Parto da Fiumicino di buon mattino.
Cinquanta minuti dopo atterro in anticipo in un aereoporto semivuoto, salgo su un pullman ma sono così vicino che potrei andare a piedi al terminal.
Sullo sfondo le Alpi innevate.
Cinque minuti di taxi e sono dal cliente.
In tutto un’ora e mezzo di tragitto.
L’edificio ha le pareti esterne di vetro.
Queste sono coperte da una “vela” che si muove con il sole.
Quando questo colpisce le pareti stanno giù per venire su quando il sole passa.
Inoltre le pareti interne non sono fisse, ma possono muoversi lungo dei binari prestabiliti.
Questo serve a modificare la fisionomia delle stanze qualora dovesse servire.
Serve ad esempio a creare spazi ed ambienti per sfilate.
L’edificio è ricoperto di pannelli solari, è luminosissimo e gli ambienti interni hanno luci artificiali che si accendono al passaggio.
Nella parte interna del palazzo c’è un prato bellissimo pieno di giochi per bambini. Dopo qualche minuto sento le voci allegre dei figli dei dipendenti nell’asilo aziendale.
L’azienda è femminile. Modelle ed impiegate la fanno da padrone.
Se a mensa commetti l’errore aprendo la porta di dare la precedenza ad una ragazza, puoi stare fermo per minuti interi. Passano e ti sorridono. Non posso fare a meno di notare che sono bellissime.
La sera vado a dormire nell’hotel aziendale con piscina e palestra. Anche questo molto bello.
Il giorno dopo viaggio verso casa... mai stato così contento di una trasferta.
Questo blog raccontava originariamente il nostro periodo negli USA. Questo periodo ci ha talmente cambiati che abbiamo deciso di continuare a scrivere di come siamo tornati con uno spirito nuovo. Quanto Durerà?
Saturday, April 25, 2009
Una trasferta di lavoro
Monday, April 6, 2009
Un'ora in un paese normale
Una delle cose che mi lasciano basito del paese in cui vivo è il rapporto cliente fornitore.
Io nel mio lavoro indosso quasi sempre il cappello del fornitore.
Cerco di farei l mio lavoro al meglio e di soddisfare nel miglior modo possibile i miei clienti anche perchè so che da questo dipende la sopravvivenza della mia vita professionale.
Nella vita di tutti i giorni mi capita (come a tutti) di essere cliente. Qui nascono i problemi perchè invece di essere trattato con i guanti, mi trovo a subire inefficienza, maleducazione, disorganizzazione, a volte vere e proprie angherie.
Oggi mi è capitata una cosa diversa e voglio per questo raccontarla.
Da un po' non riuscivo ad usare il mio Ipod Touch.
Il tasto (l'unico esistente) non voleva saperne di funzionare.
Ci ho pensato su prima di portarlo al negozio Apple.
Mi aspettavo le solite difficoltà, in fondo l'avevo acquistato in California, poi chissà quanto me l'avrebbero tenuto, infine quanto avrei dovuto pagare?
Alla fine mi sono deciso, sono entrato nel negozio ed ho parlato con un ragazzo. Mi ha prenotato un'appuntamento via internet con un esperto (avrei potuto farlo io stesso prima di andare) mezz'ora dopo. Sono andato a bere un caffè ed ho fatto un giro in assoluta rilassatezza nel centro commerciale.
Sono tornato venticinque minuti dopo, un altro ragazzo ha visto che aspettavo e mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto, ho visto il mio nome sul display gigante alle spalle dei "tecnici" ed ho detto di avere un appuntamento.
Cinque minuti dopo ero di fronte all'esperto. Ha preso il mio Ipod, l'ha collegato ha guardato il numero di serie, un paio di controlli e mi ha detto:"è da sostituire".
Ho pensato:"ecco che ci siamo, adesso comincia l'odissea".
Invece ha aperto un cassetto ne ha preso uno nuovo, mi ha fatto firmare un pezzo di carta e me l'ha dato.
