Ho deciso che Parigi mi piace un sacco.
In questo periodo fa molto freddo per i miei gusti ma il centro è bellissimo.
Non ho purtroppo molto tempo per vederla ma la sera vado in giro ed è uno spettacolo.
Poi adesso sono riuscito anche a trovare un posto dove dormire vicino piazza dell'operà e ieri sera mi sono fatto una passeggiata nelle vie ancora piene delle luminarie Natalizie ed è stato molto bello.
Ho notato un'altra cosa, I francesi sono cortesi, non sembrano spocchiosi o presuntuosi ma sono gentili anche se un po' troppo formali. E' tutto un pieno di monsieur di qua e di la. Poi spesso capisco quello che dicono. Le reminiscenze scolastiche stanno lentamente aiutando.
Non riesco a parlare però a capire si.
Quindi inizio le frasi in Francese, loro mi rispondono in francese ma poi il più delle volte continuo in inglese.
E non è vero che non capiscono l'inglese, è solo che non gli va tanto di parlarlo. Ma in questo modo è perfetto loro parlano la loro lingua ed io parlo la mia (che poi non è la mia...).
Altri aspetti positivi di Parigi. Le medicine omeopatiche costano pochissimo ed il sushi anche.
Sto facendo delle scorpacciate incredibili.
Un'altra cosa che mi colpisce molto è la presenza di senza tetto. In pieno centro c'è tanta gente che dorme in strada e con questo freddo non so come facciano poveracci.
Quindi anche la Francia ha un po' fallito da questo punto di vista.
Un altro mito da sfatare è quello della metropolitana. Ok lo so niente a che vedere con quella nostrana che è praticamente inesistente a Roma e poco più a Milano.
Qui ci si muove benissimo e le entrate delle stazioni sono dei piccoli tesori.
Solo che è spesso pienissima, tanto da non riuscire ad entrare. Inoltre è piena di barriere architettoniche che quando hai una valigia o due non aiutano per nulla
Infine l'ho trovata molto peggiorata dal punto di vista della pulizia.
Magari un week end di questi riesco a fermarmi. E allora vado sicuramente a vedere gli impressionisti ad Orsay.
Non vedo l'ora.
Questo blog raccontava originariamente il nostro periodo negli USA. Questo periodo ci ha talmente cambiati che abbiamo deciso di continuare a scrivere di come siamo tornati con uno spirito nuovo. Quanto Durerà?
Showing posts with label viaggio. Show all posts
Showing posts with label viaggio. Show all posts
Tuesday, January 4, 2011
Sunday, December 19, 2010
A volte mi capita.
Mettermi in gioco, ripartire, , andare semplicemente oltre quei limiti che conosco troppo bene.
Capita che per lavoro sarò un bel po' a Parigi.
Il mio capo è venuto da me con questa cosa di 4 giorni in trasferta ed era l'ennesima.
Inoltre era contro tutto quello che avevamo stabilito ad inizio anno.
Per questo ho accettato e trattenuto il respiro.
Come ha detto, che fai accetti?
Ed io come? Che fai proponi?
Così ci siamo trovati entrambi in questa cosa.
Ho fatto il colloquio e mi è sembrato giusto impegnarmi. Dire comunque la verità.
Gli sono piaciuto.
E le prime due settimane catapultato lì ho sofferto molto.
Soffro il dover orientarmi in una città nuova, il dover affrontare tutto nuovo.
Cibo, persone, luoghi, costumi, lingua, temperature.
Soffro a non sapere cosa c'è girato l'angolo.
Si perchè io sono un abitudinario, uno che fa sempre la stessa strada.
Uno che trova nella consuetudine tanta sicurezza.
Ed è proprio per questo che ogni tanto sento di dover rimettermi in gioco, dimostrare che posso uscire dal mio guscio, che non mi sottopongo ai giochetti del "io faccio affinchè tu faccia".
Ma soprattutto mi dispiace dover lasciare i miei a casa. In tre settimane ho perso due recite ed un compleanno.
Abbiamo provato a creare un relocation to France ma non è stato proprio possibile.
E poi è dura dirlo ma adesso qui abbiamo trovato una specie di dimensione, amicizie, cose per cui impegnarsi. Ed è difficile rimettere di nuovo tutto in discussione soprattutto per i pargoletti. Non vogliamo che crescano da disadattati perchè il padre è perennemente in trasferta e non riescono mai a farsi amicizie durature.
Parigi però ancora la devo decifrare, mi sembra comunque molto fredda e caotica. Le persone sono però amichevoli per ora e questo mi basta.
Poi il lavoro è pieno di persone diverse e questo mi piace.
Finora tanti inglesi 1 spagnolo 3 francesi 1 Russa ed un italiano.
Una bella macedonia no?
Capita che per lavoro sarò un bel po' a Parigi.
Il mio capo è venuto da me con questa cosa di 4 giorni in trasferta ed era l'ennesima.
Inoltre era contro tutto quello che avevamo stabilito ad inizio anno.
Per questo ho accettato e trattenuto il respiro.
Come ha detto, che fai accetti?
Ed io come? Che fai proponi?
Così ci siamo trovati entrambi in questa cosa.
Ho fatto il colloquio e mi è sembrato giusto impegnarmi. Dire comunque la verità.
