Puntiamo ad essere almeno in dieci che si fanno il mazzo a turno.
Si parla di contattare i produttori, fare la spesa per gli altri, riunirsi periodicamente per discutere come evolvere sui prodotti.
C'è da lavorare ma i vantaggi di un GAS sono incredibili.
Brevemente
Se il Gruppo è gestito bene i prezzi diminuiscono
Si inquina di meno visto che spesso si risparmia in carburante e imballaggi.
I prodotti sono freschi e genuini.
Si selezionano produttori che non ricorrono a fertilizzanti, che rispettano la terra e gli animali.
Si aiuta la propria comunità
Potrei andare avanti per ore.
Come al solito non tutti capiscono e bisogna allora fargli vedere i vantaggi evidenti, quelli che possono usare per il loro tornaconto.
Peccato che l'idea dei Gruppi di Acquisto non sia questa.
Anche qui sto cercando una soluzione che offra una vittoria per tutti (si... win-win)
ma non è per niente facile.
Sarebbe meglio avere persone motivate da subito, ma mi viene in mente che parlare con le persone per cercare di convincerle su queste tematiche è assolutamente utile.
La Krucca ha anche avuto un'idea, scrivere una recensione su gooogle per i negozi, le strutture che ama ed odia nei dintorni. In California quando ci si deve rivolgere a qualcuno che non si conosce per una prestazione professionale, invece di chiedere all'amico dell'amico (che comunque è uno solo...) si consultano queste recensioni e ci si fa un'idea.
Friday, January 16, 2009
Caos calmo
Ho ricominciato a guidare in Italia.
Adotto lo stile americano, mi fermo venti metri prima (rischiando ogni volta un tamponamento) per far passare i pedoni sulle strisce (mi fanno certe facce sorprese e compiaciute che sarebbero da riprendere). A volte è anche più pericoloso perchè non capendo perchè mi fermo gli altri automobilisti cercano di superarmi attentando alla vita del pedone sulle strisce. Inoltre cerco di rispettare i limiti, le precedenze, gli altri automobilisti e soprattutto le migliaia di motociclisti romani sotto la pioggia. Quando vedo una situazione di difficoltà a passare negli altri, mi fermo e do la precedenza anche a che non ce l'avrebbe.
Insomma rispetto tutto e tutti.
Quando arriva il furbetto però mi scatta l'istinto di vendetta. Non ce la faccio è più forte di me, se ci riesco non lo faccio passare, mi metto davanti e ricomincio con i pedoni. Allora non capisce, mi suona, mi risuona ed io alzo il volume della musica. Un giorno qualcuno mi picchierà, ma per ora è così.
Adotto lo stile americano, mi fermo venti metri prima (rischiando ogni volta un tamponamento) per far passare i pedoni sulle strisce (mi fanno certe facce sorprese e compiaciute che sarebbero da riprendere). A volte è anche più pericoloso perchè non capendo perchè mi fermo gli altri automobilisti cercano di superarmi attentando alla vita del pedone sulle strisce. Inoltre cerco di rispettare i limiti, le precedenze, gli altri automobilisti e soprattutto le migliaia di motociclisti romani sotto la pioggia. Quando vedo una situazione di difficoltà a passare negli altri, mi fermo e do la precedenza anche a che non ce l'avrebbe.
Insomma rispetto tutto e tutti.
Quando arriva il furbetto però mi scatta l'istinto di vendetta. Non ce la faccio è più forte di me, se ci riesco non lo faccio passare, mi metto davanti e ricomincio con i pedoni. Allora non capisce, mi suona, mi risuona ed io alzo il volume della musica. Un giorno qualcuno mi picchierà, ma per ora è così.
Thursday, January 15, 2009
Il bimbo delle stelle
Una tempesta terribile si abbattè sul mare.
Lame affilate di vento gelido trafiggevano l'acqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio, o come vomeri d'acciaio. Aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.
Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l'acqua si placò e si ritirò. Ora la spiaggia era una distesa di fango in cui si contorcevano nell'agonia migliaia e migliaia di stelle marine. Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa.
Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa. Arrivarono anche troupe televisive per filmare lo strano fenomeno. Le stelle marine erano quasi immobili. Stavano morendo.
Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c'era anche un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare. Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente.