Non volevo crederci. Semplicemente stavo lì e rifiutavo di andarmene così.
Così ho chiesto:" scusa ma è sempre così"?
E lui:" cambiamo solo quelli che non hanno subito cadute o sono stati immersi in acqua."
Ed io:" e come fai a sapere che il mio non ha subito questa sorte?
Come fai a sapere che non l'ho manomesso che non l'ho rotto?"
Mi ha detto che ci sono sensori interni che permettono di capire questa cosa.
Ve lo immaginate?
I disegnatori di questo fantastico prodotto hanno pensato di simulare questo caso...
Anche loro hanno pensato a me...
Non ci potevo credere...
Insomma un'esperienza fatta di cortesia, organizzazione, competenza, disponibilità e genio.
Il cliente al centro del mondo (come dovrebbe essere SEMPRE).
Una cosa normale in America dove se non ti piace più una cosa che hai appena comprato la riporti indietro e ti ridanno i soldi (altro che buoni spesa...).
P.S. Sono tornato a casa l'ho attaccato al mio PC. Itunes ha riconosciuto che era nuovo, l'ha registrato e mi ha chiesto se volevo trattarlo come il vecchio.
Ho risposto di si e dieci minuti dopo avevo il contenuto del vecchio ipod sul nuovo.
Il tutto senza fare alcun backup...
Io nel mio lavoro indosso quasi sempre il cappello del fornitore.
Cerco di farei l mio lavoro al meglio e di soddisfare nel miglior modo possibile i miei clienti anche perchè so che da questo dipende la sopravvivenza della mia vita professionale.
Nella vita di tutti i giorni mi capita (come a tutti) di essere cliente. Qui nascono i problemi perchè invece di essere trattato con i guanti, mi trovo a subire inefficienza, maleducazione, disorganizzazione, a volte vere e proprie angherie.
Oggi mi è capitata una cosa diversa e voglio per questo raccontarla.
Da un po' non riuscivo ad usare il mio Ipod Touch.
Il tasto (l'unico esistente) non voleva saperne di funzionare.
Ci ho pensato su prima di portarlo al negozio Apple.
Mi aspettavo le solite difficoltà, in fondo l'avevo acquistato in California, poi chissà quanto me l'avrebbero tenuto, infine quanto avrei dovuto pagare?
Alla fine mi sono deciso, sono entrato nel negozio ed ho parlato con un ragazzo. Mi ha prenotato un'appuntamento via internet con un esperto (avrei potuto farlo io stesso prima di andare) mezz'ora dopo. Sono andato a bere un caffè ed ho fatto un giro in assoluta rilassatezza nel centro commerciale.
Sono tornato venticinque minuti dopo, un altro ragazzo ha visto che aspettavo e mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto, ho visto il mio nome sul display gigante alle spalle dei "tecnici" ed ho detto di avere un appuntamento.
Cinque minuti dopo ero di fronte all'esperto. Ha preso il mio Ipod, l'ha collegato ha guardato il numero di serie, un paio di controlli e mi ha detto:"è da sostituire".
Ho pensato:"ecco che ci siamo, adesso comincia l'odissea".
Invece ha aperto un cassetto ne ha preso uno nuovo, mi ha fatto firmare un pezzo di carta e me l'ha dato.
Non volevo crederci. Semplicemente stavo lì e rifiutavo di andarmene così.
Così ho chiesto:" scusa ma è sempre così"?
E lui:" cambiamo solo quelli che non hanno subito cadute o sono stati immersi in acqua."
Ed io:" e come fai a sapere che il mio non ha subito questa sorte?
Come fai a sapere che non l'ho manomesso che non l'ho rotto?"
Mi ha detto che ci sono sensori interni che permettono di capire questa cosa.
Ve lo immaginate?
I disegnatori di questo fantastico prodotto hanno pensato di simulare questo caso...
Anche loro hanno pensato a me...
Non ci potevo credere...
Insomma un'esperienza fatta di cortesia, organizzazione, competenza, disponibilità e genio.