Gli sono piaciuto.
E le prime due settimane catapultato lì ho sofferto molto.
Soffro il dover orientarmi in una città nuova, il dover affrontare tutto nuovo.
Cibo, persone, luoghi, costumi, lingua, temperature.
Soffro a non sapere cosa c'è girato l'angolo.
Si perchè io sono un abitudinario, uno che fa sempre la stessa strada.
Uno che trova nella consuetudine tanta sicurezza.
Ed è proprio per questo che ogni tanto sento di dover rimettermi in gioco, dimostrare che posso uscire dal mio guscio, che non mi sottopongo ai giochetti del "io faccio affinchè tu faccia".
Ma soprattutto mi dispiace dover lasciare i miei a casa. In tre settimane ho perso due recite ed un compleanno.
Abbiamo provato a creare un relocation to France ma non è stato proprio possibile.
E poi è dura dirlo ma adesso qui abbiamo trovato una specie di dimensione, amicizie, cose per cui impegnarsi. Ed è difficile rimettere di nuovo tutto in discussione soprattutto per i pargoletti. Non vogliamo che crescano da disadattati perchè il padre è perennemente in trasferta e non riescono mai a farsi amicizie durature.
Parigi però ancora la devo decifrare, mi sembra comunque molto fredda e caotica. Le persone sono però amichevoli per ora e questo mi basta.
Poi il lavoro è pieno di persone diverse e questo mi piace.
Finora tanti inglesi 1 spagnolo 3 francesi 1 Russa ed un italiano.
Una bella macedonia no?
Wednesday, September 1, 2010
Sempre alla ricerca di lei
Etichette:
ambiente,
Impegno,
natura,
sostenibilità,
viaggio
Saturday, August 8, 2009
Verso sud.
Padre e figlio in auto verso Sud.
Superano Napoli, Salerno, Sala Consilina.
All’improvviso una fila interminabile.
Provano tardivamente ad ascoltare Isoradio, ma nulla.
Allora il padre ha un’idea, nella fila a fianco c’è un camionista e quelli hanno sempre la situazione sotto controllo in quanto comunicano via radio.
Così abbassa il finestrino e chiede:
Scusi? Come mai siamo fermi? Sa che cosa c’è?
E l’altro, visibilmente provato risponde: cosa c’è? C’è la Salerno Reggio Calabria, c’è. C’è vent’anni di lavori senza fine.
Ecco che c’è!
Il padre ringrazia e mestamente tira su il finestrino.
Alcuni tratti da questo link di wikipedia
La Salerno-Reggio Calabria era un’impresa faraonica terminata in soli 7 anni ma con l’amento del 20% dei costi sul budget iniziale.
Quando fu finita ci si accorse che assomigliava più ad una strada statale che ad un’autostrada. Quasi completamente a due corsie senza corsia d’emergenza.
Da lì incidenti, sequestri, infiltrazioni mafiose e lavori di ammodernamento lunghi interi lustri.
Ma il punto secondo me è il seguente: se uno guarda morfologicamente la Calabria, è evidente che la parte pianeggiante è quella costiera.
Allora a quale scopo costruire un’autostrada attraverso le montagne?
Solo per collegare Cosenza ?
Non si poteva costruire un tratto di autostrada da questa città alla costa?
Inoltre il capoluogo Catanzaro? E’ fuori dall’autostrada?
Non si poteva pensare di passare dallo Jonio che è molto più pianeggiante?
Non capisco. Proprio non capisco.
Superano Napoli, Salerno, Sala Consilina.
All’improvviso una fila interminabile.
Provano tardivamente ad ascoltare Isoradio, ma nulla.
Allora il padre ha un’idea, nella fila a fianco c’è un camionista e quelli hanno sempre la situazione sotto controllo in quanto comunicano via radio.
Così abbassa il finestrino e chiede:
Scusi? Come mai siamo fermi? Sa che cosa c’è?
E l’altro, visibilmente provato risponde: cosa c’è? C’è la Salerno Reggio Calabria, c’è. C’è vent’anni di lavori senza fine.
Ecco che c’è!
Il padre ringrazia e mestamente tira su il finestrino.
Alcuni tratti da questo link di wikipedia
La Salerno-Reggio Calabria era un’impresa faraonica terminata in soli 7 anni ma con l’amento del 20% dei costi sul budget iniziale.
Quando fu finita ci si accorse che assomigliava più ad una strada statale che ad un’autostrada. Quasi completamente a due corsie senza corsia d’emergenza.
Da lì incidenti, sequestri, infiltrazioni mafiose e lavori di ammodernamento lunghi interi lustri.
Ma il punto secondo me è il seguente: se uno guarda morfologicamente la Calabria, è evidente che la parte pianeggiante è quella costiera.
Allora a quale scopo costruire un’autostrada attraverso le montagne?
Solo per collegare Cosenza ?
Non si poteva costruire un tratto di autostrada da questa città alla costa?
Inoltre il capoluogo Catanzaro? E’ fuori dall’autostrada?
Non si poteva pensare di passare dallo Jonio che è molto più pianeggiante?
Non capisco. Proprio non capisco.
Wednesday, November 19, 2008
Verso Sud Hearst house e Pismo Beach
Il miliardario Hearst, decise di costruirsi questa "casetta", andando in Europa e comprando un po' tutto quello che gli piaceva, indipendentemente dal prezzo.