All'improvviso il bambino lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze e corse sulla spiaggia. Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle del mare e, sempre correndo, le portò nell'acqua. Poi tornò indietro e ripetè l'operazione.
Dalla balaustra di cemento, un uomo lo chiamò: "Ma che fai ragazzino?"
"Ributto in mare le stelle marine. Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia" - rispose il bambino senza smettere di correre.
"Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle tutte. Sono troppe!" - gridò l'uomo. "E questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa! Non puoi cambiare le cose!"
Il bambino sorrise, si chinò a raccogliere un'altra stella di mare e gettandola in acqua rispose: "Ho cambiato le cose per questa qui".
Questa storia ovviamente non è mia.
Oggi ho saputo che che un papà ed una mamma (di due famiglie diverse) miei colleghi hanno deciso di denunciare la preside di una scuola nel mio quartiere perchè non ha voluto prendere atto della falsità di alcuni certificati medici attestanti finti handicap relativi ai bambini in graduatoria presso quella scuola. Per essere estremamente chiaro, pare che i genitori di tali bambini si siano fatti fare da medici compiacenti certificati attestanti finti handicap per avere più punti nelle graduatorie per la scuola materna. La preside di fronte alle dichiarazioni dei miei colleghi non ha mosso un dito, e loro l'hanno denunciata.
Mentre mi raccontavano la loro storia, vedevo nei loro occhi una strana luce.
Ho dedotto si trattasse della sensazione di libertà provocata da uso sfrenato di senso civico...
E' possibile che in questo paese il malcostume sia così radicato dappertutto?
Qui non si parla di quartieri poveri, ma di una periferia relativamente benestante. Sono pronto a scommettere che non l'abbiano fatto per necessità, ma solo per furbizia, perchè fanno tutti così, per fregare il prossimo.
Se tutti noi che ci reputiamo onesti decidessimo giorno dopo giorno di non voltarci dall'altra parte, di non subire più, di fare qualcosa, questo sarebbe un posto migliore.
Lame affilate di vento gelido trafiggevano l'acqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio, o come vomeri d'acciaio. Aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.
Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l'acqua si placò e si ritirò. Ora la spiaggia era una distesa di fango in cui si contorcevano nell'agonia migliaia e migliaia di stelle marine. Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa.
Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa. Arrivarono anche troupe televisive per filmare lo strano fenomeno. Le stelle marine erano quasi immobili. Stavano morendo.
Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c'era anche un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare. Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente.
All'improvviso il bambino lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze e corse sulla spiaggia. Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle del mare e, sempre correndo, le portò nell'acqua. Poi tornò indietro e ripetè l'operazione.
Dalla balaustra di cemento, un uomo lo chiamò: "Ma che fai ragazzino?"
"Ributto in mare le stelle marine. Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia" - rispose il bambino senza smettere di correre.
"Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle tutte. Sono troppe!" - gridò l'uomo. "E questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa! Non puoi cambiare le cose!"
Il bambino sorrise, si chinò a raccogliere un'altra stella di mare e gettandola in acqua rispose: "Ho cambiato le cose per questa qui".
Questa storia ovviamente non è mia.
Oggi ho saputo che che un papà ed una mamma (di due famiglie diverse) miei colleghi hanno deciso di denunciare la preside di una scuola nel mio quartiere perchè non ha voluto prendere atto della falsità di alcuni certificati medici attestanti finti handicap relativi ai bambini in graduatoria presso quella scuola. Per essere estremamente chiaro, pare che i genitori di tali bambini si siano fatti fare da medici compiacenti certificati attestanti finti handicap per avere più punti nelle graduatorie per la scuola materna. La preside di fronte alle dichiarazioni dei miei colleghi non ha mosso un dito, e loro l'hanno denunciata.
Mentre mi raccontavano la loro storia, vedevo nei loro occhi una strana luce.
Ho dedotto si trattasse della sensazione di libertà provocata da uso sfrenato di senso civico...
E' possibile che in questo paese il malcostume sia così radicato dappertutto?
Qui non si parla di quartieri poveri, ma di una periferia relativamente benestante. Sono pronto a scommettere che non l'abbiano fatto per necessità, ma solo per furbizia, perchè fanno tutti così, per fregare il prossimo.
Se tutti noi che ci reputiamo onesti decidessimo giorno dopo giorno di non voltarci dall'altra parte, di non subire più, di fare qualcosa, questo sarebbe un posto migliore.
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