Il cliente al centro del mondo (come dovrebbe essere SEMPRE).
Una cosa normale in America dove se non ti piace più una cosa che hai appena comprato la riporti indietro e ti ridanno i soldi (altro che buoni spesa...).
P.S. Sono tornato a casa l'ho attaccato al mio PC. Itunes ha riconosciuto che era nuovo, l'ha registrato e mi ha chiesto se volevo trattarlo come il vecchio.
Ho risposto di si e dieci minuti dopo avevo il contenuto del vecchio ipod sul nuovo.
Il tutto senza fare alcun backup...
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Wednesday, April 1, 2009
Voglio.
Voglio un litro di acqua fresca,
il riso di uno dei miei figli,
fare l’amore con mia moglie per tutta la notte,
camminare su un prato verde ricoperto di brina,
qualcuno che mi scuota violentemente,
un rock che mi sfondi i timpani,
correre fino a sfinirmi,
piangere e ridere contemporaneamente come un cretino,
menare le mani per una giusta causa.
Voglio distruggere, azzerare, ricreare,
cambiare la mentalità dei deficienti che incontro ogni giorno.
Voglio ESPLODERE!
E’ arrivata la primavera ma qui non se n’è accorto nessuno.
Io sono ancora in inverno e mi cadono le foglie.
il riso di uno dei miei figli,
fare l’amore con mia moglie per tutta la notte,
camminare su un prato verde ricoperto di brina,
qualcuno che mi scuota violentemente,
un rock che mi sfondi i timpani,
correre fino a sfinirmi,
piangere e ridere contemporaneamente come un cretino,
menare le mani per una giusta causa.
Voglio distruggere, azzerare, ricreare,
cambiare la mentalità dei deficienti che incontro ogni giorno.
Voglio ESPLODERE!
E’ arrivata la primavera ma qui non se n’è accorto nessuno.
Io sono ancora in inverno e mi cadono le foglie.
Tuesday, March 24, 2009
Ridere.
Sono sempre rimasto affascinato dalle persone in grado di far ridere.
Avevo un amico irresistibile. Quando era in serata ci faceva letteralmente "scompisciare". Nel tempo avevo imparato a capire quando stava per iniziare, usava una tecnica precisa, quella del tormentone, lo preparava con una cura insospettata e poi al momento opportuno lo faceva venir fuori ed insisteva, insisteva fino a risultare esilarante.
Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questo articolo al riguardo e credo proprio che leggerò il libro.
L'articolo, cercherò di aggiungere mie interpretazioni...
Sono otto e sempre uguali
i motivi per i quali si ride
Uno scienziato inglese ha identificato gli schemi che scatenano l'ilarità: sono gli stessi in ogni luogo. per esempio, i tormentoni. O l'immarcescibile doppio senso.
NON IMPORTA da quale parte del mondo provieni né qual è il tuo grado di sensibilità. Si ride e si sorride sempre per i soliti otto motivi, da nord a sud del pianeta. Questo il risultato di una ricerca di Alastair Clarke, un teorico evoluzionista inglese che ha identificato gli otto schemi dell'ilarità.
Clarke è giunto a questa conclusione dopo aver studiato oltre 20mila situazioni comiche nel corso della Storia, dalle barzellette che si raccontavano nel XIV secolo fino agli sketch della moderna televisione. La sua ricerca ha preso in esame le fonti suddividendole in due grosse categorie, la prima comprendente tv, radio, libri, giornali, musica; insomma tutto ciò che può essere prodotto per scatenare ilarità, e la seconda le normali interazioni tra esseri umani (che spesso sono più divertenti di un film comico).
Ne è risultato che le tipologie del "sense of humour" calzano entro otto precise categorie, che niente hanno a che vedere con il grado di civilizzazione o culturale né con il nostro gusto personale. "Per quanto a molti possa sembrare assurdo - spiega lo studioso - questi pochi schemi sono l'unico vero stimolo che sta dietro le nostre risate. Poco importa, in realtà, il contenuto della sitcom che stiamo guardando o la storiella divertente che ci hanno raccontato. L'importante è che si presenti almeno uno di questi otto schemi mentali".