Quindi vista bellissima in tutte le stanze, teatro due piscine di cui almeno la prima vagamente kitsch.
Inoltre ha costruito uno zoo con animali in assoluta libertà. Dopo il tour del castello siamo andati a vedere gli elefanti marini sulla spiaggia antistante

Nella stessa giornata ci siamo diretti a Pismo beach dove la guida indicava la più grande popolazione di farfalle monarca in california.

Purtroppo ne abbiamo viste poche ma bellissime.
A pismo ci siamo anche goduti uno dei più belli tramonti mai visti.




Figlio mio, un giorno tutto questo sarà tuo...!
Quindi vista bellissima in tutte le stanze, teatro due piscine di cui almeno la prima vagamente kitsch.
Inoltre ha costruito uno zoo con animali in assoluta libertà. Dopo il tour del castello siamo andati a vedere gli elefanti marini sulla spiaggia antistante
Nella stessa giornata ci siamo diretti a Pismo beach dove la guida indicava la più grande popolazione di farfalle monarca in california.
Purtroppo ne abbiamo viste poche ma bellissime.
A pismo ci siamo anche goduti uno dei più belli tramonti mai visti.
Figlio mio, un giorno tutto questo sarà tuo...!
Friday, November 14, 2008
Verso sud Big Sur, Seventeen miles e Carmel Beach
Un'altra piccola gita.
Per quelli che si domandano quante ferie faccio...stavolta solo due giorni...!
In questo periodo dalle mie parti ci sono ventiquattro gradi di media, il sole splende pressochè ogni giorno e quindi stiamo in maniche di camicia a metà novembre...!
Che vitaccia...eh ?
Quale migliore occasione per guardarsi un po' la costa?
Così decidiamo di partire quattro giorni e vedere dove arriviamo. Non pianifichiamo nulla perchè coi pargoletti non si sa mai...! Così dormiamo nei motel...e ci spostiamo quando siamo pronti.
Il primo giorno Carmel e Big Sur sulla mitica Highway 1. Le foto (aggiungo anche la bellissima strada chiamata 17 miles) sono di un'altra occasione perchè quel giorno (che sfiga...) abbiamo avuto il quarto giorno di pioggia da quando siamo qua.
Quindi 17 miles road





