Tuesday, October 7, 2008

Yosemite 3: Secondo Giorno

Il secondo giorno siamo prima saliti a Glacier point da dove si ha un'ottima vista della valle

























e dell'Half Dome.
Dopo poco ci siamo resi conto grazie ad un cannocchiale che proprio sulla punta dell' Half Dome c'erano delle persone
















Non contenti abbiamo continuato a giocare al trovafaccianellaroccia




























finito di giocare siamo andati a Mariposa Grove dove abbiamo conosciuto i mammut...
questi sono i piedi...



















qui invece le foto del deficiente con la panza che si metteva davanti ogni volta che ne scattavamo una...






















qua il maniaco cerca di avere un rapporto con il mammut di cui sopra





















insomma ci ha rovinato la giornata!
Scherzi a parte provate ad immaginarvi Galen Clark che in preda allo sconforto arriva sulle montagne e trova queste sequoie giganti...!

Sunday, October 5, 2008

Yosemite 2 il primo giorno

A Yosemite ci si può affezionare sul serio. Lo testimoniano le vicende di alcune persone che hanno dedicato la propria vita a questo luogo.
Il fotografo Ansel Adams che visse in questo parco facendo lavori svariati pur di rimanere e che ha scattato (a bordo della piattaforma costruita sul suo pulmino) molte delle immagini che immortalano il parco raggiungendo così una fama internazionale.
John Muir. Questa persona a cui è intitolato anche il (John Muir park di cui vi ho già parlato qui), ha speso la sua vita nella difesa di questo parco. Da come viene descritto credo gli americani (sicuramente i californiani) lo considerino il più importante “naturalista” della loro storia.
E Galen Clark la cui storia è veramente curiosa. Gli era stata diagnosticata una tubercolosi e soltanto sei mesi di vita. Così decise di ritirarsi nelle montagne. Scoprì le sequoie giganti del Mariposa Grove (che è parte di Yosemite) e ne diventò il guardiano. Passò il resto della sua vita ad illustare le bellezze di questi alberi ai visitatori del posto. Morì alla "tenera" età di 96 anni.
Yosemite è un’esperienza per i geologi, i botanici, gli sportivi, o semplicemente per tutti quelli in cerca di relax. Yosemite accetta chiunque, ai campeggiatori dico occhio all’incubo orsi la notte! Incubo non perchè non mi piacciano, ma solo perchè tutto il parco è cosparso da cartelli che ammoniscono contro la possibilità di lasciare cibo nell’auto. Infatti questi animali hanno un olfatto molto sensibile, arrivano di notte e divelgono gli sportelli delle auto in cerca di cibo. Ad alcune persone è capitato persino con il dentifricio. Quindi il parco è fornito di cassette contenitrici cibo che gli orsi non riescono a forzare. La sera credo sia il momento più bello. A parte lo spettacolo del granito arrossato dal sole, è il momento in cui i visitatori se ne vanno e chi alloggia nel parco può veramente goderselo. Un’altra cosa che mi è piaciuta di yosemite è che i gestori del parco invogliano a visitare il parco con i mezzi pubblici. Ce ne sono tanti, interni e che partono dalle città limitrofe e sono molto bene organizzati. Il biglietto di entrata al parco è gratuito per chi ci si reca in autobus. Ovviamente noi siamo andati in macchina...ma avevamo la scusa pargoletti. Ci sono anche i ricconi da ottocento dollari a notte di questo fantastico albergo.




















Siccome in stile tipicamente indiano, abbiamo deciso di visitarlo e ci siamo trovati a fare da spettatori (lontani e discreti non come la signora in giacca viola e pantaloni verdi




















qui rappresentata) ad un matrimonio scozzese con tanto di cornamusa!
Ok, la sposa era un po'troppo disinvolta ed ha rischiato il "botto" della vita ma l’atmosfera, note di cornamusa su un prato verde di un hotel bellissimo circondato dai picchi della Yosemite Valley c’era tutta.

A noi l’hanno un po’rovinata la signora di cui sopra ed il solito gruppo di giapponesi fotografi-registi che hanno letteralmente tagliato la strada alla sposa entrante nel pratino. A proposito di stranieri, devo dire che Yosemite è letteralmente “cosparso” di crucchi! Volevo scrivere “invaso” ma mi fa un certo effetto accostare le parole “invaso” e “crucchi”... Sarà stata una coincidenza ma sentivo parlare più tedesco che americano.

Friday, October 3, 2008

A cicalò....

Sapete che vi dico?
Mi sento un po' come lui....
Nonostante i reggimenti krucchi che mi invadono la casa...e il posto di lavoro
sto diventando anch'io "padrone della lingua"...
Quale decidetelo pure voi cicaloni e cicalone....

Krucca, mio unico gener...ehm volevo dire tesoro, ti chiedo umilmente perdono, ma è troppo divertente!

Wednesday, October 1, 2008

False friends

Al ristorante:
salve vorrei una pizza peperoni, mi dice quali sono gli ingredienti?
Beh c'è del salame, mozzarella e pomodoro.
Ottimo ed i peperoni ?
Cosa intende per “peperoni”?
Beh intendo i "peppers".
No niente peppers...
Torno a casa e guardo sul vocabolario:
ha ragione il cameriere...!

Peperoni: pepperoni, type of seasoned sausage...

Ora come la chiameranno la pizza coi peperoni?
Probabilmente "Salami"...