Le conclusioni del suo lavoro verranno presto pubblicate nel libro "The eight patterns of humour" (Gli otto modelli dell'umorismo). Secondo Clarke il cervello umano inconsciamente va a scovare questi schemi e quando li trova si auto-ricompensa dello sforzo con una bella risata. "A volte un singolo schema è la causa, ma può trattarsi anche della combinazione fra due o tre, riconosciuti simultaneamente. Teoricamente non c'è limite alle possibili combinazioni ed è per questo che ciascuno ride in modi e momenti diversi".
Ma vediamo esattamente di cosa si tratta. La maggior parte degli schemi indicati dallo scienziato inglese sono molto semplici e di comprensione immediata. Il primo della lista è quello della "ripetizione positiva", ovvero quella ripetizione continua di una frase, un gesto o un'intera scena che ritroviamo nel cabaret e che appartiene allo spettacolo fin dalle origini della commedia. In una parola, un tormentone.
Uno dei migliori fra quelli che ricordo è quello di frau Blucher
C'è poi il meccanismo della "qualificazione", meno intuitivo del precedente, dove una parola familiare è detta in modo non altrettanto familiare (un esempio per tutti l'accento dell'ispettore Clouseau nel film "La pantera rosa").
Oppure il celeberrimo dottor frankenstiin
noo si pronuncia AIGOR....;-)
Il terzo schema è quello della "ricontestualizzazione qualitativa", che si presenta quando qualcosa che conosci bene viene stravolto o ridicolizzato. In questo caso può trattarsi anche di una situazione scollegata dal mondo dello spettacolo, di vita quotidiana, come ad esempio il nuovo taglio di capelli di un amico che di colpo somiglia a un carciofo.
Sulla ricontestualizzazione mi piace molto Enrico Brignano.
Lo schema dell'"applicazione" è quello del doppio senso, vale a dire quando parole o intere frasi hanno un significato ambivalente.
Su questi ultimi (ma forse anche relativo al meccanismo della scala citato più avanti) mi viene in mente questa magistrale esposizione di Steve Martin in "Roxanne" (purtroppo solo in inglese).
Ci sono poi gli schemi della "fine", quando cioè è il pubblico a dover completare con la propria immaginazione il senso di una frase o di uno scenario,
della "divisione", che si ha quando una situazione viene interrotta e ripresa da più persone,
e dell'"opposizione", che include tutto ciò che è riconducibile all'ironia e al sarcasmo.
Allo schema dell'opposizione è ad esempio riconducibile anche la distorsione che uno specchio dà delle immagini, proprio perché in questo caso si ha il riflesso di un'immagine che si "oppone" a se stessa in modo simmetrico ma per noi estraniante.
Infine, Clarke segnala lo schema della "scala" che si incontra quando prendiamo qualcosa e lo riproponiamo in dimensioni totalmente diverse. L'oggetto rimane lo stesso ma è appunto la scala dimensionale a cambiare, creando un disorientamento che stimola il nostro cervello.
Il "matrix ping pong" potrebbe essere un buon esempio
Secondo gli studiosi questi schemi potrebbero aiutare sceneggiatori e cabarettisti a migliorare la qualità di film, spettacoli teatrali e sketch di improvvisazione. E magari anche la nostra vita privata, evitandoci l'imbarazzo di raccontare una barzelletta che, non rientrando in nessuno degli otto modelli, non farebbe ridere nessuno.
Vabè mi pare di capire che in alcuni dei link citati si ritrovino più schemi fra quelli citati e questo aumenti l'ilarità della cosa.
Avete per caso altri da citarne?
Adesso "scadiamo" un po'....non so perchè ma a me queste indicazioni "ripetute" fanno morire dalle risate.
Qualcuno di voi sa dirmi a quale categoria appartengono?