Big Sur




Carmel Beach




Carmel è una bellissima cittadina con case per super ricchi, amministrata fino a quanlche anno fa da Clint Eastwood. Per motivi estetici sono proibite i contenitori della posta e le catene di negozi.
Per quelli che si domandano quante ferie faccio...stavolta solo due giorni...!
In questo periodo dalle mie parti ci sono ventiquattro gradi di media, il sole splende pressochè ogni giorno e quindi stiamo in maniche di camicia a metà novembre...!
Che vitaccia...eh ?
Quale migliore occasione per guardarsi un po' la costa?
Così decidiamo di partire quattro giorni e vedere dove arriviamo. Non pianifichiamo nulla perchè coi pargoletti non si sa mai...! Così dormiamo nei motel...e ci spostiamo quando siamo pronti.
Il primo giorno Carmel e Big Sur sulla mitica Highway 1. Le foto (aggiungo anche la bellissima strada chiamata 17 miles) sono di un'altra occasione perchè quel giorno (che sfiga...) abbiamo avuto il quarto giorno di pioggia da quando siamo qua.
Quindi 17 miles road
Big Sur
Carmel Beach
Carmel è una bellissima cittadina con case per super ricchi, amministrata fino a quanlche anno fa da Clint Eastwood. Per motivi estetici sono proibite i contenitori della posta e le catene di negozi.
Tuesday, September 23, 2008
Hawaii 6 la gita ad Hana prima parte
Facciamo un lungo tratto di strada fino a Paia dove ci fermiamo a fare colazione in un posto consigliato dalla guida.
Non ero mai andato seriamente a fare “colazione” negli USA, sapevo che si mangiava discretamente ma....
Entriamo e nei piatti delle persone c’è “la sagra della caloria....”
Uova bacon e carne conditi con salse multicolori in un piatto solo.
Vabè che “la colazione è un piatto importante”....così come
“non esistono più le mezze stagioni” e
“bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno”
Però qua si esagera.
Mangiamo qualcosina veloce e ripartiamo.
Uscendo la Krucca legge un cartello :”ultimo ristorante prima di Hana” e pensa nel suo romanesco perfetto:” seeeeee figurate, mancano ancora 70 chilometri questi ce stanno a provà!”
Adesso se siete capaci treducetelo in crucco...!
Da lì comincia la nostra piccola avventura fatta di ponti, curve e, tavolette antivomito...
Attraversiamo all’inizio piantagioni di ananas e canna da zucchero poi la strada sembra scavata nella vegetazione più che nella montagna e costeggia il mare con curve tortuose.
Mi ricorda tanto la costiera amalfitana, ma qua la vegetazione è lussureggiante,
a tratti invadente.

Ci sono piante di ogni tipo ed ogni tanto un frutto della passione cade dagli alberi.
Lungo il percorso ci fermiamo per andare a vedere una cascata.
All’entrata c’è un piccolo baracchino che vende frutta e succo di canna da zucchero.
Ci fermiamo, la Krucca commette l’errore di chiedere Ananas invece di Pineapple e da quel momento la signora le parla in tedesco...(misteri della linguistica... comunque 1-1 con l’hawaiano indovina accenti).
Prendiamo anche del succo di canna e il ragazzo infila un pezzo di “sugarcane” in questo trabiccolo

e “miracolosamente “ ne esce del succo dolcissimo.
Ci incammianiamo verso la cascata e la strada è cosparsa di alberi che non conosciamo.
Dopo poco cominciamo a riconoscere i frutti e così un albero di avocado,

qualcuno di frutto della passione (credo)

un banano (facile),

Papaya e palme con noci di cocco


e così via (nel senso che ne rimarrebbero almeno altri 20 da decifrare...)