Tuesday, September 30, 2008

Yosemite 1 Il primo giorno

Viaggiare con i bambini ti impone di accettare compromessi.
Così il primo giorno ci mettiamo quattro ore ad arrivare in albergo (che è alle soglie del parco). Nell’hotel c’è la piscina (veramente ce ne sono quattro), devo dire che uno dei campi dove gli USA ci strabattono sono sicuramente gli alberghi.
Non ce la sentiamo di imporre ai pargoli un’altra ora di macchina e così optiamo per la piscina. Ogni piscina ha la sua SPA (minipiscina riscaldata con idromassaggio) vicino e devo dire che è stata veramente una goduria fare un bagno circondati da montagne di granito e da un fiume.
La sera fuori dal ristorante vediamo un orsetto lavatore molto simpatico.
















Il giorno seguente ci alziamo presto e decidiamo di andare nella Yosemite Valley
Questa è l'entrata...



















La valle è bellissima. E’ circondata da picchi di granito ed è stata scavata da un ghiacciaio ora ritiratosi. Il ghiaccio ha quindi polverizzato il granito e creato la valle.




























Al centro c’è un fiume ed ai lati alcune cascate (purtroppo poco visibili


























se non completamente asciutte in tarda estate).
Prima dell’arrivo dei cacciatori di oro, la valle era abitata dagli indiani. Questi ovviamente si opposero ai cacciatori d’oro che a loro volta organizzarono un piccolo esercito e “come al solito” armati di fucili, bruciarono, saccheggiarono, uccisero, rubarono e stuprarono.
Gli indiani furono cacciati dalla valle e quando anni dopo poterono ritornare lo fecero giocando il triste ruolo di “veri indiani” nelle rappresentazioni di danze usi e costumi volta all’intrattenimento dei turisti




















dell’ormai divenuto parco nazionale.
Una storia resa ancora più straziante dalla bellezza del posto in cui gli stessi indiani vivevano in pace prima dell’arrivo dei veri selvaggi.
La cosa che ci ha fatto veramente imbufalire è questo “tristissima ricosruzione”




















che dovrebbe in qualche modo rappresentare un villaggio indiano. Pensiamo senza mezzi termini, testimoni ancora oggi la scarsa sensibilità che gli americani mostrano per i pellerossa.
Yosemite offre tante possibilità, così ci sono dai rimbalzisti (prettamente in viaggio di nozze...) che ci passano attraverso e si fermano un pomeriggio fino a quelli che ci trascorrono un’intera vacanza. Io consiglierei almeno una settimana ma noi ci siamo rimasti solo due giorni. Si possono fare vari sport (arrampicarsi, camminare nei tantissimi sentieri, andare in mountain bike, fare rafting ed immagino che di inverno lo sci di fondo la faccia da padrone).
Noi abbiamo optato per la spinta del passeggino...
Così abbiamo incontrato il "signorino"




















che passeggiando in tutta tranquillità fra le persone, ci ha mostrato solo il suo lato B, ed abbiamo fotografato il picco detto Half Dome (per ovvi motivi...)




















Poi non contenti abbiamo inaugurato un nuovo passatempo... si chiama il "trovafaccianellaroccia",


























ma su questo sarò più preciso nei prossimi post.

Sunday, September 28, 2008

Crucchetta e i camalli genovesi.

Gli otto giorni alle Hawaii ci resteranno per sempre nel cuore, così invece di rimurginare partiamo per una breve vacanza di quattro o cinque giorni a Yosemite National Park
Siamo quasi arrivati. L’ultima parte del tragitto prevede delle curve discretamente lunghe ed a volte a gomito. Crucchetta ha preso le sue pasticchette omeopatiche antivomito.
Si, ancora quelle che non le/mi hanno fatto assolutamente effetto sulla barca alle Hawaii (non demordiamo...).
Nel bel mezzo di una curva dice qualcosa tipo:”Ich muss spucken”.
Ora io il tedesco non lo conosco ma quella parola me la ricordo.
Quindi preso ancora dal senso di colpa per la storia della barca, accelero a manetta, intravedo una piazzola di sosta sullo sterrato, metto una freccia frettolosa, mi accosto ed inchiodo quasi sgommando. Scendo dalla macchina e nel mentre penso:"bel deficiente che sei così le hai dato il colpo di grazia...". Quindi
aprolosportelloslacciolacinturalaprendoinbracciolamettoinposizionevomito.
A questo punto la principessina con fare tipicamente regale, si gratta la gola come non le avevo mai sentito fare e fa fuoriuscire dalla bocca uno “scracchio” che neanche i Camalli di Genova.
Penso: ”che strano, sarà il prologo” e convinto, non mollo la posizione.
Dopo il secondo sputacchio le dico, Crucchetta ma devi vomitare o sputare?
E lei come se avesse capito la differenza solo in quel momento mi fa:” ah, sputare papà”.
Prendo il piccolo camallo in braccio, le do un bacio grosso e la rimetto in macchina.
Chiedo delucidazioni alla Krucca ed anche lei l’ha sentita dire:”devo vomitare”.

Post post. Tornato a casa guardo sul vocabolario e “spucken” significa effettivamente sputare! Chiedo alla Krucca, la sua spiegazione è che parlando il linguaggio di tutti i giorni con i bambini vuol dire vomitare....boh!

Saturday, September 27, 2008

Perchè lo chiamiamo Occhiblu









Per chi lo conosce ha appena imparato a stare in piedi per una frazione di secondo...