Avevo un amico irresistibile. Quando era in serata ci faceva letteralmente "scompisciare". Nel tempo avevo imparato a capire quando stava per iniziare, usava una tecnica precisa, quella del tormentone, lo preparava con una cura insospettata e poi al momento opportuno lo faceva venir fuori ed insisteva, insisteva fino a risultare esilarante.
Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questo articolo al riguardo e credo proprio che leggerò il libro.
L'articolo, cercherò di aggiungere mie interpretazioni...
Sono otto e sempre uguali
i motivi per i quali si ride
Uno scienziato inglese ha identificato gli schemi che scatenano l'ilarità: sono gli stessi in ogni luogo. per esempio, i tormentoni. O l'immarcescibile doppio senso.
NON IMPORTA da quale parte del mondo provieni né qual è il tuo grado di sensibilità. Si ride e si sorride sempre per i soliti otto motivi, da nord a sud del pianeta. Questo il risultato di una ricerca di Alastair Clarke, un teorico evoluzionista inglese che ha identificato gli otto schemi dell'ilarità.
Clarke è giunto a questa conclusione dopo aver studiato oltre 20mila situazioni comiche nel corso della Storia, dalle barzellette che si raccontavano nel XIV secolo fino agli sketch della moderna televisione. La sua ricerca ha preso in esame le fonti suddividendole in due grosse categorie, la prima comprendente tv, radio, libri, giornali, musica; insomma tutto ciò che può essere prodotto per scatenare ilarità, e la seconda le normali interazioni tra esseri umani (che spesso sono più divertenti di un film comico).
Ne è risultato che le tipologie del "sense of humour" calzano entro otto precise categorie, che niente hanno a che vedere con il grado di civilizzazione o culturale né con il nostro gusto personale. "Per quanto a molti possa sembrare assurdo - spiega lo studioso - questi pochi schemi sono l'unico vero stimolo che sta dietro le nostre risate. Poco importa, in realtà, il contenuto della sitcom che stiamo guardando o la storiella divertente che ci hanno raccontato. L'importante è che si presenti almeno uno di questi otto schemi mentali".
Le conclusioni del suo lavoro verranno presto pubblicate nel libro "The eight patterns of humour" (Gli otto modelli dell'umorismo). Secondo Clarke il cervello umano inconsciamente va a scovare questi schemi e quando li trova si auto-ricompensa dello sforzo con una bella risata. "A volte un singolo schema è la causa, ma può trattarsi anche della combinazione fra due o tre, riconosciuti simultaneamente. Teoricamente non c'è limite alle possibili combinazioni ed è per questo che ciascuno ride in modi e momenti diversi".
Ma vediamo esattamente di cosa si tratta. La maggior parte degli schemi indicati dallo scienziato inglese sono molto semplici e di comprensione immediata. Il primo della lista è quello della "ripetizione positiva", ovvero quella ripetizione continua di una frase, un gesto o un'intera scena che ritroviamo nel cabaret e che appartiene allo spettacolo fin dalle origini della commedia. In una parola, un tormentone.
Uno dei migliori fra quelli che ricordo è quello di frau Blucher
C'è poi il meccanismo della "qualificazione", meno intuitivo del precedente, dove una parola familiare è detta in modo non altrettanto familiare (un esempio per tutti l'accento dell'ispettore Clouseau nel film "La pantera rosa").
Oppure il celeberrimo dottor frankenstiin
noo si pronuncia AIGOR....;-)
Il terzo schema è quello della "ricontestualizzazione qualitativa", che si presenta quando qualcosa che conosci bene viene stravolto o ridicolizzato. In questo caso può trattarsi anche di una situazione scollegata dal mondo dello spettacolo, di vita quotidiana, come ad esempio il nuovo taglio di capelli di un amico che di colpo somiglia a un carciofo.
Sulla ricontestualizzazione mi piace molto Enrico Brignano.
Lo schema dell'"applicazione" è quello del doppio senso, vale a dire quando parole o intere frasi hanno un significato ambivalente.