Sembra veramente il paradiso (l'ho già detto?)
La cascata non è un granchè

non abbiamo le scarpe adatte e con i bambini in braccio ci roviniamo i piedi sui sassi.
Appena arrivati complice anche il succo di canna, mi mangiano le zanzare (che in paradiso non ci sono però) così torniamo alla macchina.
Non ero mai andato seriamente a fare “colazione” negli USA, sapevo che si mangiava discretamente ma....
Entriamo e nei piatti delle persone c’è “la sagra della caloria....”
Uova bacon e carne conditi con salse multicolori in un piatto solo.
Vabè che “la colazione è un piatto importante”....così come
“non esistono più le mezze stagioni” e
“bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno”
Però qua si esagera.
Mangiamo qualcosina veloce e ripartiamo.
Uscendo la Krucca legge un cartello :”ultimo ristorante prima di Hana” e pensa nel suo romanesco perfetto:” seeeeee figurate, mancano ancora 70 chilometri questi ce stanno a provà!”
Adesso se siete capaci treducetelo in crucco...!
Da lì comincia la nostra piccola avventura fatta di ponti, curve e, tavolette antivomito...
Attraversiamo all’inizio piantagioni di ananas e canna da zucchero poi la strada sembra scavata nella vegetazione più che nella montagna e costeggia il mare con curve tortuose.
Mi ricorda tanto la costiera amalfitana, ma qua la vegetazione è lussureggiante,
a tratti invadente.
Ci sono piante di ogni tipo ed ogni tanto un frutto della passione cade dagli alberi.
Lungo il percorso ci fermiamo per andare a vedere una cascata.
All’entrata c’è un piccolo baracchino che vende frutta e succo di canna da zucchero.
Ci fermiamo, la Krucca commette l’errore di chiedere Ananas invece di Pineapple e da quel momento la signora le parla in tedesco...(misteri della linguistica... comunque 1-1 con l’hawaiano indovina accenti).
Prendiamo anche del succo di canna e il ragazzo infila un pezzo di “sugarcane” in questo trabiccolo
e “miracolosamente “ ne esce del succo dolcissimo.
Ci incammianiamo verso la cascata e la strada è cosparsa di alberi che non conosciamo.
Dopo poco cominciamo a riconoscere i frutti e così un albero di avocado,
qualcuno di frutto della passione (credo)
un banano (facile),
Papaya e palme con noci di cocco
e così via (nel senso che ne rimarrebbero almeno altri 20 da decifrare...)
Sembra veramente il paradiso (l'ho già detto?)
La cascata non è un granchè
non abbiamo le scarpe adatte e con i bambini in braccio ci roviniamo i piedi sui sassi.
Appena arrivati complice anche il succo di canna, mi mangiano le zanzare (che in paradiso non ci sono però) così torniamo alla macchina.
Monday, September 22, 2008
Hawaii 5 La gita ad Hana: prologo
View Larger Map
La Krucca vuole vedere tutto!
Non ci sono santi, ha rinunciato come me, al suo viaggio attraverso i parchi e adesso questa piccola isola la deve pagare!
Fosse l’ultima cosa che facciamo!
Già il primo giorno siamo arrivati e siamo andati in spiaggia...
“Ma scusa nove ore di viaggio,il fuso, siamo rimbecilliti dal sonno”.
Noooooo!
Perdiamo tempo, bisogna esplorare!
Tabelle di marcia e programmi!
Io sono agli antipodi e non mi piaccio per niente.
Quando sto in vacanza starei sempre al mare stravaccato.
Questo, tempo fa...ora con i piccoli a fare castelli e nell’acqua.
Di mia sponte non programmo un cavolo, se qualcuno mi propone qualcosa con meno di due giorni di anticipo mi girano le scatole (mi dovrò pure abituare all'idea no?)
Salvo poi verso la fine della vacanza farmi venire l’ansia da quello che è stato dall’altra parte del mondo e non ha visto nulla.
Non sopporto comunque quelli che chiamo “i rimbalzisti” (e comunque la Krucca non è fra questi sia chiaro) che vanno da un posto all’altro senza fermarsi veramente a guardarli e solo per il piacere di dire al ritorno che ci sono stati...!
Veramente non sopporto neanche quelli che quando gli racconti che sei stato in un posto ti fanno il terzo grado:
"ma hai visto questo posto?"
"si"
"e quest'altro?"
"SI"
"e quest'altro ancora?
"ma veramente..."
"hai mangiato in quel ristorante?"
"no"
"hai incontrato tizio?" (riferendosi a personaggio da gossip)
"NO!"
Sei andato sotto casa sua abita a....
NO!
Ma almeno sei stato in quel bar dove va sempre?
NOOOOOO!
"Ma allora che ci sei andato a fare"???!??!!
Comunque per quanto detto in precedenza, non sopporto neanche me.
Quindi viaggio ad Hana.
Ora, Hana ha la fama del posto sperduto.
Non è solo lontana, c’è una strada di 54 miglia con duecentomila (numero inventato) curve e 52 ponti ad un solo senso.
Un incubo per quelli che hanno il mal di macchina.
Ma tant’è, la guida dice che è un posto bellissimo, il mio collega portoghese me ne ha parlato benissimo quindi partiamo...
Wednesday, September 10, 2008
Hawaii2: I delfini
Soffro il mal di mare e le gite in barca non mi sono mai piaciute. Ma quando sei qua, il 70% delle cose che puoi fare prevedono l'uso della barca. Così di fronte alla prospettiva di far vedere i delfini ai pargoletti, non ho resisitito. L'errore è stato sperare che le nostre pillolette omeopatiche funzionassero in qualche modo. Non fraintendetemi, io credo nell'omeopatia ma questa volta dev'essere andato storto qualcosa visto che (per dirla in modo garbato) ho fatto una 20 di visite "bilaterali" al bagno della barca in 6 ore. Mentre scrivo (circa 12 ore dopo) ancora sento un po' di nausea ma devo dire che è stata comunque un'esperienza bellissima... Questo è il risultato.
Il video è girato dalla Krucca Il pianto finale è quello di Occhiblu.
Crucchetta aveva il mio stesso problema

(l'abbiamo scoperto oggi) (per fortuna in forma minore) l'abbiamo portata a vedere i delfini ma non se li ricorda, segno che stava malissimo.
A un certo punto della mattinata sfruttando il fatto che fossimo vicini alla riva, volevo scendere dalla barca e tornare a nuoto... Ho provato a proporlo al "capitano" della barca che mi ha garbatamente chiesto di non farlo ed anzi mi ha intimato di non usare più il bagno perchè non è adatto a questa funzione (vomitare appunto...). Quando gli ho chiesto dove secondo lui avrei docuto "espletare le mie funzioni" mi ha parlato di qualcosa relativo al bordo della barca. Non ho capito, così mi ha indicato un simpatico signore col mio stesso problema che stava espletando direttamente in mare...
Nello stato in cui ero, stavo per strozzarlo, ma poi ho desistito per la debolezza congenita scatenata dalla nausea. Continuando il viaggio ci siamo fermati a fare snorkeling (insomma pinne, maschera e tubo). Mi hanno consigliato vivamente di scendere in acqua (anche se stavo per morire...) perchè secondo loro, avrebbe attenuato la nausea. Visto che non riuscivo a rimanere sulla barca, gli ho dato retta per un po' è andata benino. Crucchetta si è tuffata dallo scivolo della barca con maschera e tubo e salvagente. Una volta in acqua continuava ad agitarsi e non capivo perchè, perfortuna la Krucca mi ha consigliato (veramente sarebbe più opportuno "intimato")di toglierle l'acqua dal tubo perchè a tre anni e mezzo ancora non ci riesce da sola...