Su questi ultimi (ma forse anche relativo al meccanismo della scala citato più avanti) mi viene in mente questa magistrale esposizione di Steve Martin in "Roxanne" (purtroppo solo in inglese).
Ci sono poi gli schemi della "fine", quando cioè è il pubblico a dover completare con la propria immaginazione il senso di una frase o di uno scenario,
della "divisione", che si ha quando una situazione viene interrotta e ripresa da più persone,
e dell'"opposizione", che include tutto ciò che è riconducibile all'ironia e al sarcasmo.
Allo schema dell'opposizione è ad esempio riconducibile anche la distorsione che uno specchio dà delle immagini, proprio perché in questo caso si ha il riflesso di un'immagine che si "oppone" a se stessa in modo simmetrico ma per noi estraniante.
Infine, Clarke segnala lo schema della "scala" che si incontra quando prendiamo qualcosa e lo riproponiamo in dimensioni totalmente diverse. L'oggetto rimane lo stesso ma è appunto la scala dimensionale a cambiare, creando un disorientamento che stimola il nostro cervello.
Il "matrix ping pong" potrebbe essere un buon esempio
Secondo gli studiosi questi schemi potrebbero aiutare sceneggiatori e cabarettisti a migliorare la qualità di film, spettacoli teatrali e sketch di improvvisazione. E magari anche la nostra vita privata, evitandoci l'imbarazzo di raccontare una barzelletta che, non rientrando in nessuno degli otto modelli, non farebbe ridere nessuno.
Vabè mi pare di capire che in alcuni dei link citati si ritrovino più schemi fra quelli citati e questo aumenti l'ilarità della cosa.
Avete per caso altri da citarne?
Adesso "scadiamo" un po'....non so perchè ma a me queste indicazioni "ripetute" fanno morire dalle risate.
Qualcuno di voi sa dirmi a quale categoria appartengono?
Tuesday, March 17, 2009
"Contro"Attività Incoerente
Questo post è dedicato a tutti quelli che prendono la vita, le cose, il lavoro per il verso sbagliato.
A tutti quelli che commentano negativamente ogni novità ogni possibilità
A tutti quelli che: "è inutile fare così tanto alla fine non cambia nulla".
Non vi sopporto più, sappiatelo!
Non è possibile giudicare ogni iniziativa ogni possibilità nuova nel peggiore dei modi perchè tanto è tutto fatto contro di voi.
La vostra azienda, la vostra vita non vi piace più?
Prendete dei provvedimenti, cambiate vita, lavoro.
Altrimenti invece di stare lì a lamentarvi, cercate di contribuire a creare qualcosa di migliore.
E che cavolo, un po' di proattività, di coerenza nella vita anche e soprattutto in un momento come questo.
Ve lo dice un pessimista di fama mondiale.
A tutti quelli che commentano negativamente ogni novità ogni possibilità
A tutti quelli che: "è inutile fare così tanto alla fine non cambia nulla".
Non vi sopporto più, sappiatelo!
Non è possibile giudicare ogni iniziativa ogni possibilità nuova nel peggiore dei modi perchè tanto è tutto fatto contro di voi.
La vostra azienda, la vostra vita non vi piace più?
Prendete dei provvedimenti, cambiate vita, lavoro.
Altrimenti invece di stare lì a lamentarvi, cercate di contribuire a creare qualcosa di migliore.
E che cavolo, un po' di proattività, di coerenza nella vita anche e soprattutto in un momento come questo.
Ve lo dice un pessimista di fama mondiale.
Monday, March 9, 2009
Sarà che...
Sarà che non ho più il tempo di scrivere
Sarà che non so più cosa scrivere
Sarà che mi sono rimbecillito
Ma questi due a me piacciono un sacco.
Sono un fenomeno da "x factor"? "Amici"? Intendo il peggio della tv italiota.
Sono solo ragazzi che hanno iniziato a pubblicare su youtube le propie "cover" ed ora grazie ai milioni di contatti sono un fenomeno da TV.