Così abbiamo girato un po' ed abbiamo visto le tartarughe marine! Non quelle giganti che si vedono nei documentari, ma comunque un'altra emozione (non documentata per mancanza di macchina fotografica SUBBACCQUA. Tornato su, stessa situazione più delusione della Krucca che sarebbe voluta rimanere in mare più dei cinue minuti che le ho concesso. Durante il viaggio, abbiamo scoperto che il tutto era organizzato da una associazione noprofit che utilizza i guadagni di queste iniziative per difendere delfini balene e barriera corallina. Ecco, adesso mi devo pure ricredere sul "capitano" della barca!
Il video è girato dalla Krucca Il pianto finale è quello di Occhiblu.
Crucchetta aveva il mio stesso problema
(l'abbiamo scoperto oggi) (per fortuna in forma minore) l'abbiamo portata a vedere i delfini ma non se li ricorda, segno che stava malissimo.
A un certo punto della mattinata sfruttando il fatto che fossimo vicini alla riva, volevo scendere dalla barca e tornare a nuoto... Ho provato a proporlo al "capitano" della barca che mi ha garbatamente chiesto di non farlo ed anzi mi ha intimato di non usare più il bagno perchè non è adatto a questa funzione (vomitare appunto...). Quando gli ho chiesto dove secondo lui avrei docuto "espletare le mie funzioni" mi ha parlato di qualcosa relativo al bordo della barca. Non ho capito, così mi ha indicato un simpatico signore col mio stesso problema che stava espletando direttamente in mare...
Nello stato in cui ero, stavo per strozzarlo, ma poi ho desistito per la debolezza congenita scatenata dalla nausea. Continuando il viaggio ci siamo fermati a fare snorkeling (insomma pinne, maschera e tubo). Mi hanno consigliato vivamente di scendere in acqua (anche se stavo per morire...) perchè secondo loro, avrebbe attenuato la nausea. Visto che non riuscivo a rimanere sulla barca, gli ho dato retta per un po' è andata benino. Crucchetta si è tuffata dallo scivolo della barca con maschera e tubo e salvagente. Una volta in acqua continuava ad agitarsi e non capivo perchè, perfortuna la Krucca mi ha consigliato (veramente sarebbe più opportuno "intimato")di toglierle l'acqua dal tubo perchè a tre anni e mezzo ancora non ci riesce da sola...
Così abbiamo girato un po' ed abbiamo visto le tartarughe marine! Non quelle giganti che si vedono nei documentari, ma comunque un'altra emozione (non documentata per mancanza di macchina fotografica SUBBACCQUA. Tornato su, stessa situazione più delusione della Krucca che sarebbe voluta rimanere in mare più dei cinue minuti che le ho concesso. Durante il viaggio, abbiamo scoperto che il tutto era organizzato da una associazione noprofit che utilizza i guadagni di queste iniziative per difendere delfini balene e barriera corallina. Ecco, adesso mi devo pure ricredere sul "capitano" della barca!
Hawaii 1
Perchè le Hawaii
View Larger Map
"Ecco, i soliti italiani, sono in California ed invece di vederla se ne vanno alle Hawaii"
Se lo state pensando, non avete tutti i torti.
Quello che ci ha spinto verso questo viaggio sono stati i pargoletti.
Avevamo in origine in mente un giro dei parchi, valle della morte, grand canyon, Las vegas eccetera eccetera. Era il viaggio che sognavo da tanto, ma Krucca è stata recentemente a trovare Yoghi e Bubu (Yosemite) ed i piccoli hanno pianto per buona parte del viaggio di andata e di ritorno.
Odiano la macchina e fare una vacanza così non è un piacere per nessuno di noi.
Così ci siamo detti, siamo qua, cos'è dall'Italia che non faremmo mai nella vita?
Le 24 ore del volo per le Hawaii.
Così eccoci qua ed ovviamente ci sbagliavamo!
Questo viaggio vorremo rifarlo 100 volte!
Il viaggio:
Oakland -Los Angeles
Los Angeles- Maui è andato benino.
La compagnia aerea (tanto pernon fare nomi United Airlines) da dimenticare (abbiamo pagato poco in effetti...):
-15 dollari in più per ogni bagaglio,
-cibo a pagamento su un viaggio di 6 ore,
-nessun gioco per i bimbi,
-nessun posto dove cambiare occhi blu.
Los Angeles dall'alto è incredibile, sembra non finire mai.
E'la prima volta che volo su una città senza riuscire a vederne i confini.
Molto grande e mi sembra anche molto smog.
Arriviamo il pomeriggio tardi, questa volta tutto ok con la macchina, cena volante, nanna.
Il giorno dopo spiaggia.
E' molto presto, ci siamo noi, qualche vecchietto che passeggia e qualche triatleta mattiniero.
Krucca e Crucchetta si avvicinano all'acqua per sentire com'è.