Quindi alla fine è il "pubblico" che ha deciso.
Lei ha una voce bellissima ed anche apple mi pare interessata visto che si trova anche su itunes.
Inoltre l'accoppiata ukulele -chitarra è proprio azzeccata.
Insomma sono una bella coppia.
Sarà che non so più cosa scrivere
Sarà che mi sono rimbecillito
Ma questi due a me piacciono un sacco.
Sono un fenomeno da "x factor"? "Amici"? Intendo il peggio della tv italiota.
Sono solo ragazzi che hanno iniziato a pubblicare su youtube le propie "cover" ed ora grazie ai milioni di contatti sono un fenomeno da TV.
Quindi alla fine è il "pubblico" che ha deciso.
Lei ha una voce bellissima ed anche apple mi pare interessata visto che si trova anche su itunes.
Inoltre l'accoppiata ukulele -chitarra è proprio azzeccata.
Insomma sono una bella coppia.
Friday, February 20, 2009
Gruppo di Acquisto. Un aggiornamento
Siamo lanciatissimi.
Ordini di frutta e verdura per 140 kg settimanali.
Assestati i "processi" di ordini e contabilità.
Ogni settimana nuovi aderenti.
Ordine del parmigiano e salumi di grande successo.
Ogni venerdi sera una festa per la consegna.
Insomma ci abbiamo messo l'anima ed il tempo ma dopo tre o quattro settimane siamo quasi una macchina oliata.
In mente c'è anche un sito internet.
Nonostante tutto questo, abbiamo molti problemi.
Non risuciamo a delegare le attività agli altri aderenti. Non c'è nessuno che si prenda un compito neanche a pagarlo...!
Questo ci fa un po' riflettere. Ci piace quello che siamo riusciti a fare ma alla lunga così forse non durerà. Ci servono persone che si impegnino come noi.
Inoltre i contadini di frutta e verdura fanno le bizze.
I prezzi che ci applicano sono più alti di quelli dell'osservatorio prezzi.
Ci hanno cambiato la composizione del cassettone e ci hanno alzato i prezzi.
Stamattina si sono presentati alla persona che li coordina chiedendo un aumento dei prezzi causa gelate.
Abbiamo deciso di cercare altrove.
Non per il prezzo ma per come ci stanno trattando.
Noi volevamo aiutarli, mangiare sano, stabilire un rapporto di reciproca fiducia, ma adesso ci sentiamo presi in giro.
Così basta.
Nonostante tutto ciò non ci abbattiamo. Cercheremo altrove.
Ordini di frutta e verdura per 140 kg settimanali.
Assestati i "processi" di ordini e contabilità.
Ogni settimana nuovi aderenti.
Ordine del parmigiano e salumi di grande successo.
Ogni venerdi sera una festa per la consegna.
Insomma ci abbiamo messo l'anima ed il tempo ma dopo tre o quattro settimane siamo quasi una macchina oliata.
In mente c'è anche un sito internet.
Nonostante tutto questo, abbiamo molti problemi.
Non risuciamo a delegare le attività agli altri aderenti. Non c'è nessuno che si prenda un compito neanche a pagarlo...!
Questo ci fa un po' riflettere. Ci piace quello che siamo riusciti a fare ma alla lunga così forse non durerà. Ci servono persone che si impegnino come noi.
Inoltre i contadini di frutta e verdura fanno le bizze.
I prezzi che ci applicano sono più alti di quelli dell'osservatorio prezzi.
Ci hanno cambiato la composizione del cassettone e ci hanno alzato i prezzi.
Stamattina si sono presentati alla persona che li coordina chiedendo un aumento dei prezzi causa gelate.
Abbiamo deciso di cercare altrove.
Non per il prezzo ma per come ci stanno trattando.
Noi volevamo aiutarli, mangiare sano, stabilire un rapporto di reciproca fiducia, ma adesso ci sentiamo presi in giro.
Così basta.
Nonostante tutto ciò non ci abbattiamo. Cercheremo altrove.
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