Prima onda tranquilla, le onde non sono alte, tutto sembra a posto.
La seconda onda sbatte a 5 metri di distanza da loro, ma arriva lunga ed inesorabile.
Restano in piedi con fatica ed hanno parte dei vestiti bagnati.
Provo ad entrare, supero le onde, cammino 3 metri e già non tocco più.
Nuoto un po', poi mi fermo.
Dopo tre minuti sono trenta metri a sinistra rispetto a dove mi sono tuffato
e nell'altra direzione rispetto a quella in cui ho nuotato
Facciamo amicizia e ci spiegano che oggi è un po' particolare, in genere non c'è tanta corrente.
Pomeriggio al mercato per i pargoletti. Compriamo un'ananas, la più buona che abbia mai mangiato, di una dolcezza sconvolgente, dentro a tratti è arancio.
Così non sono in Italia ma neanche in California.
View Larger Map
"Ecco, i soliti italiani, sono in California ed invece di vederla se ne vanno alle Hawaii"
Se lo state pensando, non avete tutti i torti.
Quello che ci ha spinto verso questo viaggio sono stati i pargoletti.
Avevamo in origine in mente un giro dei parchi, valle della morte, grand canyon, Las vegas eccetera eccetera. Era il viaggio che sognavo da tanto, ma Krucca è stata recentemente a trovare Yoghi e Bubu (Yosemite) ed i piccoli hanno pianto per buona parte del viaggio di andata e di ritorno.
Odiano la macchina e fare una vacanza così non è un piacere per nessuno di noi.
Così ci siamo detti, siamo qua, cos'è dall'Italia che non faremmo mai nella vita?
Le 24 ore del volo per le Hawaii.
Così eccoci qua ed ovviamente ci sbagliavamo!
Questo viaggio vorremo rifarlo 100 volte!
Il viaggio:
Oakland -Los Angeles
Los Angeles- Maui è andato benino.
La compagnia aerea (tanto pernon fare nomi United Airlines) da dimenticare (abbiamo pagato poco in effetti...):
-15 dollari in più per ogni bagaglio,
-cibo a pagamento su un viaggio di 6 ore,
-nessun gioco per i bimbi,
-nessun posto dove cambiare occhi blu.
Los Angeles dall'alto è incredibile, sembra non finire mai.
E'la prima volta che volo su una città senza riuscire a vederne i confini.
Molto grande e mi sembra anche molto smog.
Arriviamo il pomeriggio tardi, questa volta tutto ok con la macchina, cena volante, nanna.
Il giorno dopo spiaggia.
E' molto presto, ci siamo noi, qualche vecchietto che passeggia e qualche triatleta mattiniero.
Krucca e Crucchetta si avvicinano all'acqua per sentire com'è.
Prima onda tranquilla, le onde non sono alte, tutto sembra a posto.
La seconda onda sbatte a 5 metri di distanza da loro, ma arriva lunga ed inesorabile.
Restano in piedi con fatica ed hanno parte dei vestiti bagnati.
Provo ad entrare, supero le onde, cammino 3 metri e già non tocco più.
Nuoto un po', poi mi fermo.
Dopo tre minuti sono trenta metri a sinistra rispetto a dove mi sono tuffato
e nell'altra direzione rispetto a quella in cui ho nuotato
Facciamo amicizia e ci spiegano che oggi è un po' particolare, in genere non c'è tanta corrente.
Pomeriggio al mercato per i pargoletti. Compriamo un'ananas, la più buona che abbia mai mangiato, di una dolcezza sconvolgente, dentro a tratti è arancio.
Così non sono in Italia ma neanche in California.
Sunday, July 6, 2008
il viaggio II (ed il fuso orario)
Una volta arrivati all'hotel i bambini non avevano più sonno. Ma io e Krucca si.
Nell'hotel ci sono due letti matrimoniali e così abbiamo deciso di prendere un pargoletto a testa.
Occhiblu che ancora beve il latte, con la mamma e Crucchetta con me.
In più io il giorno dopo avevo un appuntamento alle otto al lavoro e così, biecamente sono andato a ninna (verso mezzanotte ormai). Crucchetta è venuta con me (non so quanto dopo...) ma alle si è svegliata alle 4.00 così alle cinque e mezza eravamo tutti in piedi . Colazione alle 6.30 (quella dell'albergo molto buona) e alle sette ci siamo messi in viaggio verso il mio posto di lavoro.
Nell'hotel ci sono due letti matrimoniali e così abbiamo deciso di prendere un pargoletto a testa.
Occhiblu che ancora beve il latte, con la mamma e Crucchetta con me.
In più io il giorno dopo avevo un appuntamento alle otto al lavoro e così, biecamente sono andato a ninna (verso mezzanotte ormai). Crucchetta è venuta con me (non so quanto dopo...) ma alle si è svegliata alle 4.00 così alle cinque e mezza eravamo tutti in piedi . Colazione alle 6.30 (quella dell'albergo molto buona) e alle sette ci siamo messi in viaggio verso il mio posto di lavoro.
Subscribe to:
Posts (Atom)